C’è un filo che attraversa le Alpi senza fermarsi davanti ai confini amministrativi. È quello della biodiversità, che segue logiche naturali e non linee tracciate sulle mappe. Su questa consapevolezza si fonda Cross-DBIO – Cross-border DataBase for Biodiversity, il progetto europeo che vede insieme il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parc National de la Vanoise, due aree protette confinanti, storicamente gemellate e oggi più che mai chiamate ad affrontare sfide comuni.
Il progetto, della durata di tre anni e finanziato nell’ambito del programma Interreg Alcotra, nasce da un’esigenza concreta: valorizzare l’enorme patrimonio di dati scientifici raccolti in decenni di monitoraggi sulla flora e sulla fauna alpina. Un patrimonio prezioso, ma in larga parte frammentato, poco accessibile e quindi sottoutilizzato. Cross-DBIO punta a colmare questo divario attraverso la creazione di una piattaforma digitale condivisa e di un database transfrontaliero unico, pensato sia per i professionisti del settore sia per il pubblico più ampio.
Al centro dell’iniziativa c’è il miglioramento del monitoraggio delle specie, con un’attenzione particolare allo stambecco alpino, simbolo delle Alpi e specie chiave per comprendere l’evoluzione degli ecosistemi d’alta quota. I dati provenienti dai collari GPS, dalle fototrappole e dalle attività di campo saranno integrati e analizzati in modo sistematico, permettendo di seguire gli spostamenti, il comportamento e la dinamica delle popolazioni su un’area continua, finalmente letta come un unico grande sistema naturale.
Uno degli elementi più innovativi di Cross-DBIO è l’utilizzo di modelli matematici e statistici avanzati, affiancati da strumenti di intelligenza artificiale, per l’analisi delle immagini e il riconoscimento individuale degli animali ripresi dalle fototrappole. Tecnologie che non rappresentano solo un salto di qualità per la ricerca scientifica, ma anche un supporto concreto alla gestione delle aree protette e alle decisioni di tutela ambientale.
Il valore del progetto va però oltre l’aspetto tecnologico. Cross-DBIO è soprattutto un modello di cooperazione internazionale applicata alla conservazione della natura. Unendo competenze, metodologie e dati, i due Parchi costruiscono una base comune di conoscenza che facilita la ricerca transfrontaliera, migliora l’efficienza nella gestione delle informazioni e rende i risultati accessibili attraverso portali online dedicati.
Tra i benefici attesi figurano anche lo sviluppo di nuove competenze tecniche all’interno delle strutture dei Parchi e la possibilità di rendere i dati scientifici uno strumento vivo, capace di alimentare politiche ambientali più efficaci e una maggiore consapevolezza pubblica sul valore della biodiversità alpina.
Il progetto è co-finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Interreg VI-A France–Italia Alcotra 2021-2027 e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, con un budget complessivo di 647.804 euro, di cui 296.887,50 euro destinati al Parco Nazionale Gran Paradiso. La conclusione è prevista per agosto 2028, ma l’ambizione è che i suoi effetti vadano ben oltre la durata formale del progetto.
In un’epoca in cui i cambiamenti climatici e la pressione antropica mettono a dura prova gli ecosistemi montani, Cross-DBIO dimostra che la cooperazione e la condivisione dei dati possono diventare strumenti decisivi per proteggere ciò che le Alpi hanno di più prezioso. E che, quando si parla di natura, lavorare insieme non è una scelta: è una necessità.












