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ECONOMIA | 16 giugno 2026, 10:32

Mensa scolastica, prezzi stabili ma peso sociale altissimo in Valle d’Aosta

Dalla IX indagine di Cittadinanzattiva emerge un quadro apparentemente stabile: 80 euro al mese per le famiglie valdostane, sotto la media nazionale. Ma dietro la “tenuta” dei costi si apre una questione più profonda: la mensa scolastica come vero presidio contro povertà alimentare, disuguaglianze e obesità infantile. In Valle d’Aosta eccellenza sugli spazi, ma resta il nodo dell’accessibilità reale

Mensa scolastica, prezzi stabili ma peso sociale altissimo in Valle d’Aosta

A volte i numeri tranquillizzano troppo in fretta: 80 euro al mese possono sembrare una cifra “sostenibile”, ma diventano un’altra cosa quando entrano nei bilanci reali delle famiglie, soprattutto se moltiplicati per più figli, per mesi, per anni scolastici che non finiscono mai di pesare sul portafoglio.

La IX Indagine sulle mense scolastiche di Cittadinanzattiva racconta proprio questa ambivalenza: stabilità dei costi in Valle d’Aosta, sì, ma dentro un quadro nazionale che continua a crescere. E soprattutto dentro un sistema in cui la mensa non è più solo un servizio accessorio, ma un pezzo centrale di welfare quotidiano.

In Valle d’Aosta il costo medio resta fermo a 80 euro al mese, sia per infanzia sia per primaria. Un valore inferiore alla media nazionale (87–89 euro), ma comunque tutt’altro che simbolico.

Il costo per singolo pasto si attesta a 4 euro, in linea con l’anno precedente. Nessun aumento, ma nemmeno riduzioni.

Tabella riepilogativa – Valle d’Aosta (Aosta)

Ordine scuola

Costo pasto

Costo mensile

Costo annuo

Variazione

Infanzia

4,00 €

80 €

720 €

0%

Primaria

4,00 €

80 €

720 €

0%

Maria Grazia Vacchina, presidente Cittadinanzattiva Valle d’Aosta, mette subito il punto politico e sociale della questione: “La stabilità dei costi non può farci dimenticare che la mensa è oggi uno degli strumenti più concreti contro la povertà alimentare e l’aumento dell’obesità infantile. Dove funziona bene, riduce disuguaglianze. Dove è assente o costosa, le amplifica. La sfida vera non è solo quanto si paga, ma chi riesce davvero a usufruirne.”

Un dirigente scolastico valdostano, che segue quotidianamente il funzionamento delle mense, aggiunge un elemento pratico: “Il problema non è solo economico. È organizzativo e culturale. La mensa è ancora percepita da alcune famiglie come opzionale, mentre dovrebbe essere parte integrante del percorso educativo.”

Dal lato delle famiglie, il tono si fa più diretto. Una rappresentante dei genitori sottolinea: “80 euro non sono pochi se li sommi ad altre spese scolastiche. Però la mensa è anche una garanzia: qualità del pasto, sicurezza, e per molti bambini è l’unico vero pasto completo della giornata.”

E dal fronte sindacale della scuola arriva una lettura più strutturale: “La Valle d’Aosta è virtuosa sugli spazi e sulle infrastrutture, ma manca ancora una riflessione nazionale seria sull’uniformità del servizio e sulle tariffe. Il rischio è avere un sistema a macchia di leopardo.”

Sul fronte infrastrutturale, la regione si distingue nettamente: il 71,9% degli edifici scolastici statali è dotato di mensa, contro una media nazionale del 36,4%. Un dato che colloca la Valle d’Aosta al vertice assoluto in Italia.

Un primato che però non chiude il cerchio: avere le mense non significa automaticamente che siano accessibili, utilizzate da tutti o sostenibili per tutte le famiglie.

Il confronto con il resto d’Italia resta pesante:

  • Emilia-Romagna fino a 116 euro al mese
  • Sardegna tra le più economiche: 61–65 euro
  • Parma città più cara: fino a 7,80 euro a pasto
  • Cagliari tra le più economiche: 2,15 euro a pasto

Intanto, a livello nazionale, i costi crescono mediamente del 2,1% per l’infanzia e del 2,7% per la primaria.

Le proposte che emergono dall’indagine non sono tecniche, ma profondamente politiche:

  • riconoscere la mensa come servizio pubblico essenziale
  • rafforzare il fondo contro la povertà alimentare
  • pianificare nuove strutture oltre il PNRR
  • uniformare regole e commissioni mensa a livello nazionale
  • investire sull’educazione alimentare e contro lo spreco

La Valle d’Aosta si presenta con un volto ordinato: costi stabili, infrastrutture diffuse, nessuna emergenza apparente. Ma proprio questa “normalità” rischia di nascondere il punto vero: la mensa scolastica non è un servizio neutro, è una delle poche politiche sociali quotidiane che entrano ogni giorno nella vita delle famiglie.

E lì, più che nei numeri, si misura davvero quanto una comunità decide di essere equa.

Files:
 IX Indagine Tariffe Mense 2026 def (2.0 MB)

pi.mi.

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