Due serate, due contesti differenti e un unico filo conduttore: la montagna come luogo di cura, esperienza, pensiero e rinascita. Le presentazioni del volume Monti, Specchio di Luce hanno riscontrato partecipazione, testimonianze e riflessioni che confermano un amore profondo e trasformativo per l’ambiente alpino.
DOPPIA PRESENTAZIONE DI MONTI, SPECCHIO DI LUCE AI PIEDI DELLE MONTAGNE TORINESI
(A cura di Corrado Martinelli; fotografie a cura di Roberta Maffiodo e Claudio Cantore)
Continuano con meritato successo le presentazioni di Monti, Specchio di Luce, a cura del rappresentante e responsabile del CAI-GEB Lodovico Marchisio, con la moglie Roberta Maffiodo, e dello scrittore e poeta Giorgio Bonino. Si tratta di una raccolta di poesie, vissuti, racconti e testimonianze convergenti su un tema principale: l’amore sconfinato per la montagna, che rappresenta una vera e propria fede salvifica.
Ad ospitare l’evento, nella serata di venerdì 28 novembre, è stato il CAI (Club Alpino Italiano) di Val della Torre (To), presso la biblioteca comunale con sede in via Mulino 115. Moderatore dell’incontro è stato Giovanni Visetti, membro del CAI di Val della Torre, nonché referente della sentieristica e addetto alle cure della biblioteca comunale.
Successivamente alla calorosa accoglienza degli autori, è stata messa in evidenza la passione per l’ambiente montano che, nello specifico, ha portato Lodovico Marchisio e la moglie Roberta a essere protagonisti e diretti testimoni della montagna-terapia: un rimedio naturale grazie al quale (rispettivamente affetti da Parkinson e depressione) sono riusciti a ritrovare se stessi e a rimettersi in gioco con camminate, vie ferrate, percorsi attrezzati nei parchi avventura, fino alle discese con gli sci. Hanno così dato prova diretta che i loro corpi, con tutte le difficoltà riscontrate, hanno reagito combattendo con onore e perseveranza, continuando a crederci con grinta e determinazione.
A meno di una settimana, il libro è stato nuovamente presentato nella serata di giovedì 4 dicembre, presso la Sala Consiliare del Municipio di Avigliana (To), in piazza Conte Rosso 8, nel pieno centro storico della città. A presentare l’incontro è stato Arnaldo Reviglio, socio del TCI e del CAI di Avigliana, nonché già amministratore comunale. In apertura ha introdotto il tema centrale con una riflessione dello scrittore e alpinista Walter Bonatti: «Non smettiamo di fare escursioni perché si invecchia, ma si invecchia perché smettiamo di fare escursioni».
La serata ad Avigliana è stata particolarmente ricca di interventi di numerosi ospiti, che hanno presentato il tema della montagna in tutte le sue sfaccettature: da un profilo culturale, geografico e storico (in quanto teatro della battaglia partigiana) a una dimensione puramente naturalistica, paesaggistica e suggestiva, fino all’aspetto sportivo — ambiente ideale sia per semplici camminate sia per attività più impegnative quali ferrate, arrampicate e discese con gli sci.
Tra gli interventi: il medico e assessore alle Politiche giovanili, Sport e Benessere del Comune di Avigliana Rossella Morra; il giornalista e direttore di Comunità Connesse Marco Margrita; la correttrice, guida del libro e moglie di Reviglio, Marina Portigliatti; il poeta, operatore museale e coautore Giorgio Bonino; la corista e fotografa Roberta Maffiodo; l’autore e accompagnatore emerito del CAI Lodovico Marchisio; lo scrittore Claudio Cantore; il coautore Marco Spinato, presidente del CAI di Orbassano; tra il pubblico l’amico e socio CAI Giampiero Salomone e Salvo Giani, responsabile del Parco Avventura Orma di Villar Focchiardo.
Quest’incontro ha dimostrato ancora una volta quanto Lodovico Marchisio sia un tenace costruttore di intenti e di reti: il numeroso gruppo di relatori è stato infatti da lui riunito per un proficuo confronto sulla montagna come luogo, spazio ed esperienza di resilienza.

Presentazione Avigliana
In particolare, il medico e assessore Rossella Morra ha portato testimonianza della collaborazione con Marchisio nei gruppi di cammino sui sentieri di Avigliana e nei territori limitrofi, con lo scopo benefico dell’attività fisica all’aria aperta a livello fisico, spirituale e sociale. Avendo personalmente seguito Marchisio nel suo percorso di malattia, ha potuto riscontrare direttamente i suoi miglioramenti clinici e psicologici, dovuti al suo sconfinato amore per la montagna, all’attività fisica svolta e, nondimeno, all’amore per Roberta suggellato dal matrimonio. Un’ulteriore dimostrazione di come sport, natura e affetti possano contribuire in sinergia a una guarigione a trecentosessanta gradi.
Il direttore Marco Margrita ha evidenziato l’aspetto filosofico della montagna e quanto il “vivere, stare e andare in montagna” generi un pensiero. Sono stati citati tre autori con relativi testi: Francesco Tomatis con Filosofia della Montagna; Paolo Costa con L’Arte dell’Essenziale – un’escursione filosofica nelle Terre Alte; Aldo Leopold con il suo invito e “provocazione” a «pensare come una montagna».
A dare testimonianza diretta di quanto raccontato, sono state proiettate — in entrambe le serate — alcune immagini e filmati di vie ferrate percorse da Lodovico insieme alla famiglia e agli amici. Gli eventi sono stati arricchiti dalla lettura di passi significativi del libro, poesie interpretate da Giorgio Bonino e Roberta Maffiodo e dal canto di canzoni popolari sul tema della montagna eseguite da quest’ultima.
Al termine degli incontri non è mancato il confronto diretto con il pubblico, che ha avuto l’opportunità di condividere idee e curiosità, nonché di acquistare i libri in esposizione, arricchiti da autografi e dediche personalizzate.












