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CRONACA | 28 settembre 2022, 20:58

Nel ricordo. Mamma Ilda. Ciao, mamma, ci lasci troppo soli

Chi vuole ricordarla può fare una donazione libera all'Admo in memoria di Ilda Baret Morini

Nel ricordo. Mamma Ilda. Ciao, mamma, ci lasci troppo soli

Cara Mamma,

eri una donna alta e fiorente, che dimostrava dieci anni in meno con comodo. Poi una malattia crudele e una sanità discutibile hanno corroso il tuo fisico. Ultimamente, ti chiamavo con sincera tenerezza: "Il mio pulcino", in patois della Val Germanasca "mùn pulic ".

Casualmente, dopo i vaccini, si è manifestata in una signora prima in gambissima una malattia che difficilmente aggredisce in tarda età: la leucemia mieloide acuta. Una autentica maledizione. Ma forse tendiamo a trovare una causa per ogni dipartita ?

Il prof. Martinelli di Forlì è una eccellenza del settore: ho pregato temo invano chi si occupava di te di contattarlo, dopo avergli scritto personalmente e aver ottenuto risposta.

Non credo che riuscirò mai a dire addio ai miei genitori, Ilda e Giorgio. Lei stroncata  dalla leucemia, lui ucciso dal raro tumore di Merkel a soli 65 anni nel 2000, dopo un anno e mezzo di agonia. Rimarranno con me, nel mio cuore ora troppo preoccupato e solitario, dopo un arrivederci  doloroso.

Di mia mamma potrei scrivere a lungo: di quanto amasse i quattro zampe, i fiori, i libri, la allegre tavolate e le belle vacanze. Non c'è tendina o centrino nelle nostre case che non sia stato confezionato da lei. Cuciva, cucinava, zappava, sferruzzava. Univa all'amore per i ritrovati moderni l'attenta conoscenza dei saperi antichi.

 A qualunque ora, in quella che amava definire la sua amata "stamberga" di Inverso Pinasca, familiari e amici hanno trovato una tavola prontamente imbandita, accoglienza e ascolto.

La sua vita, come quella di papà e la mia, è stata crudelmente tormentata dalla malasanità, dalla burocrazia e dell'ingiustizia terrena. Troppo spesso siamo stati privati del frutto onesto delle nostre fatiche. E' accaduto nel 1986, quando un divieto di sosta imposto dall'amministrazione comunale, ha di fatto stroncato l'attività di famiglia: un bar pasticceria enoteca che a Perosa Argentina (To) accoglieva dal 1960 residenti e turisti.

 E' successo nel 2008 e nel 2011 quando ho perso ingiustamente le occupazioni che mi davano da vivere.

Si è verificato ancora nel 2013, quando chi di fatto occupa un prato adibito a parcheggio ha cessato di corrispondere a mia mamma un regolare affitto.

 Ma questo non ha mai tolto il sorriso a mamma Ilda, che non perdeva  un'occasione per scherzare, per viaggiare e incontrare gli amici finché ha potuto.

Residenti in Piemonte, quando tornavamo Emilia, dove papà ed io siamo nati, avevamo delle tappe fisse, sulle orme di Giovannino Guareschi: prima presso il favoloso ristorante di Alberto a Roncole Verdi, poi nel bellissimo Museo di Alberto e Carlotta nella stessa località. Irrinunciabili le visite a Brescello con Marco Cagnolati.

Stupende le belle passeggiate nel Parco Ducale di Parma e irripetibili le soste enogastronomiche nelle trattorie tipiche della nostra amata città. Dove ci attendevano amici come Mirella e Pietro Biacchi, Ugo e Toni Falavigna, Sergio Dall'Oglio e la scatenata tribù dei parenti.

Impossibile dimenticare Adriano Bertinelli e La Voce di Parma.

In Val D'Aosta, ci piaceva andare a Cogne, dove eravamo innamorati della fontana tipica, della grande libreria, dei merletti e di tante altre realtà ancora. Siamo stati gioiosi cittadini del mondo finché abbiamo potuto.

In Liguria, papà e mamma erano fieri di portare il nipotino al mare: a Borgio Verezzi, a Spotorno, a Vallecrosia, spaziando tra spiagge e borghi tipici. Senza mancare all'appuntamento con Euroflora e la trattoria dell'Angelina.

Ilda era una ottima cuoca, una buona forchetta, uno spirito libero altruista e vacanziero, una donna intelligente e sensibile, innamorata di quel mare romagnolo che non vedeva ormai da troppi anni. Le onde spumeggianti di Miramare di Rimini cullano dolcemente i ricordi più belli e significativi della nostra famiglia.

Mamma ha raccolto, accudito e coccolato tantissimi animali nei pasticci, che l'hanno ripagata con assoluto affetto e adorazione.

Non sarà facile ripartire, con il sedile del passeggero vuoto accanto a me, mentre dietro occhieggiano sconsolati i bastoni da passeggio a cui la mia mamma si appoggiava da decenni per percorrere coraggiosamente sentieri non sempre facili.

Attenta custode della propria autonomia e libertà, ha sofferto indicibilmente a causa di una malattia che non perdona, soprattutto quando si è vista derisa per la sua sofferenza da chi doveva occuparsi di lei. Possa quel Dio che ha tanto invocato nelle ore più atroci, parlando sempre il dialetto patois di cui era sostenitrice, donarle finalmente pace, Luce e ali per volare.

Un pensiero particolare (!) va a chi occupa i suoi terreni senza pagare l'affitto. A chi ha sfruttato il suo buon cuore. E alla burocrazia che tanto sovente le ha negato il giusto. Mamma ripeteva spesso un vecchio adagio, ben noto anche alle generazioni passate: "Dio ci preservi dal fuoco, dall'acqua e dalla ingiustizia terrena!".

Abbiamo avuto un brutto impatto con la sanità. Non me la prendo con i singoli, che non mi permetto di giudicare o criticare, ma con il sistema....che spesso nega la nutrizione ai malati terminali. Sarà una nuova battaglia da combattere. Se da un lato sono contraria all'accanimento terapeutico doloroso e inutile, dall'altro non credo sia legittimo privare chicchessia della nutrizione e dell'idratazione. Mia mamma era sola in una stanza fredda in un reparto di cure palliative (??). Soffriva molto. E c'era grande fiscalità sul green pass, sebbene avessimo tre vaccini ciascuna e mamma avesse contratto il covid in luglio in ospedale. Visite limitate a due entrate giornaliere. A mio avviso, poca umanità del sistema. Chiedo scusa se il dolore mi fa parlare così.

Ciao, mamma, ci lasci troppo soli.

Chi vuole  ricordarla può fare una donazione libera all'Admo in memoria di Ilda Baret Morini. Scaturito dalla buona volontà di Mario Bella e famiglia, originari di Villar Perosa (To), dopo la prematura scomparsa del figlio Rossano, Admo è ora ovunque. Opera a livello nazionale e locale dappertutto.

E' in Val D'Aosta, dove c'è il nostro quotidiano.

C'è ADMO EMILIA ROMAGNA.

C'è ADMO Piemonte a Villar Perosa, vicino a noi :http://www.admopiemonte.org/.

"Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Apocalisse 3,20)

"Alzati e cammina" ( Giovanni 5, 1\13)

Edi Morini

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