/ CRONACA

CRONACA | 05 marzo 2024, 19:52

Ultimo salute dell'Anpi a Ferruccio Miazzo "Gordon"

L'Anpi ha dato l'ultimo saluto al partigiano Ferruccio Miazzo "Gordon". Alla cerimonia hanno preso parte anche i Trouveur Valdotén, che l'associazione ringrazia sentitamente

Ferruccio Miazzo

Ferruccio Miazzo

Orazione dell'Anpi per il funerale di Ferruccio Miazzo Gordon

 

Caro Loris,

cari Susanna, Michel e Noemi.

capiamo quanto sia difficile per voi questo momento, perché il dolore della separazione e del vuoto che lascia un uomo come Ferruccio si fa e si farà sentire. Lo comprendiamo poi, perché avendo frequentato la vostra casa, conosciamo il legame che vi univa. Negli incontri passati con Ferruccio e con Vera (presenza costante, discreta e amorevole a cui va il mio pensiero e affetto), non c'era giorno in cui non mi si parlasse di Loris, dell'attesa di vederlo arrivare a casa in serata per condividere con lui la cena o delle tante giornate e nottate passate insieme a lui a sistemare o restaurare motociclette. Loris era una certezza e per questo era molto riconoscente a Susanna, anche se non so se a lei lo ha mai detto.

 

Ogni volta parlava di lei con affetto perché era riuscita a capire quel forte legame che univa padre e figlio. Non c'era incontro in cui, glissando alle mie insistenti domande sulla guerra, lui non mi facesse vedere le foto di famiglia, di Michel e della sua famiglia. In qualche modo quindi ho conosciuto tutti voi anche attraverso i suoi racconti.

 

Loris, ti siamo riconoscenti perché oggi, in questo momento di dolore, consenti all'ANPI, di rendere omaggio non solo al Ferruccio che abbiamo conosciuto, ma a Gordon, quel giovane ragazzo che scelse da che parte stare. E partirò proprio da qui, dal suo nome di battaglia, un nome che ricordava con fierezza perché legato all'eroe dei fumetti Flash Gordon. Forte e veloce come diceva di essere stato da giovane.

 

Nato nel 1924 a Padova, all'età di 9 anni si sposta con la sua famiglia ad Aosta, per raggiungere una delle sorelle. Ferruccio, infatti, è il più piccolo di 8 fratelli. Ma quel viaggio da Padova ad Aosta amava raccontarlo sempre, perché venendo in Valle d'Aosta avevano fatto sosta a Bergamo, dove è salita la piccola Maria, una bambina di 6 anni che stava raggiungendo il papà, con la mamma e la sorella. Chi avrebbe mai immaginato che quella bambina, Maria Volpi, sarebbe diventata la fidanzata di Ferruccio e poi la sua sposa e compagna di tutta la vita.

 

Ferruccio o meglio Gordon entra nella resistenza a 20 anni come partigiano nella 76^ Brigata Garibaldi, ma lui amava ricordare che già a 14 anni, mentre sfilava come caposquadra moschettieri nei piccoli Balilla e assistette al pestaggio di un anziano che non si era tolto il cappello al loro passaggio, aveva deciso di togliersi la camicia nera e di non sfilare più.

 

Insomma, aveva le idee chiare e quando ha ricevuto la cartolina di richiamo alle armi, cartolina inaspettata visto che durante la visita militare non era stato ritenuto idoneo per essersi presentato con fiatone e tachicardia, è scappato da Aosta per rifugiarsi da suo fratello Ampelio a Quincinetto. Dopo poco tempo però se n'era dovuto andare perché in paese era stato ucciso un fascista e rastrellavano le case alla ricerca di renitenti alla leva. Per evitare quindi ripercussioni sulla famiglia di suo fratello si è unito alla banda partigiana comandata dal partigiano Tin, Oreste Ferrari, sotto Timo, Primo Corbelletti, commissario politico di Biella.

 

Ha partecipato a molte azioni a Ivrea, Biella, Andrate, sulla Serra e li aveva iniziato a capire cos'era la guerra. E poi ecco l'azione più difficile, la battaglia del Lys del luglio 1944. Qui, con i compagni, Gordon è destinato a Tour d'Héreraz, dove fanno saltare un ponte e attaccano i fascisti. Ne uccidono, alcuni scappano, ma uno di questi viene ferito e il comandante ordina a Gordon di restare lì a controllarlo e sparargli quando si ritireranno. Inutile dire che quando fu il momento della ritirata, lui non ha assolutamente sparato a quell'uomo ferito.

 

A Natale del 1944 le provviste scarseggiavano e decise di tornare a casa per rassicurare la famiglia e Maria. Trascorre giorni sulle montagne, nella neve, per evitare i posti di blocco e arrivato al posto di blocco fascista al Ponte di pietra, decide di attraversare il Buthier e dirigersi a casa di una delle sorelle. Qui stremato, si fa una doccia, mangia e dorme, ma già nel pomeriggio arriva la polizia, avvisata da una vicina di casa che lo aveva visto arrivare. Portato in una camera di sicurezza, davanti alla stazione ferroviaria, il giorno dopo viene trasferito alla Torre dei Balivi, passando in mezzo alla piazza, ammanettato come un delinquente.

 

 Entrato nel salone del carcere scorge altri 15 ragazzi, fra loro riconosce Carrara e Petroz che riconoscendolo a loro volta, rassicurano gli altri. Ogni giorno dalla finestra del carcere vede il padre che passeggia con il sigaro in bocca e Maria che gli porta cibo, che lui divide con i compagni. Un giorno però un secondino lo chiama fuori e immagina sia arrivata la sua ora. Invece viene liberato, perché il fratello Ampelio aveva trovato il modo per farlo passare per un contrabbandiere e non per un partigiano, ma quella traversata dalla Valle del Lys ad Aosta infligge una pleurite a Ferruccio che così passa quei mesi a letto e dalla sua stanza, sopra il tabacchino Mosca, sente arrivare gli alleati.

 

Ferruccio entra a lavorare alla Cogne, ma nel mentre continua a fare il barbiere, si impegna nel sociale, in politica e coltiva la sua passione per le moto.

 

E così se parliamo con i compagni del PCI ricordano come fosse sempre stato presente nell'attività del partito, un grande diffusore casa per casa de l'Unità, attivo scrutatore nei seggi e immancabile presenza nei picchetti davanti al tribunale per poter essere i primi a presentare la lista. E ora ti arrabbiavi per la brutta aria che tira.

 

Se invece parliamo con la gente del quartiere Cogne i ricordi sono accanto a Igino, Gigi o Sergio nel comitato di quartiere o nella sezione dei motociclisti del Cral Cogne con Otello.

Eh già, chi parlando con lui non ha sentito parlare della Guzzi Airone 250 Sport, dei viaggi in giro per l'Italia o del suo garage, in cui, assieme a Loris, amava prima restaurare quelle moto e poi semplicemente andarle a guardare.

 

Certo, avremmo voluto festeggiare i tuoi 100 anni (fra 7 mesi) a suon di clacson, nel tuo garage, ma ora non ci resta che farti una promessa caro Gordon, noi continueremo a ricordarti e Loris a curare le bellezze nel tuo garage.

 

L'impegno è continuare ad essere staffette di quei valori che partigiani come te ci hanno trasmesso.

Ciao Ferruccio. Ora e sempre Resistenza.

red.

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore