A Champdepraz vincono la continuità e la fiducia nell’esperienza amministrativa. Monica Cretier è stata confermata sindaca al termine del turno di ballottaggio svoltosi domenica 29 marzo, imponendosi con il 54,95% dei consensi sulla lista “Insieme si può - Per il futuro di Champdepraz”.
Il risultato finale parla chiaro: 261 voti per Cretier contro i 214 raccolti da Michel Borettaz, candidato della lista “Champdepraz Avenir”, fermo al 45,05%. Una differenza netta, maturata in un contesto di forte partecipazione democratica: alle urne si è recato l’81,46% degli aventi diritto, 492 elettori su 604. Limitato il numero delle schede bianche (4) e nulle (13), segno di un elettorato che ha scelto con decisione.
Ma il dato politico va letto anche alla luce dell’antefatto elettorale. Il primo turno aveva già delineato una competizione vera, senza candidati di mera testimonianza, con due visioni alternative per il futuro del Comune. Da un lato la sindaca uscente, espressione di un’amministrazione che ha puntato sulla gestione ordinata del territorio, sui servizi e su una linea di stabilità; dall’altro Borettaz, portatore di una proposta più orientata al rinnovamento, capace di intercettare una parte dell’elettorato desiderosa di cambiamento.
Il passaggio al ballottaggio ha inevitabilmente polarizzato il confronto, trasformando la sfida in un referendum sull’operato dell’amministrazione uscente. E proprio qui Cretier ha costruito la sua vittoria: consolidando il consenso già acquisito e riuscendo ad attrarre quella fascia di elettori indecisi o rimasti esclusi dal secondo turno, che hanno preferito affidarsi a una figura conosciuta piuttosto che scommettere su un cambio di rotta.
In un piccolo comune come Champdepraz, dove il rapporto diretto tra amministratori e cittadini pesa più delle appartenenze politiche tradizionali, contano credibilità, presenza sul territorio e capacità di ascolto. Elementi che, evidentemente, hanno giocato a favore della sindaca riconfermata.
Non va però sottovalutato il risultato della lista “Champdepraz Avenir”, che sfiora il 45% e dimostra l’esistenza di un’area significativa che chiede discontinuità. Un segnale politico che la nuova amministrazione non potrà ignorare, soprattutto in vista delle scelte future su sviluppo locale, servizi e gestione del territorio.
Il voto di Champdepraz, pur nella dimensione di un piccolo Comune valdostano, riflette dinamiche più ampie: da un lato la tenuta delle amministrazioni uscenti quando riescono a mantenere un rapporto solido con la comunità; dall’altro la crescente domanda di partecipazione e rinnovamento, che anche nei centri minori si fa sentire con forza.
Per Monica Cretier si apre ora un nuovo mandato che parte da una base solida ma non scontata: quella di una comunità che ha scelto la continuità, ma che al tempo stesso ha mostrato di voler contare, incidere e – se necessario – cambiare. Una sfida politica vera, che comincia adesso.













