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ECONOMIA | 29 gennaio 2026, 11:31

In Valle d’Aosta il mattone alpino rallenta ma non si ferma: nel 2025 domanda estera più selettiva e investimenti di qualità

Nel 2025 il mercato immobiliare valdostano registra una flessione delle richieste internazionali dopo il boom post-pandemia. Un rallentamento fisiologico che non intacca l’attrattività delle località iconiche e conferma la Valle d’Aosta come mercato premium alpino, capace di intercettare una domanda estera qualificata e orientata alla qualità

In Valle d’Aosta il mattone alpino rallenta ma non si ferma: nel 2025 domanda estera più selettiva e investimenti di qualità

Dopo due anni di forte espansione, il mercato immobiliare valdostano si prende una pausa. Nel 2025 la domanda internazionale rallenta, segnando una contrazione diffusa sia per numero di richieste sia per aree di interesse. A certificarlo è l’ultimo report di Gate-away.com, il portale specializzato negli acquisti immobiliari da parte di clientela estera, che fotografa una fase di assestamento più che un’inversione di tendenza.

Il dato va letto in chiave economica e non emotiva. Il biennio post-pandemico aveva spinto la domanda alpina su livelli eccezionali, alimentata dal bisogno di spazi, natura e sicurezza percepita. Oggi il mercato entra in una fase più matura, in cui gli acquirenti internazionali tornano a selezionare con maggiore attenzione localizzazione, qualità dell’immobile, costi di gestione e reale utilizzo nel tempo.

In questo scenario, le certezze restano tali. Valtournenche si conferma il comune più richiesto della regione, intercettando oltre il 13% delle domande complessive. Un dato che non sorprende: Cervino, sci internazionale, immagine forte e un’offerta immobiliare coerente con le aspettative di una clientela alto-spendente continuano a fare la differenza. Pila segue a distanza, grazie a un mix efficace di accessibilità, qualità ambientale e vivibilità, mentre Saint-Vincent e Aosta mantengono un ruolo di poli stabili per chi cerca servizi e una dimensione urbana senza rinunciare al contesto alpino. Courmayeur, pur restando un’icona del lusso montano, intercetta una domanda più selettiva rispetto al passato, segnale di un mercato che si sta raffinando.

La geografia degli acquirenti racconta una domanda ancora solida ma più prudente. Gli Stati Uniti restano il primo bacino di provenienza, seguiti da Regno Unito e Francia. Pesano, come sempre, la vicinanza geografica e culturale dei mercati confinanti, ma rispetto al 2024 emerge una maggiore attenzione agli aspetti pratici dell’investimento: accessibilità, manutenzione, stagionalità dell’uso. La seconda casa in montagna resta un bene desiderato, ma non più impulsivo.

Anche le tipologie ricercate confermano l’identità del mercato valdostano. Lo chalet continua a rappresentare l’archetipo dell’abitare alpino per la clientela internazionale, seguito dagli appartamenti e dalle case tradizionali. Non è solo una questione estetica: privacy, contatto con la natura e immediatezza d’uso restano fattori decisivi. Non a caso, quasi due terzi delle richieste riguardano immobili già abitabili o ristrutturati, mentre le operazioni di recupero, complice l’aumento dei costi e la complessità normativa, risultano meno attrattive per chi compra dall’estero.

Sul fronte dei prezzi, il valore medio degli immobili richiesti scende a poco più di 813 mila euro, con una flessione di circa il 10% su base annua. Un dato che non segnala debolezza, ma riequilibrio. Oltre il 60% delle richieste si colloca sopra i 250 mila euro e quasi il 18% supera il milione, confermando la Valle d’Aosta come un mercato premium. Al tempo stesso, il confronto con le altre Alpi europee resta favorevole: Svizzera, Francia e Austria presentano valori medi sensibilmente più elevati a parità di contesto paesaggistico e turistico.

In sintesi, il 2025 segna il passaggio da una fase espansiva a una fase selettiva. Meno volume, più qualità. La Valle d’Aosta, piccola per dimensioni ma fortissima per identità, continua a parlare a un pubblico internazionale che non cerca semplicemente una casa, ma uno stile di vita. Ed è proprio su questo terreno – qualità, riconoscibilità e coerenza dell’offerta – che il mercato valdostano sembra destinato a giocare le sue carte anche nei prossimi anni.

je.fe.

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