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Vite in ascesa | 19 agosto 2022, 08:00

ROC DE LA NIERA

di Lodovico Marchisio

La cima vista dal Col Longet

La cima vista dal Col Longet

Riportare a galla cime insolite come questa, grazie ad “AostaCronaca che mi ospita” è rivivere cime e luoghi che mi sono ormai precluse avendomi l’infarto dato il colpo di grazia insieme alle pregresse patologie, tanto che posso solo più donare queste cime a chi ha voglia di ascenderle leggendomi e condurmi con voi su un foglio di appunti col mio nome per ascendere questa guglia che si prostra ai vostri piedi in modo austero grazie alle sue ardite forme tanto da apparire impossibile da salire…

Note tecniche 

Altezza Massima raggiungibile: 3177 m

Tempo di salita: 4,30/5 h

Tempo Totale (AR): 7,30/8 h

Dislivello: 1400 m

Difficoltà: F+

Materiale occorrente: Uno spezzone di corda da 20 metri per l’unico passo “chiave” con qualche cordino e qualche moschettone

Accesso in auto: Con l’autostrada Torino Savona uscire a Fossano, poi Costigliole, Saluzzo, bivio per la Val Varaita, Piasco, Sampeyre, Casteldelfino, Pontechianale, Chianale, Ponte sul Torrente Varaita.

Località di partenza: Chianale, Ponte sul Torrente Varaita.

Località di arrivo: Idem

Descrizione Itinerario Via Italiana

Dal parcheggio si segue il sentiero che risale la Valle Antolina (U21) e che con numerose svolte conduce nei pressi della Cappella del Pastore, dove vi è il primo Lago (Lago Blu 2533 m). Consiglio vivamente di non andare di fretta al Roc della Niera perché tante volte una gita sembra una corsa alla vetta, perdendoci tutto ciò che ci sta attorno.

Quindi se qualcuno avesse un sacco a pelo per trascorrere la notte nei pressi del Lago Blu (luogo da sogno), la sera può compiere la piacevole digressione salendo a sinistra del lago (verso di salita) a vedere anche il più alto Lago Nero (2591 m) per poi continuare fino all’intaglio dal quale si erge come una guglia esile e invitante, la Tour Real (2877 m). Una corda fissa aiuta l’ascesa dal versante di salita e serve anche come allenamento per il passaggio esposto del giorno dopo.

Salita 1 h (dislivello dal Lago Blu 344 m) Un breve passo di II° (F+) fino alla bella croce di vetta. Discesa per la stessa via in 40 minuti fino al Lago Blu.

Chi volesse invece ascendere direttamente il Roc de la Niera, non tenga conto di questa digressione (come non ne teniamo conto noi sugli orari di salita alla nostra meta). Giunti al Lago Blu andare quindi in direzione opposta alla Tour Real direttamente alla vostra destra (senso di salita), fino a raggiungere il Col Longet (2649 m). Da qui seguire sulla destra un’evidente traccia molto ben pestata e frequentata, perché questa montagna è una meta ambita anche se molto lunga da questo versante, perché ci si sposta di parecchio e la salita non è diretta.

Si raggiunge una larga cresta che fa da spartiacque in direzione Nord fino a raggiungere il Col Blanchâtre che altro non è che un intaglio situato proprio ai piedi dello zoccolo basale della nostra montagna. Una traccia ci porta fin sotto il salto finale salendo un lungo diagonale esposto di fianco ad una lapide. Siamo al passaggio chiave, l’unico vero passo d’arrampicata per salire l’ardita cima che da lontano appare ben più difficile. Assicurando a corda i meno avvezzi a questi passaggi alpinistici che interrompono una via escursionistica, si supera questo breve muretto molto esposto che si affaccia sul versante francese con un breve passaggio di III°.

Unico passaggio obbligato della salita

Questo libro oltre a proporre it. inconsueti vuole essere anche un valido avvicinamento a quelle montagne che gli escursionisti temono perché hanno sentito relazioni magari ingigantite dall’esagerato di turno. Con persone pratiche invece queste montagne (che non hanno lungo la via normale scalate vere e proprie riservate ad alpinisti esperti) aprono nuovi entusiasmanti orizzonti a coloro che amano salire in vetta a cime ardite e sempre temute come questa, l’Aiguille Dibona, l’Aiguilles d’Arves, etc. che insieme alle belle dimenticate ci riportano ai primordi dell’alpinismo, durante i quali si cercava di ascendere una cima dalla sua via più facile. Superato detto passaggio si entra in un canale di facili rocce smosse con andamento da sinistra verso destra (II grado) che conducono ad una sella rocciosa e da qui per altro facile saltino da destra verso sinistra (II grado) alle roccette finali che conducono sull’ambita vetta.

Verso la cima

La discesa la si compie senza corde doppie ma assicurati ai frequenti chiodi con moschettoni di nuova concezione (apertura di sicurezza) per la stessa via di salita (3 h all’auto). Scegliere solo una giornata di tempo stabile in piena estate.

Via normale dal versante francese

Avvicinamento dal lato francese

È l’itinerario più consigliato e breve per salire in vetta, anche se occorre mezz’ora di auto in più, fermo restando che resta invariata la parte finale. Se si decide di salire da questo versante in giornata dal luogo dove abitate (sempre che sia non troppo lontano dal luogo di accesso) bisogna partire prestissimo all’alba, salire a Chianale (vedi accesso in auto) e scavalcare il Colle dell’Agnello scendendo sul versante francese fino a Fontgillarde (1997 m). Ci troviamo nel Parco Naturale del Queyras. Prendere la deviazione per St. Véran 2050 m (posticino incantevole che meriterebbe una sosta).

Da qui per carrareccia percorribile da tutte le auto, salire il Vallone dell’Aigue Blanche fino alla Chapelle de Clausis (2399 m). In luglio e agosto è d’obbligo lasciare l’auto dopo l’abitato di St Véran e prendere una navetta (10 € A.R.) che conduce a una quota di circa 2300 m. Visti che i mesi più ideali per salire questa montagna sono per l’appunto luglio e agosto, diamo tempi e dislivelli dal luogo in cui arriva la navetta. Da qui alla vetta il dislivello è di 827 m per giungere al Colle de la Noire e di altri 100 m per scendere (e risalire al ritorno) ed andare a prendere la via normale che corre sul versante italiano descritta in salita.

A piedi, dal parcheggio della Navetta (20 min sotto la Chapelle de Clausis, 2399 m) si sale al Lago de la Blanche (2499 m) passando di poco a lato del nuovo rifugio omonimo. Poi in direzione Sud su un sentiero molto segnalato fino al Col de la Noire (2955 m).2,20 h.Valico frequentemente raggiunto dal versante francese per salire il Roc della Niera. Dalla sella detritica si sale in traversata verso sinistra (verso di salita e di arrivo dal versante francese) raggiungendo facilmente con una discesa di 50 m obbligata e un traverso che evita lo scavalcamento di agglomerati detritici, per ottima traccia fino al Col Blanchâtre. Impressionante la parete del Roc de la Niera che dà su Chianale.

In vetta

Da qui a sinistra per salire in vetta al Roc della Niera l’it. è lo stesso del precedente. Dalla partenza alla vetta 3,30 h circa. 

 

 

ascova

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