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Chez Nous | 06 marzo 2021, 12:00

Dove ci portano

Il covid ha silenziato la politica valdostana che pare andare avanti a camomilla e melatonina. La difficoltà di organizzare riunioni e appuntamenti ha aumentato, se possibile, la distanza già abissale tra i cittadini ed i politici

Dove ci portano

A livello nazionale, l’annuncio di dimissioni di Nicola Zingaretti è l’ultimo atto di una generalizzata crisi di nervi dei partiti che ricorda da vicino lo stato confusionale della politica italiana quando nessuno sembrava più capire gli eventi, la realtà, la direzione in cui muoversi.

In Valle d’Aosta tutto continua senza alzate di ingegno, senza prospettive. Per contro c'è un gran lavoro da carbonari. E’ di ieri la notizia di un rendez vous in bassa valle, al di la della Dora dove s'imbocca la via per il Mont Avic: una riunione per pochi intimi nel corso della quale sarebbe stato progettato un attacco politico a Davide Sapinet, il competente assessore regionale all’Agricoltura che si sta dando un gran da fare per recuperare il tempo perso nella passata legislatura e nell’interim di Renzo Testolin.

Ma per il resto tutto tace. La Giunta della svolta, convertita alla melatonina, non dice che pensa di fare con l’aeroporto? La ferrovia Aosta-Torino ha imboccato il binario morto ma si parla di una ferrovia fino a Courmayeur. Tanto per fare due esempi. La Giunta melatonina non ha ancora presentato un progetto che sia uno di ampio respiro. La Giunta melatonina dorme su tutti i fronti.

Draghi sta smantellando la ragnatela dei Dpcm, ha cambiato i vertici della Protezione civile, sostituito il commissario all’emergenza e tradotte in un italiano comprensibile le misure restrittive.

In piazza Deffeyes tutto continua come nulla fudesse quando, invece, è l’ora delle scelte difficili, per ragioni sanitarie e politiche. Come un salamino il presidente Erik Lavevaz, pare non accorgersi che lo stanno rosolando sulla griglia. Lui, brav’uomo, pensa di essere ancora alla guida del comune di Verrayes.

Non ha capito che i provvedimenti più duri vanno presi da subito. Non ha capito che deve fare semplicemente il contrario di quello che ha fatto la Giunta Fosson prima e quella Testolin dopo. E’ pur vero che ha grosso debito di riconosca nei confronti di chi prima l’ha portato alla presidenza dell’Uv e poi fatto eleggere in Consiglio Valle, ma non deve dimenticare che prima di tutto e di tutti c’è la Valle d’Aosta.

Lavevaz forse non ha capito, o l' ha capito ma non può farlo, che deve riaffermare la centralità del Consiglio Valle portando all’attenzione dell’Assemblea proposte, progetti e idee dando indirizzi politici chiari e puntali e mettere i valdostani in condizioni di capire dove li sta portando.

Sono passati di gran lunga i fatidici 100 giorni dalla elezione del nuovo governo della Regione e tutto si è svolto con enormi bevute di camomilla alla melatonina. La Giunta pare già logora. La politica valdostana è insabbiata nella retorica dell’emergenza, confidando nel collante del potere. Un pessimo servizio a se stessi, e anche al Paese.

Così pure la pseudo maggioranza tenuta assieme dall’attesa che la Corte dei Conti si esprima sui fatidici 140 milioni di euro con i quali alcuni consiglieri in carica, con altri non rieletti, hanno finanziato il casino.

Qualunque sia la sentenza la Giunta melatonina è destinata ad esplodere. Ma anche l’opposizione non pare in grado di sovvertire la deriva della zattera Valle d’Aosta. Tant’è che ha alzato bandiera bianca. Lega e Pour l’Autonomie hanno imbastito lo sciopero delle interpellanze e delle interrogazioni per dimostrare che senza le loro iniziative ispettive la maggiora poco o nulla fa.

L'opposizione si è trincerata sull’Aventino. Ma il compito dell’opposizione è ben altro che scioperare. L’opposizione dovrebbe incalzare la maggioranza e la Giunta con proposte di legge come ha già fatto la Lega per favorire la ripresa dell’imprenditoria.

Insomma la Giunta Lavevaz non è in grado di smuove istinti né emozioni verso la politica.

I giovani sono abbandonati al loro destino gli anziani sono dimentica e offesi. Le pubbliche amministrazioni intensificano, giustamente, i rapporti telematici con i cittadini, la le stesse pubbliche amministrazione non si fanno carico del fatto che molti anziani non hanno, al momento, le conoscenze né le tecnologie per comunicare con gli uffici pubblici.

C’è stato un tempo in cui veniva promossa la diffusione gratuita di tablet e pc e organizzati corsi per la formazione. All’epoca c’era più tablet che acquirenti, più formatori che utenti da formare, più corsi che iscritti. Oggi che l'innovazione tecnologica attiva ogni ganglo della nostra vita sociale economica e comunicativa non viene fatto nulla per favorirne la conoscenza e l’utilizzo. Anzi i nostri studenti hanno difficoltà a seguire la didattica a distanza. Ma anche parte del personale docente è fuori dalle nuove tecnologie. So di un prof. incapace di operare on line le correzioni dei compiti se li è fatti spedire per  mail con le furberie che ne sono seguite da parte di giovani. Per non parlare di quei docenti che igienizzaono i compiti in classe cartacei spruzzandoci sopra l’alcool con le conseguenze facilmente intuibili. Solo aneddoti che dimostrano quanta impreparazione, pressapochismo e menefreghismo ci sia.

Penso che i valdostani si aspettino dalla politica, e possono pretenderlo, un sentimento di amor proprio, un colpo di sfrontatezza e coraggio per dire a se stessa: il piccolo cabotaggio e le circostanze obbligano a decidere.

Ma è un speranza vana. Per questo non sappiamo dove ci portano.

piero.minuzzo@gmail.com

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