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Governo Valdostano | 16 giugno 2021, 19:38

Presto dl regionale affitti brevi

In generale affittare una casa per brevi periodi è una delle fonti di reddito che piacciono agli italiani, soprattutto se gli affitti brevi vengono gestiti tramite un portale come Airbnb

Claudio Pica pres. Airbnb VdA

Claudio Pica pres. Airbnb VdA

La giunta regionale sta lavorando su una norma che regolamenterà le locazioni brevi negli appartamenti, molto spesso elemento di concorrenza sleale nei confronti della ricettività tradizionale, sottoposta a norme sempre più rigide anche a causa del covid.

In generale affittare una casa per brevi periodi è una delle fonti di reddito che piacciono agli italiani, soprattutto se gli affitti brevi vengono gestiti tramite un portale come Airbnb.

I contratti riguardano immobili residenziali situati in Italia (categorie catastali da A1 a A11, esclusa A10) e le relative pertinenze (box, posti auto, cantine, soffitte, ecc.) oltre alle eventuali singole stanze dell’abitazione.

Oltre all’affitto dell’abitazione il contratto può prevedere la fornitura di tutti quei servizi strettamente funzionali alle esigenze abitative di breve periodo che incidono anche sul prezzo concordato, ad esempio la fornitura di biancheria (lenzuola e asciugamani), la pulizia dei locali, la fornitura di utenze, il wi-fi, l’aria condizionata...

Al contrario, sono esclusi i contratti che prevedono anche la fornitura di servizi aggiuntivi come la colazione, i pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide turistiche o di interpreti, perché non sono direttamente collegati alla finalità residenziale dell’immobile. Questi servizi accessori infatti, richiedono un livello seppur minimo di organizzazione, non compatibile con il semplice contratto di locazione, come nel caso della attività di bed and breakfast occasionale.

Per gli affitti brevi a Milano e in tutta la Lombardia è obbligatorio il Cir, ovvero il codice identiticativo di riferimento istituito dalla Regione. Il Cir è obbligatorio per ogni singola unità abitativa affittata. L’obbligo riguarda «la pubblicità, la promozione e la commercializzazione dell'offerta delle strutture ricettive» di case e appartamenti per vacanze, «compresi gli alloggi o le porzioni di alloggi dati in locazione per finalità turistiche».

C'è da augurarsi che la Giunta regionale si confronti con le associazioni di categoria.

ascova/pi

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