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CRONACA | 27 maggio 2020, 12:29

Fondatori onlus 'Casa di sabbia' riottengono potestà figlio disabile

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Fondatori onlus 'Casa di sabbia' riottengono potestà figlio disabile

L'attività di indagine "ha dimostrato la competenza e dedizione con cui i due genitori si prendono cura dei figli, riuscendo a fronteggiare anche le tristi difficoltà espresse dalla malattia".

Con queste considerazioni il Tribunale per i minorenni del Piemonte e Valle d'Aosta ha messo fine all'odissea, durata oltre sei mesi, di Patrick Creux e Agnieska Stowieska, residenti in Valle e fondatori della onlus la Casa di Sabbia in difesa dei bimbi afflitti da malattie rare e genitori di un bambino di 5 anni gravemente disabile, di cui era stata disposta la sospensione della responsabilità genitoriale, dopo un ricorso dell'Usl VdA.

Il Tribunale, revocando ogni precedente provvedimento, ha anche evidenziato "dubbi" a proposito "della segnalazione relativa alla loro inadeguatezza, basate su critiche che non hanno trovato alcun riscontro".

La vicenda era scaturita lo scorso settembre da una nota del pediatra di libera scelta che aveva chiesto un intervento urgente per l'applicazione di un sonda Peg per la nutrizione del minore in sostituzione del sondino naso-gastrico. Preoccupata per l'invasività dell'intervento, che esige tra l'altro un'anestesia generale, la coppia si era riservata ulteriori approfondimenti specialistici. Ad ottobre l'Usl aveva tuttavia indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Torino un ricorso chiedendo un provvedimento di limitazione della potestà genitoriale per autorizzare il personale sanitario a effettuare il posizionamento della Peg, denunciando una mancanza di collaborazione da parte dei genitori e una loro "inerzia".

Il procedimento era stato avviato e poi temporaneamente sospeso in attesa del pronunciamento definitivo del Tribunale. Patrick Creux e Agnieska Stowieska, impegnati con la loro associazione nella difesa dei diritti dei genitori con figli gravemente disabili, hanno promosso nel 2018 una battaglia legale ottenendo una sentenza con cui il Tar della Valle d'Aosta (gennaio 2019) ha disposto che la Regione debba garantire al figlio, affetto da una sindrome rara, "una vita dignitosa" attraverso "un progetto di vita individuale". Su questo pronunciamento pende ancora un ricorso di ottemperanza promosso dalla coppia.

"Hervé non si è accorto di nulla in questo periodo  - ha commentato sul suo profilo social Patrick Creux - se non di avere due genitori un po' pensierosi, preoccupati e qualche volta arrabbiati. Lui sta bene e questo è fondamentale".

i.d. - ansa-rava

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