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ISTRUZIONE E FORMAZIONE | 20 marzo 2026, 20:40

Portes ouvertes, il Consiglio Valle apre ai più giovani: educazione civica in Aula per la quinta A Einaudi

Gli alunni della scuola primaria di Aosta protagonisti di una simulazione legislativa. Tra storia delle istituzioni e dibattito, nasce una proposta di legge sullo scuolabus: piccoli cittadini crescono

Portes ouvertes, il Consiglio Valle apre ai più giovani: educazione civica in Aula per la quinta A Einaudi

Non una semplice visita didattica, ma un’esperienza concreta di educazione civica e partecipazione. Nella mattinata di venerdì 20 marzo, la classe quinta A della scuola primaria Einaudi di Aosta ha varcato le porte del Consiglio Valle nell’ambito del progetto Portes ouvertes, iniziativa che continua a dimostrarsi uno strumento prezioso per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni.

Accompagnati dalle insegnanti Manuela Farinet, Francesca Sacchetto e Denis Zambon, gli alunni sono stati accolti in Aula dal Consigliere segretario Laurent Viérin, che ha guidato i ragazzi alla scoperta del funzionamento dell’Assemblea legislativa regionale.

Dopo un momento introduttivo dedicato alla storia e al ruolo del Consiglio Valle, i giovani studenti sono passati dalla teoria alla pratica. Seduti tra i banchi dell’Aula, si sono infatti calati nei panni dei consiglieri regionali, dando vita a un confronto partecipato e sorprendentemente maturo.

Al termine del dibattito, la classe ha approvato una proposta di legge per l’istituzione di un servizio di scuolabus in città: un tema concreto, vicino alla loro quotidianità, ma anche indicativo di una sensibilità già sviluppata verso i bisogni della comunità.

È proprio in questo passaggio che l’iniziativa Portes ouvertes rivela tutta la sua forza: non solo trasmettere nozioni, ma costruire consapevolezza. Far comprendere ai più giovani che le istituzioni non sono entità lontane, ma luoghi accessibili, dove il confronto e le idee possono tradursi in decisioni.

In un tempo in cui il rapporto tra cittadini e politica appare spesso fragile, esperienze come questa rappresentano un investimento reale nella crescita culturale e civile del territorio. Perché la partecipazione si impara, e si coltiva, fin dai banchi di scuola.

je.fe.

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