Persone e non automi che fanno il loro compito senza mettere a servizio del lavoro la propria ricchezza di conoscenze e di sensibilità. È il pensiero che percorre il discorso del Papa che oggi, 30 marzo, ha ricevuto in udienza nella Sala dei Papi, in Vaticano, la fondazione Ausilia, nata nel 2013 come onlus, oggi ente filantropico che si occupa principalmente di sostegno ai giovani, educazione, borse di studio, progetti di sviluppo sociale. Caratteristiche che il Pontefice apprezza.
Investire non su oggetti, ma sulla persona, sulle sue abilità e competenze rappresenta un punto di forza della vostra opera.
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Ricordando l’inizio della Settimana Santa, “tempo provvidenziale – afferma il Papa - per la nostra sequela del Signore Gesù, crocifisso, morto e risorto per noi”, Leone si sofferma sull’aiuto che la fondazione offre ai ragazzi in particolare nella formazione e nell’inserimento in campo lavorativo.
Sono proprio i giovani a diventare protagonisti del loro futuro, senza venir considerati strumenti funzionali all’organizzazione di un’azienda o ingranaggi utili al successo commerciale.
Prima della benedizione finale, Leone offre il suo incoraggiamento a “perseverare nelle iniziative” che sono state promosse.
Proprio nel presente clima d’incertezza, il circolo virtuoso di conoscenza e collaborazione che promuovete porterà certamente buoni frutti.











