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Chez Nous | 02 maggio 2020, 14:26

Consiglio Valle delle nebbie

RESTIAMO A CASA -

Consiglio Valle delle nebbie

Doppiozero, la rivista culturale online, nel novembre 2017 pubblicò  un articolo dal titolo Sopravviverà la Val d'Aosta fino al 2019? A firma di Daniele Gorret.

Scrive Gorret: “C’era una volta (non moltissimo tempo fa, diciamo un secolo) una regione d’Italia collocata – per volere divino, certamente – agli estremi confini nordoccidentali del Regno. Con il più montuoso dei territori della penisola, con una popolazione abbastanza nettamente divisa fra piccola borghesia del fondovalle e contadini poveri delle valli laterali, con una minuscola capitale che ne riassumeva indole e storia. Valori di riferimento largamente condivisi: fede cattolica, fedeltà a Casa Savoia (di cui amava proclamarsi “figlia primogenita”), secolare tradizione francofona. Problema cruciale dell’epoca: una consistente emigrazione, verso i vicini paesi di lingua francese (Svizzera, Francia soprattutto) ma anche – più audacemente – verso le lontane Americhe. Nome ufficiale della regione: Valle d’Aosta-Vallée d’Aoste, Pays de la Doire.

C’è ora una regione adusata da settant’anni alla sua autonomia: che in questi sette decenni la nostra condizione politico-amministrativa sia stata vissuta sempre più come un dato di fatto e sempre meno come una conquista da riconquistare ad ogni istante, è una verità difficile da contraddire” fine citazione.

A Gorret si può dire che la Valle d’Aosta è sopravvissuta ma diventa difficile prevede come sopravviverà  nei prossimi mesi. E di questo dobbiamo preoccuparci perché mai come in questi ultimi anni la nostra condizione politico-amministrativa è stata “vissuta sempre più come un dato di fatto e sempre meno come una conquista da riconquistare ad ogni istante, è una verità difficile da contraddire”.

Gli effetti che hano ispirato le considerazioni fatte da Gorret sono agli occhi di tutti. I fatti sono una drammatica testimonianza.

Fatti ed effetti sono aggravati se possibile dal coronavirus che ha messo in evidenza l’inconsistenza della politica valdostana che vive l’autonomia “sempre più come un dato di fatto e sempre meno come una conquista da riconquistare ad ogni istante”.

Questa mattina Papa Francesco ha rivolto un appello: “Preghiamo oggi per i governanti che hanno la responsabilità di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi: capi di Stato, presidenti di governo, legislatori, sindaci, presidenti di regioni … Perché il Signore li aiuti e dia loro forza, perché il loro lavoro non è facile. E che quando ci siano differenze tra loro, capiscano che, nei momenti di crisi, devono essere molto uniti per il bene del popolo, perché l’unità è superiore al conflitto”.

Un richiamo che calza a pennello per i nostri inquilini di piazza Deffeyes che a oggi non hanno ancora capito che le emergenze coronavirus si risolvono con l’unità, il confronto, la condivisione. Lo capiranno i nostri politichini?

A oggi assistiamo ad una vergognosa partita a scacchi tra mezze calzette, burocrati e opportunisti che preferiscono mettere i bastoni tra le ruote piuttosto che togliere le zeppe che tengono ferma la macchina amministrativa con il risultato che tante famiglie sono alla fame e molti imprenditori hanno imboccato la via del fallimento e della cessazione dell’attività.

E la prima azione dei guastatori è stata proprio togliere la centralità politica al Consiglio Valle. Per chi segue le vicende politiche sa che la Commissione Affari Generali si è prodigata, seppur con tanti limiti, a elaborare alcune proposte per dare una rapida risposta ai problemi economici di famiglie e imprenditori.

Insomma la Commissione presieduta da Pierluigi Marquis ha cercato di ‘fare’. Ha ptrodotto - sicuramente poteva fare meglio - ma ha prodotto ed ha disturbato il timoniere sordo alle necessità di nominare esperti per affrontare l’emergenza sanitaria territoriale e l’emergenza economica. Persino l’Uv aveva chiesto che venisse nominato un tavolo tecnico per le problematiche economiche. Un tavolo composto da esperti e professionisti di comprovate capacità ed esperienze profondi conoscitori di gestioni aziendali come sono i vertici ed i consulenti delle varie categorie professionali.

Richieste rimaste inascoltate. Si è preferito nominare una squadra di burocrati con il risultato che il tutto sarà rallentato; i tempi della burocrazia non sono quelli delle emergenze e i tempi della politica seguono quelli della burocrazia.

Ci si rende conto che la Valle d’Aosta da metà 2018 ha un Consiglio Valle sospeso e una giunta regionale instabile prima e inadeguata poi?

Evidentemente alla politichetta fa comodo così. Parte dei politichini, a parole, chiedono ad altri di fare un passo indietro senza però dare l’esempio; un’altra parte dice che si deve rifare tutto ma si guarda bene dal creare le condizioni per rinnovare il tutto. Altri poi hanno il deretano incollato alla sedia e da lì non si scolla. E così il Coniglio Valle è diventato un porto delle nebbie.

E la nebbia pare sia causata da Renzo Testolin sordo alle proposte, alle sollecitazioni delle categorie produttive, alle suggestioni delle forze sociali, dai medici. Arroccato sulle sue poltrone di Presidente non eletto della Giunta, sulla poltrona di Assessore alle Finanze, Attività produttive e Artigianato, sulla poltrona ad interim di Assessore alle Opere pubbliche, Territorio e Edilizia residenziale pubblica poltrona, sulla poltrona Assessore al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali ufficiale di Assessore regionale alle Finanze. Mandrake era nessuno.

In tanti vorrebbero diradare la nebbia ma non hanno il coraggio di accendere i riflettori; l’obiettivo delle opposizione è stare a guardare; così succede che le strutture lavorano se qualcuno le fa lavorare. Ci sono assessori e assessorati che stanno svolgendo un lavoro enorme e stanno dando corso ad una vera e propria rivoluzione; si stanno applicando con abnegazione per dare risposte ai Valdostani. Ma navigando nella nebbia gli incagliamenti sono inevitabili.

Si sono persi tutti i valori citati da Daniele Gorret.

Siano bloccati dal Consiglio delle nebbie e da chi, incapace di stare al passo, preferisce dare in mano alla burocrazia la gestione delle emergenze piuttosto permettere al Consiglio Valle di accendere una nuova luce.

piero.minuzzo@gmail.com

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