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Chez Nous | 18 gennaio 2021, 08:00

AA come Astensione per l'Autonomia

Oggi a Montecitorio, domani a Palazzo Madama. Giuseppe Conte chiederà la fiducia alle due Camere del parlamento italiano per continuare nella sua imprevista avventura di guidare l’ottava potenza del mondo; ovvero l’italico stivale

AA come Astensione per l'Autonomia

Da quanto scrivono i notisti politici pare che al Senato Conte non abbia i numeri sufficienti per ottenere la fiducia. Anche se si parla di caccia ai voltagabbana, specialisti nel salto della quaglia. I grillini hanno dimenticato tutto ciò che dicevano e odiavano fino a due anni fa. Hanno rinnegato tutto quello che era umanamente possibile rinnegare. Hanno governato prima con loro e la Lega, poi con loro ed il PD-LeU-IV e adesso con chiunque consenta loro di mantenere la poltrona.

Non è un caso che Mario Monti, già presidente del Consiglio, ieri abbia scritto sul Corriere della Sera: “Il Parlamento pullula di onorevoli individui il cui trasformismo investe la stessa lingua italiana, offendendone parole assai degne, come ‘responsabile’ o ‘costruttore’.

Di più, i governi Conti 1 e Conti 2 poco o nulla ha fatto per la Valle d’Aosta se non avvilire l’Autonomia con prese di posizioni capziose e speciose come l’impugnazione dell’ordinanza del Presidente Lavevaz che adeguava il Dpcm alla realtà valdostana.

Pare, poi, che Conti e la sua corte a Palazzo Chigi poca attenzione abbia posta alla montagna. E non c’è da stupirsi. Infatti basta leggere la navicella per capire che Ministri e Sottosegretari la montagna la conoscono perché vanno in villeggiatura. Forse conoscenno bene il mare o il centro sud; sicuramente poco le Alpi.

Lo dimostrano le continue e insistenti chiusure degli impianti di risalita, così come hanno fatto con le attività commerciali, ristoranti, bar e alberghi. I governi Conte, nonostante qualche zuccherino poco ha fatto per la Valle d’Aosta. Quel poco che ha fatto lo ha fatto perché era il minimo sindacale rispetto alle pressioni del nostro Senatore Albert Laniece.

E proprio per questo il senatore Albert Laniece dovrebbe votare contro al govervo Conte Ter o non andare oltre l'astenersi.

Proprio nei giorni scorsi quasi tutte le forze politiche hanno stigmatizzato il fatto che il Governo abbia impugnato dell’Ordinanza Lavevaz. C’è stata una levata di scudi ideologica quanto inutile, mentre domani al Senato c’è la possibilità di richiamare l’attenzione sull’agonizzante Autonomia della Petite Patrie.

Altro esempio. In Valle nessuno ha mai discusso di Recovery Fund,lo strumento individuato dalla Commissione europea per rilanciare le economie dei Paesi membri dopo la crisi causata dall’epidemia di coronavirus. Per quanto concerne l’Italia, i fondi che arriveranno nei prossimi tre anni saranno un’occasione da non sprecare, anzi, la disponibilità di queste risorse e gli spazi di bilancio concessi potranno avere un impatto molto significativo sulla crescita economica del nostro Paese. Il Governo è impegnato con la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in uno sforzo di coordinamento di progetti e di individuazione di un quadro finanziario che si lega strettamente alla sessione di bilancio che il Parlamento si appresta ad avviare.

Ma nessuno sa cosa prevede per la montagna e meno ancora si sa di cosa contiene per la valorizzazione delle economie regionali.

L’Autonomia della Valle d’Aosta è ancora incompleta. Infatti lo stato di attuazione dello Statuto speciale è ancora lontano dall’essere concretizzato come previsto nel 1948. Troppe norme di attuazione sono coperte da una spessa coltre di polvere perché nessuno vi mette mano.

E’ dunque giunto il momento di battere i pugni sul tavolo. E un’astensione sulla fiducia al governo Conti ter sarebbe davvero una dimostrazione di attenzione e amore per la Petite Patrie.

Storicamente l’autonomia speciale è stata costruita sui pilastri della cultura e del particolarismo valdostano per lo sviluppo di un importante movimento autonomista, con connotazioni federaliste ed indipendentiste, che incise anche sui partiti nazionali.

Ma il neo centralismo mette a rischio la stabilità dei pilastri dell’Autonomia Valdostana e questo è un motivo più che sufficiente per non votare a favore del governo Conte Ter.

 

piero.minuzzo@gmail.com

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