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Chez Nous | 05 ottobre 2020, 18:10

Aosta: Il nuovo sindaco è l’astensionismo

E’ davvero disarmante che la maggioranza degli aostani non sono andati a votare

Aosta: Il nuovo sindaco è l’astensionismo

A governare il capoluogo sono i disertori delle urne. In risultato è un duro monito alle forze politiche che non sono state capaci di convincere gli elettori ad esercitare il diritto dovere di voto.

Ha votato il 45,93% degli aventi diritto (13.075 cittadini su 28.467). Al primo turno la percentuale dei votanti era stata del 64,2%. La partita era tra Gianni Nuti, espressione di una coalizione progressista-autonomista, e Giovanni Girardini, leader della lista civica Rinascimento (che si ispira al movimento fondato da Vittorio Sgarbi), sostenuta anche dalla Lega e dal centrodestra. E’ Evidente che gli aostani non percepiscono più come un tempo l’efficacia di una funzione della politica come quella della rappresentazione delle loro istanze.

E di questo la responsabilità è delle forze politiche e dell’esperienza degli ultimi cinque anni di governo municipale che ha lasciato profondi buchi neri nei rapporti con i cittadini.

Mannheimer sostiene: “È ovvio che dietro l’astensione si celano dinamiche e atteggiamenti politici differenti che spaziano dall’apatia alla protesta, dalla disaffezione al vero e proprio disinteresse”.

E in effetti è così perché la politica ha abdicato la sua funzione di indirizzo alle incapacità personali dei singoli. Dobbiamo prendere atto di una crisi politica che mette a nudo la fragilità del sistema degli stessi partiti.

Per la politica è necessario che vi siano strumenti efficaci di mediazione come quello previsto dall’articolo 49 della Costituzione: il Partito. Ma il partito deve essere dei cittadini al servizio dei cittadini e non di pochi notabili che si fanno i propri interessi.

piero.minuzzo@gmail.com

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