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CRONACA | 29 luglio 2020, 10:30

L'opinione di Sandro Sorbara: 'Raccontate la verità su mio fratello Marco'

L'avvocato e difensore del congiunto imputato nel processo Geenna, 'chiedo solo che ognuno faccia il proprio dovere e abbia il coraggio di scrivere, analizzare e vagliare obiettivamente la verità'

Sandro e Marco Sorbara durante un'udienza nell'aula bunker del carcere 'Le Vallette' di Torino

Sandro e Marco Sorbara durante un'udienza nell'aula bunker del carcere 'Le Vallette' di Torino

"Mio fratello, il dottor Marco Sorbara, il giorno 24 luglio 2020 (durante un'udienza del processo Geenna ndr) e’ stato sottoposto a un lungo, puntuale, dettagliato esame da parte dell’organo inquirente in ordine a tutto il materiale processuale riguardante il capo di imputazione.

L’esame e’ stato condotto dall’accusa con il vaglio del collegio giudicante, che ha avuto modo di porre domande a chiarimento dei fatti, il tutto vorrei dire - da fratello e da avvocato - in applicazione ai canoni di legge del pieno rispetto del contraddittorio.

Ora però anche alla luce del dramma familiare (550 giorni di custodia cautelare e una mamma di 80 anni stremata, distrutta e seguita dai medici per non morire) e dell’analisi dei mesi trascorsi a sentire e leggere le notizie di stampa ritengo doveroso far riflettere gli operatori dell'informazione e la popolazione per far comprendere il dramma della superficialità, della errata interpretazione e delle lapidarie rapide conclusioni fondate proprio sul 'Nulla' e che oggi si ha ancora paura di ammettere e prenderne atto.

Riporterò un esempio per tutti, estratto da una conversazione telefonica poi risultata totalmente inesistente nei fatti umani e processuali, per meglio far comprendere a cosa mi riferisco, con la delusione e il dolore di un fratello e di chi per oltre 20 anni ha lavorato con dedizione e rispetto e a tutela dei propri assistiti nel rispetto delle regole. Ecco. Nessuno ha il coraggio di ricordare frasi scritte e oggi totalmente smentite addirittura per inesistenza del fatto concreto ma che hanno avuto il potere di far subire giorni drammatici in isolamento carcerario ad un incensurato (ad oggi ancora agli arresti domiciliari) definendole testualmente “..esigenze cautelari permanenti…” o “…protezione dinnanzi agli intenti omicidiari dei fratelli Fazari…”ed  estrapolate da una conversazione telefonica vagliata nell'aula del tribunale alla presenza delle testate giornalistiche durante il trattamento della cosiddetta 'questione fratelli Fazari-Raso: “ …questi noi li teniamo sotto controllo..”.

Ebbene e’ incontestabile – per chi vuole sentire e vedere la realtà - che non esiste alcuna 'questione Fazari' ne tantomeno presunte irreali inimmaginabili 'protezioni' in quanto il fatto concreto neppure esiste (addirittura il teste in aula ha riferito “la questione era già finita quando la chiamata e’ terminata” nonché’ “…con Raso siamo come fratelli…”) eppure si e’ tentato di ipotizzare protezione e rivalità  tra soggetti legati addirittura da legami di fratellanza risalenti dalla nascita: mi pare impensabile se non chiaramente paradossale.

E perché’ nessuno vuole veramente parlare delle 60.000 pagine che il sottoscritto, mio fratello e i miei colleghi abbiamo totalmente analizzato (ho dedicato tutti questi mesi, giorno e notte, a leggere tutto) e dove non esistono in alcun modo elementi a carico di Marco (ricordo che parliamo di una accusa gravissima ma che mai può e potrà  far parte della mia famiglia, cresciuta con i più cristallini principi di onestà sacrificio e rispetto e con le foto di Falcone e Borsellino).

Questo e’ solo un esempio del dramma che deve far riflettere e impegnare tutti a percorrere la verità (e non creare teoremi e cercare elementi avulsi dalla realtà per riempire un rebus fantasioso e inesistente) e soprattutto avere il coraggio e la consapevolezza dell’errore umano o meglio errore processuale. Si deve avere il coraggio di scrivere (e non sbagliare addirittura articoli a carattere cubitali) perché la vera libertà umana deriva dalla libertà di espressione contro ogni controllo istituzionale e sopruso arbitrario e ingiusto. Mio fratello distrutto, sconvolto, stravolto si e’ difeso fin dall’inizio nel più totale silenzio e si difenderà fino all’ultimo respiro per gridare a chiare lettere la sua totale innocenza, ma merita rispetto umano e processuale soprattutto quando la verità, fino ad oggi perseguita a caro prezzo e costata sacrificio, dedizione e consapevolezza finalmente emerge aldilà di ogni dubbio, contestazione o equivoco.

Chiedo solo che ognuno faccia il proprio dovere e abbia il coraggio di scrivere, analizzare, vedere e vagliare obiettivamente la verità, senza l'applicazione di teoremi e pregiudizi totalmente contrari alle regole umane e processuali, la verità cosi come scolpita nel nostro ordinamento giuridico, posto alla base della nostra equilibrata e corretta convivenza sociale."

Gentile avvocato Sorbara, prendo atto delle sue dichiarazioni e, come Lei seppur da mero osservatore e 'tramite' tra i fatti e i lettori , attendo la sentenza di primo grado nella speranza che la verità processuale sappia concordare con la verità fattuale, qualunque essa sia.

Il Direttore, Patrizio Gabetti

Sandro Sorbara

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