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Chez Nous | 08 agosto 2022, 05:00

Da Albero Solo al Monte Bianco

L’antipasto mare e monti di questa campagna elettorale è il peggio che potesse essere servito agli italiani ed in particolare ai valdostani

Da Albero Solo al Monte Bianco

Dove vadano a pifferare i nostri autonomisti non lo sappiamo anche perché non hanno ancora deciso cosa fare con chi. Oggi è iniziata la settimana che potrebbe portare ad un chiarimento sulle alleanze autonomiste. Infatti la destra si è già compattata anche in Valle.

La sinistra sinistra corre da sola, la sinistra verde-rosa-giallo ha scenlo di corre in proprio. Tutti si dicono antifascisti, antipopulisti ma pare facciano la gara per chi meglio fa per far vincere la destra. A tal proposito si potrebbe già designare il lecchino d’oro. Ma per tornare all’antipasto mare e monti i pifferai una volta li vedi in barca, una volta sulla funivia, un’altra volta a Arcore, un’altra volta sui social, un’altra volta dal palco. Per fare cosa.

Per ripetere sempre le stesse promesse, come un disco rotto, che a forza di sentirle fanno vomitare. Bisogna fare questo, bisogna aumentare le pensioni, bisogna comperare le dentiere, si deve investire nel nucleare, si deve garantire il salario minimo, è necessario contrastare i mutamenti climatici, bisogna bisogna bisogna Ma nessuno dei pifferai spiega come farà, dove prenderà i soldi, che è bene ricordarlo sono i nostri soldi, per adornare l’albero della cuccagna.

A proposito: perché ha pagato fino all’ultimo centesimo di tasse dovrebbe continua a pagare per i furbi visto che i pifferai promettono la pace fiscale con la cancellazione delle cartelle?Questi soloni che viaggiano con macchinoni barche e funivie perché non vanno al Quartiere Europa, al Villaggio Dora e dove la crisi la si sente maggiormente? Penso che gli italiani ed i valdostani in particolare abbiano perso la pazienza di alleanze fatte solo sulle poltrone e sulle promesse di aumenti delle pensioni e di favorire gli specialisti dell’evasione fiscale.

Sicuramente non sono certo i Valdostani che hanno bisogno di sentire dire che la Montagna va amata e protetta. Lo stiamo facendo da sempre.

Per tornare alla campagna elettorale chez nous, questa dovrebbe essere la settimana decisiva. Dopo giorni di sguardi diffidenti e in cagnesco, comincia a chiarirsi il profilo della coalizione autonomista, anche perché una rottura, a questo punto, sarebbe una figuraccia per tutti. Ed è quello che succederà il 25 settembre se vanno avanti così.

Gli autonomisti continuano a temporeggiare sulla possibile colazione ma hanno le idee ben chiare su chi voglio candidare. A tal proposito è sempre più gettonato il nome di Aurelio Marguerettaz.

Spetta agli autonomisti aiutare la Valle d’Aosta a reagire alla tentazione della sfiducia, dell’assuefazione, della rassegnazione e a seguire i pifferai che suonano la musica dell’individualismo egoistico, che distrugge e non costruisce.

Le elezioni del 25 settembre sono un’occasione da non perdere per rilanciare il vero autonomismo. Per questo i movimenti autonomisti, federalisti e progressisti ci dicano subito cosa pensano di fare per fermare il populismo delle destre.

La retorica dei dischi rotti sull’immigrazione come male e pericolo principale è una vera e propria arma di distrazione di massa servita e serve a distogliere l’attenzione dai veri problemi.

F. de La Rochefoucauld  diceva: “Le promesse di certi uomini sono come sabbie mobili che viste da lontano sembrano solide e sicure ma si rilevano inconsistenti e insidiose”.

Infatti, abrogare, un verbo abusato dai pifferai e gradito dagli elettori, è un esercizio estremamente affascinante ma rischioso, che richiede sempre, una attenta riflessione su ciò che dicono di eliminare:

la Fornero, le tasse e via dicendo. Bisogna farsi dire:

con che cosa lo sostituiscono; cosa si perde di buono in ciò che si elimina; cosa si  lascia scoperto con l’eliminazione.

Senza queste riflessioni, l’abrogazione è una promessa fasulla dei pifferai che da Albero Solo (la cima più elevata di Lampedusa) al Monte Bianco (la cima regina dell'Europa) ci portano nel burrone.

piero.minuzzo@gmail.com

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