/ Velina Rossonera e Arcobaleno

Velina Rossonera e Arcobaleno | 02 luglio 2026, 15:14

Turismo ostaggio dei cantieri: Valle d'Aosta Futura chiede un cambio di rotta

Dopo il caos viabilità dell'ultimo fine settimana di giugno, il Coordinamento di Valle d'Aosta Futura punta il dito contro la gestione regionale di autostrade e infrastrutture. Nel mirino ritardi, mancanza di programmazione e l'assenza di informazioni ai cittadini. Il movimento chiede risposte immediate e solleva anche un caso politico sul presidente Renzo Testolin

Turismo ostaggio dei cantieri: Valle d'Aosta Futura chiede un cambio di rotta

Il primo grande esodo estivo verso la Valle d'Aosta si è trasformato, ancora una volta, in una lunga prova di pazienza. Code chilometriche sull'autostrada A5, traffico paralizzato sulla strada statale 26, temperature elevate e automobilisti esasperati. Una situazione che, secondo il Coordinamento di Valle d'Aosta Futura, non può più essere liquidata come un episodio inevitabile, ma rappresenta il risultato di una programmazione giudicata insufficiente.

Nella nota inviata alla stampa, Valle d'Aosta Futura parla senza mezzi termini di una Regione che continua a definirsi "carrefour d'Europe" e a vocazione turistica, ma che, nei fatti, faticherebbe a garantire condizioni adeguate di accessibilità. Secondo il movimento politico, l'ultimo fine settimana di giugno ha mostrato ancora una volta tutte le criticità di una rete infrastrutturale già fragile, aggravata dalla contemporanea presenza di numerosi cantieri.

Per Valle d'Aosta Futura, quanto accaduto domenica 28 giugno nei pressi di Verrès, con ore di incolonnamenti sia in autostrada sia lungo la statale 26, rappresenta il simbolo di una gestione che non sarebbe stata capace di pianificare gli interventi nei periodi meno delicati dell'anno. Una situazione che, sostiene il Coordinamento, rischia di compromettere il lavoro degli operatori turistici proprio nel momento di maggiore afflusso.

Il movimento evidenzia inoltre come la Valle d'Aosta debba già fare i conti con altre difficoltà strutturali: l'assenza di un collegamento ferroviario efficiente, la mancanza di un aeroporto operativo e le ripercussioni dei lavori legati alla variante del viadotto Camolesa di Santhià, che da mesi producono rallentamenti lungo l'accesso principale alla regione.

Secondo Valle d'Aosta Futura, il risultato è sotto gli occhi di tutti. I commenti raccolti tra gli automobilisti e i turisti sarebbero stati durissimi, passando dall'incredulità fino a espressioni di forte esasperazione nei confronti di una regione che, pur essendo considerata tra le più belle d'Europa, appare sempre più difficile da raggiungere.

Ma nella nota il movimento va oltre il tema della viabilità e apre un fronte politico. Valle d'Aosta Futura richiama infatti quanto emerso durante il Consiglio regionale del 29 giugno 2026 sulla prevista chiusura del raccordo tra l'A5 e la SS27 attraverso le gallerie di Sorreley e Signayes.

Secondo quanto riportato dal movimento, il presidente della Regione, Renzo Testolin, sarebbe stato informato già il 13 febbraio scorso dai vertici della società concessionaria SAV della necessità di procedere alla chiusura totale delle due gallerie per circa un anno. Valle d'Aosta Futura sostiene che tale informazione non sarebbe stata adeguatamente condivisa con i territori interessati e che la comunicazione al Consiglio regionale sarebbe arrivata soltanto in un secondo momento.

Per il Coordinamento, questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di criticità amministrative che, a loro giudizio, dimostrerebbero l'incapacità dell'attuale governo regionale di programmare efficacemente gli interventi infrastrutturali. Per questo motivo, Valle d'Aosta Futura arriva a chiedere le dimissioni del presidente Testolin.

Guardando alle prossime settimane, il movimento rivolge infine una domanda diretta all'Esecutivo regionale: quali misure saranno adottate per evitare che i disagi si ripetano nei prossimi fine settimana estivi?

Per Valle d'Aosta Futura, una buona amministrazione dovrebbe mettere al primo posto l'accessibilità della regione, programmando i cantieri in modo da ridurre al minimo gli impatti sulla mobilità e consentire ai residenti, ma soprattutto ai turisti, di raggiungere senza ostacoli le località della Valle d'Aosta, risorsa fondamentale dell'economia regionale.

red

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore