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CULTURA | 22 giugno 2022, 12:44

Valgrisenche: Il rendez-vous della memoria per risaldare i legami

Sabato 18 giugno 2022 a Valgrisenche si è svolta la tradizionale Festa del Ricordo

Foto di gruppo alla Cappella di Chatelet

Foto di gruppo alla Cappella di Chatelet

La manifestazione è nata con la volontà di ricordare, attraverso testimonianze dirette e racconti, la storia della comunità di Valgrisenche, profondamente segnata dalla costruzione della diga Beauregard negli anni ‘50-‘60 del secolo scorso.

Le conseguenze di questa grande e imponente opera ingegneristica sono state impattanti sia dal punto di vista territoriale, con la scomparsa dei sette villaggi presenti nella zona del bacino, e soprattutto dal punto di vista sociale, con una emigrazione forzata degli abitanti di questa parte della Valgrisenche. La Festa del Ricordo è stata come ogni anno l’occasione per rinsaldare i legami di amicizia, ricordando il comune passato di coloro che sono partiti e di coloro che ancora vivono a Valgrisenche.

La giornata è stata organizzata dal Comité du Châtelet, il comune di Valgrisenche, gli Alpini col cappello e la Pro loco Valgrisenche. La manifestazione ha previsto il ritrovo alle ore 11.00 presso la cappella di Châtelet per la Santa Messa. Sono seguite les ‘Histoires des émigrants’; con racconti di vite e luoghi del passato e la partecipazione attiva della vallata di oggi e ieri congiunte in un unico abbraccio. L’evento è stato anche occasione di dibattiti e testimonianze storiche di altre vicende precedenti: Carlo Viérin, memoria storica della vallata, ha letto un documento originale datato alla seconda metà dell’800 della scuola di Fornet e ha fatto luce su altri aneddoti. 

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La diga di Beauregard, che sbarra il corso della Dora di Valgrisenche a 1.695 metri slm, poco a monte del capoluogo, è stata ultimata a metà degli anni Cinquanta con l’impiego di 430.000 m3 di calcestruzzo.

La diga, originariamente la seconda per dimensioni sul territorio regionale dopo Place Moulin, ha una struttura ad arco di gravità simmetrica e a doppia curvatura, che si appoggia sui due versanti della vallata. L’impianto produce energia rinnovabile idroelettrica grazie al collegamento con la centrale di Avise mediante un canale derivatore in galleria in pressione, della lunghezza di 11.340 metri e da una condotta forzata di 1.580 metri.

Fin dalle prove di collaudo della fine degli anni Cinquanta, la diga ha conosciuto limitazioni d’invaso sempre più restrittive a causa della presenza di una “Deformazione Gravitativa Profonda di Versante”, che insisteva sulla sponda sinistra orografica del bacino comprimendone l'arco. Questa tipologia di deformazione non è soggetta ad accelerazioni improvvise. In ogni caso, qualsiasi variazione sarebbe tempestivamente segnalata dalle rilevazioni quotidiane. La peculiarità è stata rilevata sin dai primi invasi di collaudo (1957–1969), pertanto la diga è stata messa subito in sicurezza riducendo al minimo l'invaso che, a progetto, era di 70.000.000 m3 di acqua, mentre fino all'inizio dei lavori era di poco più di 2.000.000 m3.

Nel 2011, l'intervento di riduzione altimetrica di 52 metri della diga non ha soltanto permesso l'adeguamento della struttura stessa, ma ha anche contribuito alla salvaguardia dell’ambiente alpino, mantenendo la funzione di laminazione delle piene già assicurata dal serbatoio in oltre 50 anni di esercizio. I lavori sono terminati nel 2015. Scopri di più sull'opera nella sezione dedicata al cantiere.

L'impianto fa parte di uno degli itinerari Giri d'energia.

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Scopri di più con il Virtual Tour

Suoni, caratteristiche e particolarità in un'esperienza interattiva a 360°: visita la sezione Virtual Tour dedicata alla Diga di Beauregard. (fonte CVA)

 

ascova

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