Il Colle del Gran San Bernardo torna finalmente percorribile. Anas ha ufficializzato la riapertura della strada statale 27 “del Gran San Bernardo”, sul versante italiano, ristabilendo così il collegamento internazionale con la Svizzera, già attivo dal lato elvetico dalla fine di maggio.
Il punto di riapertura è quello di località Cerisey, sopra il comune di Saint-Rhémy-en-Bosses, uno degli ultimi avamposti abitati prima del valico. Da lì la strada risale fino al passo, riportando in vita uno dei collegamenti storici più importanti delle Alpi occidentali.
Il colle si colloca nelle Alpi Pennine, lungo il confine tra Italia e Svizzera, tra la Valle d’Aosta e il Canton Vallese. Si tratta di un valico storico posto a circa 2.469 metri di altitudine, tra le valli del Gran San Bernardo e di Bagnes. Da sempre rappresenta una delle vie di attraversamento più antiche dell’arco alpino: già in epoca romana era utilizzato come passaggio strategico e in età napoleonica divenne celebre per il transito delle truppe francesi dirette in Italia.
Qui si trova anche l’omonimo ospizio del Gran San Bernardo, simbolo della tradizione alpina e dell’accoglienza ai viandanti, storicamente legato ai cani San Bernardo.
Anas ha avviato le attività di sgombero neve già nel mese di aprile. Un lavoro complesso, portato avanti con turbine fresaneve e mezzi dotati di lame e spargisale, indispensabili per liberare una delle strade più alte e delicate della rete statale italiana.
Durante l’inverno si sono verificate anche alcune valanghe che hanno danneggiato le barriere di protezione. Nelle ultime settimane i tecnici hanno completato il ripristino dei presidi di sicurezza, consentendo così la riapertura in condizioni di piena percorribilità.
Non è mancato il consueto gesto simbolico della stretta di mano al confine di Stato, tra operatori italiani e svizzeri, alla presenza delle autorità e delle forze dell’ordine dei due Paesi: un rito quasi “alpino”, che segna ogni anno il ritorno della viabilità sul colle.
Il Gran San Bernardo non è solo una via di transito. È un’infrastruttura che tiene insieme turismo, economia locale e relazioni internazionali. Per la Valle d’Aosta rappresenta uno sbocco strategico verso la Svizzera e il Nord Europa, soprattutto nei mesi estivi quando il traforo autostradale e gli altri valichi diventano alternative più trafficate o meno suggestive.
Dal punto di vista politico e territoriale, ogni riapertura è anche un promemoria: qui la montagna detta ancora i tempi. E lo fa senza chiedere permesso.
In fondo, tra valanghe, neve e stagioni corte, il Gran San Bernardo ricorda una cosa semplice ma spesso dimenticata: la mobilità alpina non è mai un dato scontato, è sempre una conquista temporanea.













