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Consiglio Valle | 20 ottobre 2020, 11:47

Bertin, neo eletto Presidente Consiglio Valle, 'non entri più il malaffare, torni la fiducia della comunità'

Alberto Bertin

Alberto Bertin

"Sono grato per il delicato ruolo che da oggi mi è affidato: un ruolo di garante dell'Assemblea che qui voglio e devo rappresentare unitariamente". Ha aperto così il suo primo intervento da Presidente del Consiglio Valle Alberto Bertin, eletto questa mattina al vertice dell'Assemblea regionale.

"Questa Legislatura si apre in un momento estremamente difficile per la nostra regione - ha proseguito Bertin - non solo per la tanto temuta seconda ondata della pandemia che si sta manifestando. Abbiamo un sistema sanitario, economico e sociale già provato dagli accadimenti di questa primavera che rischia di essere di nuovo sotto pressione. Una situazione che accresce ancor di più le responsabilità di questa Assemblea".

Il neo Presidente eletto nella lista di Rete Civica ha ricordato che "dal 16 dicembre 2019 la nostra Regione è senza un Governo legittimato dalla fiducia del Consiglio regionale. Una situazione anomala che certo non ha favorito l'azione necessaria in questi mesi di stress pandemico".

Un Consiglio Valle, ha proseguito Bertin, "travolto da vicende giudiziarie gravi, innanzitutto perché vedono partecipe la 'ndrangheta, una delle organizzazioni criminali di stampo mafioso tra le più pericolose del pianeta, in relazione con la politica e rappresentanti delle nostre istituzioni. Un'organizzazione che ha come finalità e obiettivo, per conseguire più potere, di infiltrare e condizionare la politica, come abbiamo letto anche nelle recenti sentenze riguardanti la presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta. Fatti che hanno gravemente minato la credibilità di questa istituzione e macchiato l'immagine della nostra regione".

Quindi in questa Legislatura "questo nuovo Consiglio Valle deve voltare pagina. Deve riscattarsi. Lo dobbiamo alla storia gloriosa della nostra regione, all'avvenire di questa terra e a noi stessi. Dobbiamo isolare il malaffare, prendere le distanze dalle degenerazioni di questi anni, iniziando dalle modalità di raccolta del consenso. Un compito che riguarda tutti. L'autonomia e la democrazia non possono convivere con la 'ndrangheta. Un Consiglio regionale rinnovato deve darsi questo obiettivo. Questa Presidenza perseguirà anche questo obiettivo".

Alberto Bertin promette che l'Aula dell'assemblea regionale ridiventerà "il luogo del confronto e delle decisioni più importanti per la nostra comunità" e ritroverà "efficienza ed efficacia nell'organizzazione e nell'azione, indispensabili per recuperare credibilità nei confronti della cittadinanza. Quella che in questi anni è mancata".

Il Consiglio Valle dovrà anche sapersi rinnovare "nelle modalità di rapporto con l'esterno, sempre più trasparente e aperto verso i cittadini. Un Consiglio Valle che sappia innovare anche le sue funzioni, come sta avvenendo in tutte le assemblee del mondo, dando maggiore importanza agli aspetti valutativi, rinnovandosi nelle sue regole di funzionamento, aumentando la sua autonomia funzionale rispetto ad altre istituzioni". 

Un Consiglio autonomo, autorevole e propositivo potrà essere per Bertin di supporto e di stimolo anche per il Governo stesso nella sua funzione esecutiva e amministrativa.

"Nel mio ruolo di Presidente del Consiglio  - ha concluso l'esponente progressista - non potrò che impegnarmi ad essere il garante delle regole, nel rispetto della rappresentanza democratica, come deve essere per un organo di garanzia. Un organo di garanzia per tutti. Come tutti dobbiamo essere consapevoli in questa Assemblea dell'importanza del ruolo che le cittadine e i cittadini ci hanno affidato, consci che dobbiamo per primi essere esempio di verità e portatori di futuro attraverso la nostra attività e la nostra azione".  

red. pol.

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