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CULTURA | 09 gennaio 2026, 21:01

Avant-première de la Foire de Saint Ours 2026

Un omaggio alla memoria alpina e al racconto scolpito nel legno: l’opera di Guido Diémoz tra identità, ricerca storica e tradizione artigiana valdostana

Avant-première de la Foire de Saint Ours 2026

L’Avant-première de la Foire de Saint-Ours di Guido Diémoz, in programma il 14 gennaio 2026 alle ore 17.30 presso il Centro Saint-Bénin di Aosta, rappresenta oggi uno dei momenti più significativi del calendario culturale valdostano. Precede simbolicamente e idealmente le due grandi fiere del legno di Donnas e di Aosta e si pone come occasione privilegiata per entrare nel cuore più autentico della nostra cultura materiale. Diémoz, scultore e narratore del legno, ogni anno offre un’opera tematica che diventa racconto scolpito, memoria tangibile, gesto di trasmissione identitaria.

Undici anni di lavoro paziente e ostinato, dal 2015 al 2026: un percorso che non è solo artistico, ma civile. Ogni scultura dell’Avant-première è una tappa di un lungo dialogo con la vita alpina, i suoi gesti, i suoi mestieri, le sue fatiche. L’ultima opera, dedicata a “Le Ramoneur”, porta al centro dell’attenzione la storia degli spazzacamini valdostani, protagonisti silenziosi di un secolo di migrazioni stagionali, bambini e adulti sospesi fra necessità economica, durezza del lavoro e orgoglio di appartenenza.

Questa nuova scultura è frutto di una ricerca approfondita condotta da Guido Diémoz sui testi di Georges Martin e su numerosi contributi apparsi su «Lo Flanbo», che hanno documentato la vita degli spazzacamini nella Valle d’Aosta nel Novecento. La memoria di quella condizione — resa già negli anni Ottanta nella mostra «Les Ramoneurs de la Vallée d’Aoste», che raggiunse oltre ventimila visitatori in venti esposizioni regionali — rivive ora in forma plastica, nella materia viva del legno, grazie alla mano dell’artista di Doues.

Un ringraziamento particolare va ai promotori che hanno reso possibile questa nuova tappa del percorso: il Presidente e il Direttore della Confartigianato Valle d’Aosta, il cui interesse e sostegno hanno contribuito alla valorizzazione dell’opera, e Daria Jorioz, dirigente della Struttura attività espositive e promozione identità culturale, che ha reso possibile l’utilizzo del Centro Saint-Bénin. La sede non è un semplice contenitore: è un riconoscimento pubblico della qualità artistica e culturale del lavoro di Diémoz, maturato in oltre quarant’anni di ricerca personale, autonoma e profondamente radicata nella tradizione valdostana.

Diémoz (nella foto) è scultore autodidatta, approdato alla scultura in età matura dopo diverse esperienze lavorative. Proprio questa biografia operaia e concreta spiega la forza delle sue tematiche: non folklore da cartolina, ma vita vissuta, volti, mestieri, calli sulle mani, fatica quotidiana. “Le Ramoneur” racconta il mondo degli spazzacamini valdostani, e in particolare dei bambini chiamati «gaìllo», costretti a scivolare nelle strette canne fumarie per pulirle. Un mondo duro, ma anche ricco di solidarietà interna, di linguaggi segreti inventati per difendersi, di microcosmi creati tra Francia, Svizzera e Belgio durante le stagioni di emigrazione.

Molti di quei «gaìllo» sono oggi ultranovantenni. La scultura di Diémoz non li idealizza: li ascolta. Trasforma in immagine la loro memoria, la loro voce, la loro testimonianza della “fatica di vivere” in una terra di montagna che ha chiesto molto ai suoi abitanti e ha ricevuto in cambio identità, dignità e capacità di resistenza. L’opera diventa così un ponte fra la storia millenaria dell’arco alpino e le generazioni presenti, un invito a ricordare che la tradizione non è museo, ma eredità viva.

Questa nuova creazione si aggiunge al carnet ormai ricco delle esposizioni personali di Guido Diémoz. In parallelo, a Savigliano, nelle sale seicentesche di Palazzo Muratori-Cravetta, è in corso la mostra antologica dedicata all’artista, dove sono presentate tutte le sculture dell’Avant-première de la Foire de Saint Ours: un vero itinerario nella memoria visiva della Valle d’Aosta.

Presentare “Le Ramoneur” al Centro Saint-Bénin non è solo un fatto espositivo: è un riconoscimento culturale. È dire che l’artigianato artistico, quando raggiunge questa profondità di ricerca e questa capacità di narrazione, non è semplice produzione di oggetti, ma linguaggio identitario della comunità. È il legno che parla, che racconta, che resiste al tempo.

Dopo la presentazione al Centro Saint-Bénin di Aosta, la scultura “Le Ramoneur” accompagnerà le tappe naturali della tradizione: sarà presente alla Fiera di Donnas il 18 gennaio e alla Foire de Saint-Ours di Aosta il 30 e 31 gennaio 2026. Non come semplice opera tra le altre, ma come simbolo di una Valle che sa riconoscere i suoi artigiani, i suoi artisti e la propria storia collettiva.

pi.mi.

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