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ATTUALITÀ | 27 aprile 2026, 12:57

Valpelline diventa laboratorio della Protezione civile: quattro giorni di esercitazioni e confronto tra regioni

Dal 30 aprile al 3 maggio oltre 120 volontari da tutta Italia si ritrovano a Valpelline per una grande manovra addestrativa di ProcivItalia. Tra simulazioni di emergenza, soccorso in valanga e gestione di campi di accoglienza, il paese valdostano si trasforma in un banco di prova operativo e organizzativo

Valpelline

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Per quattro giorni, più che un tranquillo comune di montagna, Valpelline sarà una vera e propria palestra a cielo aperto per la protezione civile. Dal 30 aprile al 3 maggio, infatti, il territorio ospiterà una complessa manovra addestrativa organizzata da ProcivItalia e autorizzata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, con numeri e ambizioni che raccontano bene la portata dell’iniziativa.

Saranno oltre 120 i volontari coinvolti, provenienti da sette regioni italiane – Abruzzo, Liguria, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Veneto e Valle d’Aosta – per un totale di 18 organizzazioni extraregionali affiancate da 6 associazioni valdostane. Un mosaico operativo che, già sulla carta, rappresenta un piccolo concentrato del sistema nazionale di emergenza.

Il cuore logistico dell’operazione sarà l’area Attilio Rolando, nel capoluogo, già individuata dal Piano comunale di protezione civile come zona di accoglienza e non nuova a questo tipo di utilizzo: proprio qui, nel 2017, era stato allestito un campo in occasione dell’alluvione di Ollomont. Una scelta che unisce memoria e funzionalità, trasformando un luogo già segnato dall’emergenza in un punto di partenza per migliorare la risposta futura.

Determinante, sul piano organizzativo, il supporto della Struttura di Protezione civile della Regione autonoma Valle d’Aosta, che garantirà la logistica necessaria allo svolgimento delle attività.

Il programma delle esercitazioni è tutt’altro che simbolico. I volontari saranno chiamati a misurarsi con scenari concreti e complessi: dall’allestimento di un campo capace di ospitare fino a 150 persone – completo di tende, servizi igienici, docce e cucine – all’impiego di idrovore ad alta capacità, in grado di muovere fino a 15.000 litri d’acqua al minuto. Non mancheranno operazioni di soccorso in valanga, in collaborazione con il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, così come attività di ricerca di persone disperse in ambiente boschivo con il supporto del Sagf.

E ancora: utilizzo di motoseghe e tirfort in condizioni difficili, guida in fuoristrada, manovre di soccorso sanitario. Un ventaglio di situazioni che riproduce fedelmente le criticità che i volontari possono trovarsi ad affrontare in caso di emergenza reale.

«La manovra addestrativa in Valpelline ci consente di mettere a confronto diversi modelli operativi adottati dai volontari nelle rispettive regioni di provenienza. Il confronto rappresenta un momento di crescita importante e permette, in caso di attivazione in scenari complessi, di operare in modo sinergico», sottolinea Emilio Garau, presidente di Prociv Italia.

Un aspetto, quello del confronto tra esperienze diverse, che viene rimarcato anche dal sindaco di Valpelline, Maurizio Lanivi: «Questa attività ci consentirà di testare le procedure previste dal Piano comunale di protezione civile e il funzionamento del Coc, Centro operativo comunale. La presenza di volontari provenienti da sette regioni rappresenta inoltre un’occasione concreta di confronto tra modelli gestionali diversi».

Dietro l’aspetto tecnico, però, emerge anche un messaggio più ampio: la protezione civile non è solo intervento, ma preparazione, coordinamento e capacità di lavorare insieme. E in un territorio di montagna come quello valdostano, dove il rischio naturale è parte integrante del paesaggio, esercitazioni di questo tipo assumono un valore ancora più strategico.

Valpelline, per qualche giorno, diventa così un piccolo centro nevralgico della sicurezza, dove si costruiscono competenze, si affinano procedure e, soprattutto, si impara a fare squadra prima che l’emergenza lo renda indispensabile.

je.fe.

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