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Consiglio Valle | 20 ottobre 2020, 21:12

Lungo dibattito sul programma di governo presentato dal candidato alla Presidenza della Giunta

Lungo dibattito sul programma di governo presentato dal candidato alla Presidenza della Giunta

La seduta pomeridiana del 20 ottobre del primo Consiglio Valle della 16esima Legislatura è stata interamente dedicata al dibattito sul programma di governo 2020-2025 presentato dal candidato alla Presidenza della Regione, Erik Lavevaz.

Ribadita l'importanza del dialogo, "che porta sempre a qualcosa", il consigliere Stefano Aggravi (Lega Vda) ha affermato: "Nel Programma non ho trovato punti applicativi, ma solo tante idee e rimandi strategici. Come ci si pone di fronte alla problematica della figura del Presidente-Prefetto? Sulle partecipate, sono contento che si metta giudizio, anche se devo dispiacermi del passo indietro su CVA: non si parla più di quotazione, vedo solo confusione e un'abdicazione rispetto al passato; dubito che con una norma di attuazione si possa ottenere un vantaggio competitivo rispetto alle altre realtà regionali ed europee. Mi sarei aspettato nel discorso del candidato in pectore un passaggio sul Casinò che non c'è stato. Qualche dubbio anche sull'articolazione degli assessorati: dal punto di vista amministrativo è un passo complesso e non credo che tutti i dicasteri potranno essere pienamente operativi da subito con l’accorpamento di Finanze con le Opere pubbliche e Istruzione con le partecipate".

Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha dichiarato: "È di tutta evidenza che questo Consiglio sia diviso in tre poli: quello autonomista - con un'emorragia di 14.000 voti -, quello della Lega - con una crescita netta di più di 5.000 voti - e quello della sinistra. La direzione che ci hanno indicato i valdostani è chiara e l'unico collante di questa maggioranza è il sinistro desiderio di voler contrastare la Lega. Riguardo al welfare, non ho ritrovato accenni alla questione della povertà, che pure va assolutamente affrontata in questo periodo di crisi. Nemmeno citata l'edilizia residenziale pubblica, nonostante le gravi criticità come la morosità incolpevole e la necessità di dare una abitazione dignitosa a chi si trova in difficoltà, ma è evidente che non si vogliano affrontare queste problematiche. Un suggerimento che mi sento di dare a chi si occuperà di sanità è quella di non trascurare l'ambito delle politiche sociali e di non applicare acriticamente le disposizioni di quella che rischia di diventare una dittatura sanitaria; gli chiedo di anteporre le difficoltà di chi sta peggio, perché non esiste solo il coronavirus, sono tante le patologie di cui prendersi cura".

Il consigliere di Pour l'Autonomie Marco Carrel ha osservato: "Questo programma non è altro che un taglia e incolla di dipartimenti e strutture che farà perdere altri sei mesi alla macchina amministrativa prima di riattivarla.  Non c'è scritto di cosa vogliamo fare dell'ospedale, del progetto turistico su Cime Bianche, di CVA; non c'è il tentativo di far sopravvivere le professioni che lavorano agli eventi culturali e nel mondo della cultura e che invece, proprio in questo difficile momento, avrebbero bisogno di nuovi stimoli grazie anche alla digitalizzazione. Per noi questo programma dice poco, troppo poco, soprattutto in un periodo in cui i valdostani hanno bisogno di risposte".

Il consigliere Luca Distort (Lega VdA) ha avviato il suo intervento sui beni culturali: "Nel Programma su questo argomento c'è una sintesi stringata oppure, peggio, una mancanza di contenuti. Mancano parole chiave come ricerca, tutela. C'è il collegamento tra beni culturali e circuiti turistici ma non con eventi accademici; c'è il Forte di Bard ma non l'Area megalitica. Passando ad altri aspetti, è grave che non siano state definite modalità per proteggere le attività commerciali da ipotesi di restrizioni per Covid. Sarebbe importante un'indicazione sulla revisione delle leggi sulle attività edilizie e urbanistiche. Il tema delle acque sarà trattato da due Assessori diversi, di forze politiche diverse: sapranno coordinarsi ed approcciarsi a linee strategiche fondamentali?".

Per il Vicepresidente del Consiglio Paolo Sammaritani (Lega VdA), "questo programma è scritto in politichese: non dice nulla o quasi su alcuni temi che, invece, sono fondamentali. La maggioranza è troppo composita e sarà un grosso problema quando dal dire si dovrà passare al fare. Non è il modo giusto per affrontare un periodo di così grande difficoltà come quello che stiamo attraversando. Si parla di enti locali, ma per mettere pezze alle leggi attuali: noi crediamo che ci voglia un'azione molto più determinata, attraverso una revisione complessiva del sistema che porti all'approvazione di un testo unico sugli enti locali. Sull'ospedale, cosa si intende fare? Non si capisce. Io spero che il nuovo assessore alla Sanità riesca a dare certezze al personale sanitario, anche attraverso i giusti riconoscimenti ad un mondo che ha dato tanto durante il lockdown".

La consigliera di Lega VdA Nicoletta Spelgatti ha dichiarato: "Al collega Lavevaz più volte ho riconosciuto, sia pubblicamente che privatamente, il merito di aver portato avanti un cambiamento, che lo ha premiato anche nelle elezioni, ma i metodi utilizzati per la formazione di questo Governo sono stati scorretti e improntati alla restaurazione. Già durante lo spoglio siete usciti con comunicati stampa ufficiali in cui parlavate di accordo tra autonomisti e sinistra, mettendo all'opposizione la Lega. Così facendo avete dimostrato un totale disinteresse nei confronti dei valdostani, non della Lega, perché avete dichiarato apertamente che il loro voto non conta nulla. Noi siamo assolutamente capaci di dialogare e di costruire e questo è ciò di cui abbiamo anche parlato in tutta la campagna elettorale perché da subito abbiamo spiegato la necessità di costruire una maggioranza solida e stabile, capace di costruire e di affrontare un momento così drammatico a livello sanitario, economico e sociale. Avete scelto invece di andare con la sinistra i cui programmi sono agli antipodi rispetto ai vostri su molti punti fondamentali. Con questi presupposti traghettare la Valle d'Aosta fuori dalla crisi sarà durissima".

Il capogruppo dell'Union Valdotaine, Aurelio Marguerettaz, ha parlato di "momento di grande responsabilità: amministrare la Regione e dare risposte. Tutti gli interventi di oggi sono preziosi, di cui terremo sicuramente conto e abbiamo apprezzato alcuni dei toni pacati. Il confronto senza utilizzare la clava è proficuo e quindi è importante sottolineare i problemi, ma facendo dei ragionamenti che siano costruttivi. Nell'Union esiste il gioco di squadra: Renzo Testolin, molto umilmente, si è messo a disposizione del movimento ed è per questo che ha preso più voti, così come molto umilmente ha fatto un passo indietro quando gli è stato chiesto. Questo programma è un work in progress: le azioni, partendo dalle attività già messe in campo, andranno implementate".

Il consigliere Luciano Caveri (Vallée d'Aoste Unie) ha sostenuto: "La nascita di un Governo passa attraverso le scelte, e oggi la scelta prioritaria è il desiderio dei quattordici autonomisti di superare diversità, malumori, divergenze, per ricostruire un'area autonomista troppo divisa che ha valori e idee di cui sono orgoglioso. La partenza di questa Legislatura in un clima emergenziale obbliga l'Assemblea a una riflessione che va oltre la 'politique politicienne'. La logica del prossimo periodo sarà affrontare tutti insieme i temi salienti, per proiettarci verso il futuro, ad esempio ottenendo l'intesa con lo Stato per avere un nuovo Statuto. Oggi, nel rispetto della dialettica politica e delle responsabilità di maggioranza e di opposizione, esprimo la speranza di creare quei ponti che in passato, troppo spesso, abbiamo costruito, poi crollati. Errori ce ne sono stati, ma siamo gli eredi dell'Autonomia valdostana e dobbiamo operare in questo solco".

La Capogruppo del Progetto civico progressista-Pcp, Erika Guichardaz, ha sottolineato che "il Pcp ha messo insieme persone di sensibilità diverse ma unite dagli stessi valori. Noi prendiamo l'impegno a portare avanti quanto da noi proposto: la levatura morale e culturale del Presidente Bertin e le competenze dei nostri eletti sono ottimi segnali per rispondere a questa esigenza e per ridare centralità al Consiglio regionale. L'emergenza sanitaria ci investe di grandi responsabilità: i cittadini chiedono una maggioranza coesa, ci chiedono di governare per dare risposte ai problemi e spero che si possa dialogare con l'opposizione. Il Presidente Lavevaz è una persona di grande valore, capace di dialogare. Tra i valori che uniscono il Pcp c'è sicuramente l'amore per la nostra terra, così come c'è grande sintonia con i partiti autonomisti. Io spero che si possa lavorare con serietà e serenità. È di questo che ha bisogno la Valle d'Aosta.» Il dibattito prosegue domani, mercoledì 21 ottobre, a partire dalle ore 9.

red. pol.

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