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CRONACA | 11 aprile 2026, 14:01

Sicurezza e territorio, un anno di attività della Polizia di Stato in Valle d’Aosta

In occasione del 124° anniversario celebrato ad Aosta, i dati restituiscono l’immagine di una presenza capillare e multifunzionale: prevenzione, controllo e contrasto ai reati in una realtà piccola ma complessa, dove emergono segnali da leggere con attenzione

Sicurezza e territorio, un anno di attività della Polizia di Stato in Valle d’Aosta

Ad Aosta, nella cornice delle celebrazioni per il 124° anniversario della Polizia di Stato, i numeri presentati dalla Questura offrono molto più di un semplice bilancio annuale. Raccontano, piuttosto, il lavoro quotidiano di una macchina complessa che opera su un territorio apparentemente tranquillo, ma attraversato da dinamiche che richiedono attenzione costante.

Il primo dato che colpisce è quello delle ordinanze di servizio emesse dal Questore: 1.234. Un numero significativo per una realtà come la Valle d'Aosta, che evidenzia una pressione operativa continua, legata non solo all’ordine pubblico ma anche alla gestione di eventi sportivi, politici, culturali e manifestazioni varie. La distribuzione equilibrata tra eventi sportivi (61), politico-sindacali (62) e culturali (56) restituisce l’immagine di un territorio vivo, dove la sicurezza si costruisce soprattutto attraverso la prevenzione.

L’attività delle volanti (UPGSP) conferma questa centralità. Con 17.150 persone identificate, 5.726 veicoli controllati e oltre 1.500 interventi, emerge un presidio capillare del territorio. Le 3.174 chiamate al numero unico di emergenza e i 2.267 equipaggi impiegati raccontano una presenza costante, che si traduce anche in risultati concreti: 29 arresti e 123 denunce. Numeri contenuti, ma coerenti con un contesto dove il controllo diffuso tende a limitare l’escalation dei fenomeni criminali.

Il capitolo stupefacenti merita una lettura più attenta. Le volanti hanno sequestrato complessivamente 761 grammi di sostanze, mentre la Squadra Mobile ha superato il chilogrammo (oltre 1,2 kg), con una presenza rilevante di hashish e cocaina. Quest’ultima, in particolare, con oltre 338 grammi sequestrati dalla Mobile, segnala un mercato non trascurabile anche in una regione di dimensioni ridotte. Non si tratta di grandi traffici, ma di una diffusione capillare, che conferma come la Valle d’Aosta non sia affatto isolata dalle rotte dello spaccio.

Sempre la Squadra Mobile evidenzia un’attività investigativa intensa: 34 arresti e 169 denunce, numeri superiori rispetto alle volanti, a dimostrazione del lavoro più mirato e approfondito. Significativo anche il dato sulle deleghe per il “codice rosso” (12 per la Mobile e 20 per le volanti), che richiama l’attenzione su un fenomeno spesso sommerso come la violenza domestica.

Sul fronte della prevenzione, l’azione della Polizia Anticrimine appare particolarmente incisiva: 80 avvisi orali, 30 fogli di via, 4 Daspo e 8 DACUR. Strumenti amministrativi che, letti insieme, delineano una strategia chiara: intervenire prima che il reato si consolidi. Non mancano gli ammonimenti per stalking (5) e violenza domestica (2), ulteriore segnale di un’attenzione crescente verso la tutela delle vittime.

Un altro indicatore interessante è quello della Polizia amministrativa: quasi 6.000 passaporti rilasciati e oltre 1.400 porti di fucile. Un dato, quest’ultimo, che riflette la specificità del territorio valdostano, dove l’attività venatoria e la cultura della montagna mantengono un peso rilevante. Limitati, invece, i controlli e le contestazioni sugli esercizi pubblici, a conferma di un tessuto economico generalmente ordinato.

Il quadro dell’immigrazione mostra una presenza stabile: 8.568 cittadini extracomunitari regolarmente residenti, con 3.550 permessi di soggiorno rilasciati e 596 richieste di protezione internazionale. Numeri che, rapportati alla popolazione, indicano un’incidenza significativa ma gestita senza particolari criticità, come dimostrano i pochi accompagnamenti ai centri di permanenza e alla frontiera.

La sicurezza stradale rappresenta uno dei fronti più impegnativi. La Polizia Stradale ha controllato oltre 26.000 veicoli e più di 37.000 persone, con 158 patenti ritirate e quasi 25.000 punti decurtati. Le infrazioni per eccesso di velocità (4.843) e uso del telefono alla guida (152) fotografano comportamenti ancora troppo diffusi. I 74 feriti negli incidenti rilevati ricordano che il rischio principale, anche in Valle, resta quello sulle strade.

Non meno rilevante l’attività della Polizia di Frontiera, che ha controllato oltre 52.000 persone e 14.000 veicoli. Un dato che sottolinea il ruolo strategico della regione come area di passaggio internazionale, soprattutto in un contesto europeo dove i flussi sono in costante evoluzione.

Infine, emerge con forza il lavoro del Centro operativo per la sicurezza cibernetica. Le 19 persone denunciate, tra cui casi di pedopornografia, truffe online e riciclaggio, dimostrano come la criminalità digitale sia ormai una componente stabile anche in territori piccoli. Importante anche l’attività preventiva nelle scuole, con centinaia di studenti coinvolti: segno che la sicurezza passa sempre più dall’educazione.

Nel complesso, i dati raccontano una realtà in equilibrio, dove i livelli di criminalità restano contenuti ma non assenti. La Valle d’Aosta si conferma un territorio sicuro, ma non immune. La vera forza del sistema, come emerge chiaramente, sta nella capacità di presidio e prevenzione più che nella repressione.

Ed è forse questo il messaggio più politico che arriva da questo anniversario: la sicurezza, qui, non è mai scontata. È il risultato quotidiano di un lavoro diffuso, spesso silenzioso, che tiene insieme controllo del territorio, attività investigativa e relazione con la comunità. Una normalità costruita giorno dopo giorno, più che garantita una volta per tutte.

je.fe.

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