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CRONACA | 13 ottobre 2021, 07:00

Draghi ha firmato il decreto. Green pass anche per i lavoratori in smart working

Linee guida sia per la pubblica amministrazione che per i privati. E le aziende non potranno conservare il Qr code. Controlli a campione almeno a un lavoratore ogni cinque. Nelle aziende controlli non oltre 48 ore prima

Draghi ha firmato il decreto. Green pass anche per i lavoratori in smart working

Multe non solo per i dipendenti ma anche per i datori di lavoro che non controllano. Il dl approvato dal Consiglio dei ministri oggi sull'estensione del passaporto vaccinale prevede infatti siano a loro a controllare, con multe - per chi non lo fa - che vanno da 400 a mille euro.

“Con le linee guida sul green pass, adottate oggi dal Presidente Draghi con Dpcm, e con il mio decreto sul rientro in presenza, si completa la cornice per garantire dal 15 ottobre il ritorno della Pubblica amministrazione alla sua piena operatività, a partire dagli sportelli e dal back office – commenta il ministro della PA, Renato Brunetta – Grazie alle vaccinazioni l’Italia recupera una nuova normalità, fatta di relazione, innovazione ed efficienza dei servizi a cittadini e imprese. Il rinnovo dei contratti, le assunzioni e la definizione dei Piani integrati di attività e organizzazione (Piao) saranno altra linfa per rafforzare la capacità amministrativa e concretizzare il percorso di riforme e di investimenti avviato con il Pnrr”.

Cosa rischia il lavoratore che ne è sprovvisto? Con l'introduzione dell'obbligo vengono previste multe fino a 1.500 euro per chi viene trovato senza certificato. Il decreto varato in Consiglio dei ministri prevede anche la sospensione e lo stop dello stipendio per chi è senza certificazione verde, ma non il licenziamento.

Più nel dettaglio, "l’accesso del personale nei luoghi di lavoro" senza Green Pass è punito con una "sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500". Saranno sospesi dal lavoro e senza retribuzione i lavoratori che si presenteranno sul posto di lavoro senza Green Pass. Il dipendente senza passaporto vaccinale è, infatti, "considerato assente ingiustificato e, a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della predetta certificazione e, comunque non oltre il 31 dicembre 2021, e, in ogni caso, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro".

Per il periodo di sospensione, i lavoratori senza Green pass sono "considerati assenti ingiustificati, e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato. In ogni caso i lavoratori mantengono il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro". In sintesi, nessun licenziamento.

Ogni ente pubblico sarà autonomo nell’organizzare i controlli sul green pass. Per tutte le amministrazioni resta comunque possibile utilizzare, preferibilmente per i controlli a campione o comunque per le amministrazioni più piccole, anche come soluzione alternativa nel caso di un malfunzionamento di una delle soluzioni di verifica automatizzata, anche a richiesta del lavoratore, l’applicazione “VerificaC19” già disponibile gratuitamente sulle principali piattaforme per la distribuzione delle app sugli smartphone.

L’accertamento del possesso del green pass per i dipendenti potrà essere svolto giornalmente e preferibilmente all’accesso della struttura, ovvero a campione (in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione) o a tappeto, con o senza l’ausilio di sistemi automatici e prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa. Il datore di lavoro è il soggetto preposto al controllo, ovvero il dirigente apicale di ciascuna amministrazione o soggetto equivalente, a seconda del relativo ordinamento.

ascova

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