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Chez Nous | 27 giugno 2020, 12:00

Tundra valdostana

Tundra; da Treccani: Denominazione geografica dove la vegetazione caratterizzata dall’assenza di formazioni vegetali arboree, piante dominanti muschi, licheni, piccoli arbusti striscianti che di solito non superano i 30 centimetri di altezza. La fauna della tundra è caratterizzata dall’assenza di vertebrati

Tundra valdostana

Certo geograficamente la Petite Patrie non è una tundra, ma nei fatti ha numerosi similitudini socio-politiche con la tundra così come descritta dall’enciclopedia Treccani. Di vertebrati al timone della scialuppa si possono contare sulle dita di una mano, mentre i licheni ed i piccoli arbusti strianti infestano ogni spazio disponibile sia fisico che temporale.

Una chiara quanto preoccupante panoramica della tundra valdostana è la politica impegnata a discutere sui provvedimenti per contrastare la crisi coronavirus. Una politichetta che si perde in chiacchiere mentre le imprese chiudono e le famiglie sono in difficoltà economiche.

Dopo aver messo in ginocchio la Petite Patrie e per quattro mesi essersi arroccata nel palazzo la Giunta regionale si accorge che non ha la maggioranza; ha impiegato più di quattro mesi per capire che nei momenti di crisi serve la condivisione. Non lo ha capito nonostante la Lega, maggior partito di opposizione, non ha preso posizione o messo in atto manovre ostruzionistiche lasciando lavorare la Giunta e la “non maggioranza” che hanno prodotto poco e spesso male, a rimorchio del governo centrale; altro che autonomia.

Per la serie il pesce puzza dalla testa a cascata la tundra si estende nei gangli dei servizi pubblici; dalla pubblica amministrazione alla scuola. Scuola che è un vero scandalo per i pochi insegnanti e docenti che si sono nascosti dietro all’insegnamento a distanza per esibire l’impareggiabile nullafacentismo e lo scaricamento del lavoro sugli studenti. Non so se la resa dei certi insegnanti è quantificabile visto che nessuno può intromettersi nella didattica di un insegnante. E questa è una lacuna da colmare perché non è possibile che ci siano insegnanti che per le vacanze abbiano caricato i ragazzi di compiti: svolgere 30 temi, leggere dieci libroni, esercizi vari delle varie materie. E a caricare i ragazzi sono proprio gli insegnanti che meno producono durante l’anno scolastico. E si potrebbe proseguire a lungo.

C’è la speranza che le direzioni didattiche intervengano. Oltre agli imbuti da riempire e le distanze tra rime buccali la Ministra Azzolina dovrebbe introdurre nella scuola l’obbligo, per gli inseganti, a sostenere un esame di “propensione all’insegnamento”.

Non basta conseguire il titolo di studio. Insegnare è una missione e come tale si deve essere vocati ed essere preparati.

Al pari di quei pochi insegnanti che gettano discredito nella scuola e fanno tribolare le famiglie per la loro pelandronite e gettare nell’angoscia i loro studenti, ci sono alcuni dipendenti pubblici che hanno colto con grande gioia lo smart working, o lavoro da casa. Stupisce che tanti uffici pubblici siano ancora vuoti mentre tutti hanno dovuto tornare al lavoro.

Perché hanno prorogato fino a fine luglio il lavoro da casa? Perché i dipendenti pubblici possono andare al mare, frequentare la movida, praticare attività sportive ma non andare in ufficio. Basta navigare sui social per vedere le foto postate da certi dipendenti pubblici che non possono andare in ufficio ma se la vivono alla grande e spesso senza rispettare nemmeno le distanze tra rime buccali.

Il giuslavorista Iachino ha molte ragioni quando dice: ”Pubblica amministrazione al lavoro da casa? E’ stata solo una lunga vacanza retribuita al cento per cento“. Andate a chiedere come la pensa chi della pubblica amministrazione ha bisogno. Andate a chiedere a chi telefona per una pratica ed il telefono del lavoratore in smart working non risponde.

E si potrebbe continuare a lungo perché la tundra valdostana è molto vasta e ricca di muschi, licheni, piccoli arbusti striscianti che di solito non superano i 30 centimetri di altezza, fauna caratterizzata dall’assenza di vertebrati. Altro che Autonomia e Valdostanità.

Per una manciata di voti muschi, licheni e la fauna della tundra valdostana uccidono quella che era una lussureggiante Petite Patrie.

piero.minuzzo@gmail.com

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