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Consiglio Valle Comuni | 28 marzo 2026, 12:00

Piccoli consiglieri crescono: a scuola di democrazia tra i banchi del Consiglio Valle

La visita della classe V B della primaria Einaudi nell’ambito del progetto Portes Ouvertes diventa un’occasione concreta per avvicinare i più giovani alle istituzioni. Tra simulazioni, dibattiti e curiosità, la politica smette di essere distante e diventa esperienza vissuta

Piccoli consiglieri crescono: a scuola di democrazia tra i banchi del Consiglio Valle

La politica, spesso percepita come lontana, complicata, a tratti incomprensibile anche per gli adulti, può diventare sorprendentemente accessibile se spiegata nel modo giusto. E soprattutto, se vissuta in prima persona. È quanto accaduto nella mattinata di venerdì 27 marzo, quando la classe V B della scuola primaria Einaudi di Aosta ha varcato le porte del Consiglio Valle nell’ambito del progetto “Portes Ouvertes”.

Ad accogliere gli alunni, accompagnati dalle insegnanti Emanuela Ruiu, Tania Jotaz Petitjacques e Ailisa Brunazzetto, è stato il Consigliere Segretario Corrado Bellora, che li ha guidati in un primo viaggio – non solo simbolico – dentro il cuore delle istituzioni valdostane.

Perché sì, la democrazia si studia sui libri, ma si capisce davvero solo quando si entra nei luoghi dove prende forma.

La visita si è aperta con una spiegazione semplice ma tutt’altro che banale: cos’è un’assemblea legislativa, come funzionano le leggi, perché esistono maggioranza e opposizione. Concetti che per molti restano astratti per anni, ma che davanti a quei banchi, a quei microfoni, iniziano a prendere consistenza.

E poi è arrivato il momento più interessante. Gli studenti hanno smesso di essere spettatori e sono diventati protagonisti. Si sono trasformati, per un’ora, in consiglieri regionali, chiamati a discutere un tema concreto: la realizzazione di un centro sportivo polivalente ad Aosta.

Una simulazione? Sì. Ma anche molto di più.

Perché in quel dibattito – tra interventi, opinioni, piccoli contrasti e tentativi di convincere gli altri – c’era già tutta l’essenza della politica: ascolto, confronto, decisione. E anche qualche inevitabile divergenza, che è poi il sale della democrazia.

È proprio qui che l’educazione civica smette di essere una materia e diventa esperienza. I ragazzi capiscono che le scelte pubbliche non sono mai neutre, che ogni decisione comporta conseguenze, che trovare un equilibrio tra esigenze diverse è tutt’altro che semplice.

E soprattutto, scoprono una cosa fondamentale: la politica non è “degli altri”. È, potenzialmente, anche loro.

In un’epoca in cui il rapporto tra cittadini e istituzioni appare spesso logorato da diffidenza e disinteresse, iniziative come “Portes Ouvertes” assumono un valore che va ben oltre la visita didattica. Sono un investimento culturale. Un tentativo concreto di ricostruire un legame.

Perché la partecipazione non nasce per caso. Si coltiva.

E forse, tra quei banchi occupati per un giorno da bambini curiosi e attenti, si è intravisto qualcosa di più di una semplice attività scolastica. Si è visto un piccolo esercizio di cittadinanza attiva, fatto di domande, idee e voglia di capire.

Magari qualcuno di loro, un domani, tornerà in quell’aula con un ruolo diverso. Oppure no. Ma poco importa.

Quello che conta è che, uscendo dal Consiglio Valle, quei ragazzi non porteranno via solo un ricordo. Porteranno con sé una consapevolezza in più: la democrazia funziona davvero solo se qualcuno decide di partecipare.

je.fe.

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