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CISL VdA | 14 agosto 2021, 10:03

Positiva la riforma degli ammortizzatori sui principi guida ma da migliorare nelle declinazioni operative

Permane tuttavia una forte perplessità relativamente alla coesistenza di un ammortizzatore ordinario e di un ammortizzatore straordinario per tutti i datori di lavoro. Si rischia di introdurre nuove e maggiori aliquote contributive senza che ciò corrisponda ad una effettiva esigenza, con costi eccessivi proprio da parte di quei datori di lavoro che si vorrebbe sostenere

Positiva la riforma degli ammortizzatori sui principi guida ma da migliorare nelle declinazioni operative

espresso oggi al Ministro del Lavoro che in generale la riforma degli ammortizzatori prospettata risponde all’esigenza di un sistema di protezione universalistico, che resta basato su una assicurazione obbligatoria, con un forte legame tra sostegni monetari e politiche attive. I principi generali coincidono con l’impostazione della Cisl, vediamo anche accolte alcune richieste da noi poste nel corso degli incontri tecnici, ma dobbiamo ancora migliorare e rafforzare misure, strumenti, regole di utilizzo”. È quanto sottolinea il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra.

“E’ evidente che il passaggio al nuovo disegno va realizzato con la opportuna gradualità e che, in ogni caso, è indispensabile l’accompagnamento a carico della fiscalità generale almeno per un quadriennio. Senza conoscere gli importi e le disponibilità  finanziarie che il Governo destinerà è impossibile per noi fornire un giudizio compiuto. Come del resto è assai difficile valutare gli interventi previsti senza conoscerne i costi, a regime, per il sistema lavoratori-imprese”, aggiunge Sbarra.

Diverse le cose apprezzabili:  il miglioramento del sistema di ammortizzatori in costanza di rapporto di lavoro nella direzione della universalità, in particolare ricomprendendo i datori di lavoro sotto i 6 dipendenti; l’ampliamento delle causali, con l’introduzione della cessazione di attività, una causale specifica per affrontare le transizioni e gli incentivi alla causale contratto di solidarietà; l’innalzamento del valore economico della prestazione; il potenziamento di Naspi e DisColl con particolare attenzione ai lavoratori discontinui; il sostegno al lavoro autonomo; il legame con le politiche attive. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, apprezziamo che l’iniziale idea di ammortizzatore unico si sia positivamente evoluta nel modello di universalismo differenziato, che tiene conto delle differenti esigenze settoriali e dimensionali.

Permane tuttavia una forte perplessità relativamente alla coesistenza di un ammortizzatore ordinario e di un ammortizzatore straordinario per tutti i datori di lavoro. Si rischia di introdurre nuove e maggiori aliquote contributive senza che ciò corrisponda ad una effettiva esigenza, con costi eccessivi proprio da parte di quei datori di lavoro che si vorrebbe sostenere .
E’ importante che vengano mantenute formalmente intatte le prerogative dei Fondi Bilaterali si rischia tuttavia,  con il raddoppio delle prestazioni, di caricarli eccessivamente.
Quanto al Fei (Fondo Emergenziale Intersettoriale) se esso si configura come una forma di assicurazione per affrontare le emergenze (epidemie, calamità naturali), non si capisce perché riservarlo ai soli datori di lavoro di minori dimensioni  aderenti ai Fondi bilaterali. Per la Naspi va spostata la partenza del decalage al 12esimo mese e previsto un allungamento della durata massima, almeno per gli over 55. Per la DisColl finalmente c’è il riconoscimento della contribuzione figurativa. Per entrambe le prestazioni andrebbe prevista una durata minima per sostenere stagionali e discontinui. Apprezziamo la volontà di integrare finalmente ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro per affrontare le trasformazioni produttive e organizzative in atto. Le  proposte formulate sono condivisibili in principio, ma il documento non entra nel disegno di sistema, né spiega come si vuole costruire il Programma GOL, che per la Cisl dovrà realizzare il diritto-dovere alle politiche attive con impegni effettivi sulla formazione e riqualificazione per tutti i beneficiari di misure di sostegno al reddito.

Importante l’annuncio del Ministro Orlando di convocare per il 2 settembre un tavolo di confronto con le  Parti Sociali per discutere di politiche attive al fine di imprimere un effettivo e concreto rilancio unito alla necessità di forti investimenti sulla formazione permanente e la crescita delle competenze assolutamente centrale e prioritaria per gestire le crisi e governare la transizione digitale e ambientale, ecologica e industriale. Si cominci dalla restituzione del prelievo forzoso operato dai Governi, in modo inaccettabile, da molti anni sui Fondi Interprofessionali”.

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