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CRONACA | 11 febbraio 2026, 13:23

Cortlys, la Regione ferma l’impianto: vince la tutela del Lys e del Monte Rosa

La Regione Valle d’Aosta ha rigettato il progetto dell’impianto idroelettrico di Cortlys, accogliendo le osservazioni di Legambiente e del Comitato locale. Una decisione che riconosce la fragilità ambientale e idrogeologica dell’area e segna un punto importante a favore della tutela del territorio e dell’ascolto delle istanze civiche

Cortlys, la Regione ferma l’impianto: vince la tutela del Lys e del Monte Rosa

La Regione Valle d’Aosta ha detto no al progetto dell’impianto idroelettrico di Cortlys, rigettando la domanda di autorizzazione unica presentata dalla concessionaria Staffal Energy s.r.l.. Una decisione attesa e accolta con soddisfazione da Legambiente, dal Comitato di Cortlys e da Mountain Wilderness, che da anni seguivano con attenzione l’intera vicenda amministrativa.

Il progetto avrebbe interessato il tratto iniziale del torrente Lys, proprio nel punto in cui sgorga dal ghiacciaio, attraversando un’area di altissimo pregio naturalistico e ambientale ai piedi del Monte Rosa. Un territorio intatto, privo di infrastrutture e persino di una strada di accesso, dove negli ultimi anni si sono già manifestati ripetuti fenomeni di piena, a conferma della fragilità idrogeologica del contesto.

La concessione al prelievo delle acque risaliva al 2009 e, da allora, si sono susseguiti circa dieci procedimenti legati alla realizzazione dell’impianto. Un progetto che nel tempo è stato più volte modificato e adattato, senza però riuscire a superare i nodi strutturali legati alla sicurezza e alla compatibilità ambientale.

Nell’ultima fase del procedimento, Legambiente e il Comitato di Cortlys hanno evidenziato come il progetto non fosse conforme al nuovo Piano di Tutela delle Acque, approvato dalla Regione lo scorso giugno, in particolare per quanto riguarda il deflusso ecologico.

La Regione ha accolto questa osservazione, dimostrando attenzione e coerenza con gli strumenti di pianificazione più recenti. Ma non solo: è stata giudicata insoddisfacente anche la trattazione delle criticità idrogeologiche, in un’area esposta al massimo grado di pericolosità legato a fenomeni tipici delle zone periglaciali, come colate detritiche e possibili svuotamenti di laghi glaciali.

Elementi che hanno portato al diniego dell’autorizzazione, riconoscendo l’incompatibilità dell’impianto con il contesto naturale e i rischi connessi.

Dopo la scadenza dei termini per eventuali ricorsi, la soddisfazione è diventata pubblica.
A esprimerla chiaramente è Denis Buttol, presidente del Circolo valdostano di Legambiente: «Abbiamo aspettato che scadessero anche i tempi per eventuali ricorsi: adesso finalmente possiamo festeggiare e comunicare che la lunga battaglia è stata vinta».

Una battaglia portata avanti con costanza e competenza, insieme al Comitato di Cortlys, che ha sempre sottolineato l’irriducibile incompatibilità dell’opera con la natura dell’area.

Il progetto, nato in modo approssimativo, è stato negli anni limato, corretto e adattato per tentare di adeguarlo alla realtà del terreno. Ma, nonostante i tentativi, è rimasto strutturalmente incompatibile con un territorio fragile, isolato e di valore ambientale straordinario.

Legambiente e il Comitato confidano ora che questo ennesimo rigetto renda finalmente evidente a tutti ciò che per loro era chiaro da tempo: Cortlys non è un luogo dove inserire infrastrutture invasive, ma uno spazio da tutelare.

La decisione della Regione rappresenta quindi non solo uno stop a un singolo progetto, ma anche un segnale importante di attenzione al territorio, alla sicurezza e all’ascolto delle istanze civiche, in una fase storica in cui la transizione energetica non può prescindere dal rispetto dei luoghi e dei loro limiti.

pi.mi.

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