È stato presentato a Rimini, durante KEY – The Energy Transition Expo, il progetto Circular Renewable Energy Area Living Lab (CREALab), iniziativa che punta a rafforzare uno dei tasselli più delicati della transizione energetica: l’accumulo di energia.
Il progetto, guidato da CVA S.p.A. insieme a Podium Engineering S.r.l., Torino Airport, aizoOn Consulting S.r.l., il Politecnico di Torino e l’Istituto Italiano di Tecnologia, nasce con un obiettivo chiaro: sviluppare una tecnologia innovativa di stoccaggio energetico capace di immagazzinare energia per periodi più lunghi rispetto alle soluzioni oggi più diffuse, integrandola poi in contesti operativi reali per verificarne l’efficacia.
Per capire l’importanza dell’iniziativa bisogna partire da un dato semplice. L’Italia e l’Europa stanno installando sempre più impianti rinnovabili, come fotovoltaico ed eolico. Queste fonti producono energia in modo non programmabile: il sole non splende sempre, il vento non soffia a comando. Per questo motivo è necessario disporre di sistemi che permettano di accumulare l’energia quando viene prodotta e di utilizzarla quando serve. In altre parole, bisogna “disaccoppiare” produzione e consumo.
Oggi le batterie agli ioni di litio sono la tecnologia più diffusa. Sono efficienti, ma non sono ideali quando si tratta di accumulare energia per molte ore consecutive o addirittura per più giorni. Per garantire stabilità alla rete elettrica, soprattutto con una quota crescente di rinnovabili, servono sistemi di accumulo capaci di funzionare su scala plurigiornaliera o persino stagionale.
CREALab punta proprio a questo: sviluppare una tecnologia di accumulo di taglia industriale con una durata pari o superiore alle sei ore, utilizzando materiali riciclabili e rigenerabili e costruendo competenze all’interno del sistema nazionale. La tecnologia, indicata come Novel-BT, verrà poi testata in due dimostratori concreti.
Il primo sarà realizzato presso CVA, produttore nazionale di energia esclusivamente da fonti rinnovabili. In questo caso la nuova tecnologia non lavorerà da sola, ma in combinazione con altri sistemi di accumulo già installati o in fase di installazione, creando un sistema ibrido capace di offrire diversi servizi alla rete elettrica. Questo sito potrà diventare un vero centro di competenza per la sperimentazione e la validazione di nuove tecnologie di storage, aperto anche a soggetti esterni.
Il secondo dimostratore sarà installato presso l’Aeroporto di Torino. Qui la nuova soluzione sarà integrata nella smart grid aeroportuale per aumentare l’autoconsumo dell’energia rinnovabile prodotta in loco, in particolare da un impianto fotovoltaico progettato per avere un basso impatto elettromagnetico e non interferire con i sistemi radar. L’obiettivo è contribuire alla decarbonizzazione del settore dell’aviazione, che sta progressivamente elettrificando le operazioni di terra e, in prospettiva, anche parte delle attività di volo.
Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda l’uso di strumenti digitali avanzati. Sarà sviluppato un simulatore capace di analizzare diversi scenari energetici e di confrontare varie tecnologie di accumulo, valutandone prestazioni e costi nel tempo. In particolare, si lavorerà per ridurre il cosiddetto Levelized Cost of Storage (LCOS), cioè il costo medio dell’energia accumulata lungo l’intero ciclo di vita del sistema.
Parallelamente verranno sviluppati algoritmi per ottimizzare la gestione degli impianti in condizioni variabili, simulare l’espansione progressiva della capacità e coordinare in modo efficiente produzione e accumulo. Tutto ciò tenendo conto dei vincoli normativi, regolatori e ambientali, inclusi gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO₂ e l’uso sostenibile delle materie prime critiche.
Dal punto di vista industriale, CREALab punta anche a rafforzare la filiera nazionale, riducendo la dipendenza da forniture estere strategiche. L’utilizzo di materiali a basso impatto ambientale e ad alto contenuto riciclabile rappresenta un elemento chiave per garantire sostenibilità e replicabilità su scala industriale.
Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito del decreto ministeriale n. 386 del 17 novembre 2023. Il costo complessivo è di 10.323.083,75 euro, con un contributo ammesso pari a 7.477.379,96 euro.
In un contesto in cui la transizione energetica non è più soltanto una scelta ambientale ma una necessità economica e strategica, CREALab si propone come laboratorio concreto di innovazione, con l’ambizione di trasformare la ricerca in applicazioni reali e di rendere l’energia rinnovabile sempre più affidabile, stabile e competitiva.













