È decollato alle 11.24 di questa mattina dall’aeroporto regionale di Aosta l’elicottero medicalizzato SA2 della Protezione civile valdostana, con a bordo due medici e un infermiere, destinato a recuperare una giovane ferita nel rogo che ha devastato il locale “Le Constellation”, a Crans-Montana, durante i festeggiamenti di Capodanno, e a trasferirla all’ospedale Niguarda di Milano sotto assistenza specialistica. L’operazione, coordinata dalla CROSS, la Centrale remota operazioni soccorso sanitario, scandisce un viaggio di molte ore tra territorio elvetico e Lombardia, testimonianza concreta della cooperazione sanitaria tra regioni e Paesi in situazioni di emergenza.
Quella che doveva essere una notte di festa si è trasformata in una delle più gravi tragedie civili degli ultimi anni in Europa. Le autorità svizzere, impegnate nelle operazioni di identificazione delle vittime, hanno confermato che almeno 40 persone hanno perso la vita nel rogo scoppiato intorno all’1.30 del mattino dell’1 gennaio e che oltre 119 sono rimaste ferite, molte delle quali gravemente ustionate o con gravi problemi respiratori a causa del fumo denso e tossico sprigionato dall’incendio.
La maggior parte delle vittime e dei feriti sono ragazzi e giovani adulti presenti al locale nella popolare località sciistica nel cantone del Vallese, meta ogni inverno di turisti da tutta Europa. Il bilancio provvisorio, reso difficile dalle condizioni critiche di molte persone ricoverate e dalle complicate operazioni di identificazione, include cittadini di diverse nazionalità e lascia aperta ancora la conta delle persone scomparse o non ancora identificate ufficialmente. RaiNews+1
La dinamica dell’incendio è al centro di un’inchiesta svizzera che cerca di ricostruire la rapidità con cui le fiamme si sono propagate all’interno del locale, le eventuali carenze nei sistemi di sicurezza antincendio e la conformità delle misure di prevenzione. Secondo le prime ipotesi investigative, piccole scintille o bengala accesi durante la festa avrebbero innescato il fuoco a contatto con materiali altamente infiammabili presenti nel soffitto, provocando un flashover letale che ha sorpreso i presenti.
La tragedia ha spinto anche il governo italiano e le autorità regionali a un impegno diretto per l’assistenza ai connazionali coinvolti, con trasferimenti in ospedali specializzati in ustioni gravi e colloqui con le famiglie colpite. Il presidente svizzero ha definito l’evento “una delle peggiori catastrofi” nel Paese, mentre la comunità internazionale ha espresso solidarietà e sostegno alle operazioni di soccorso e rimpatrio.
In questo contesto, la missione dell’elicottero valdostano diventa simbolo di una risposta umanitaria e sanitaria che supera i confini e ridefinisce l’idea di cooperazione in un momento in cui la Vita e la rapidità di intervento contano più di ogni altra cosa. Allo stesso tempo, la tragedia solleva interrogativi profondi su sicurezza nei luoghi di aggregazione, capacità di prevenzione e gestione delle emergenze, oltre a sollecitare una riflessione pubblica più ampia su come proteggere vite, soprattutto giovani, nelle feste e negli eventi collettivi.













