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Chez Nous | 16 novembre 2019, 13:10

Masochisti tafazziani

Masochisti tafazziani

Il ghiacciaio crolla; l’autostrada frana, la neve e sradica gli alberi. È il messaggio che la Valle d’Aosta ha veicolato nel mondo, in Italia e nelle vicine regioni che sono i mercati di prossimità che più frequenta la Valle, alla vigilia della stagione turistica invernale.

Tutto questo mentre i nostri competitori prepongono campagne accattivanti, come quella realizzata dall'Alta Badia e che ha riempito una pagina del Corriere della Sera. Valdostani masochisti e tafazziani? Pare proprio di sì: masochisti felici e tafazziani ridicoli.

Chi ha i capelli bianchi, perché non è stato colpito dalle calvizie, ricorda le campagne della Sanguinetti Comunicazione che promuovevano l’immagine turistica della nostra regione a 360 gradi. Oggi solo Cva nelle sue campagne estive prumuove una Valle d’Aosta dove si vive bene. Aziende che di turismo in Valle d’Aosta la sanno lunga perché studiato e analizzato scientificamente flussi e mercati forniscono suggestioni interessanti e da approfondire ma dopo essere stata presentate in conferenza stampa vengono riposte nei cassetti.

La comunicazione della Valle non può passare lo attraverso gli eventi sportivi e di varietà che pure sono importanti ma non danno l’esatta misura della potenzialità turistica a 360 gradi della Valle. Sono proposte spezzatino mentre serve un progetto perché la Valle d’Aosta sia ricordato perché sede di un macro evento che dura tutto l’anno ma che si evolve con l’alternarsi delle stagioni.

Servono professionalità in grado di trasformare le negatività in occasioni per scoprire una Valle ricca di cultura, storia e tradizioni. Ma servono professionalità. Servono professionisti della comunicazione, servono manager di esperienza. La valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico dell’intera regione attraverso il miglioramento della qualità e dell’organizzazione delle strutture e dei servizi di informazione e accoglienza dei flussi turistici, dovrebbe rappresentare un obiettivo prioritario per tutti, dalle proloco ai comuni, da tutte le associazioni professionali di categoria alla Regione.

E invece tutti si affidano a mamma Regione. Lo stesso comune di Aosta è privo di indirizzi di politica turistica.

Troppi dilettanti privi di conoscenze si credono maghi e maghelle in campo turistico. Un albergatore non può essere lo stratega della comunicazione e della promozione turistica. La può fare per il suo albergo.

Chi si occupa di pernottamenti e prime colazioni difficilmente sarà in grado di elaborare una proposta 360 gradi per valorizzare l’offerta della Valle. Il turismo non è solo accoglienza alberghiera ma è tanto tanto tanto altro: dal commercio, alle escursioni, dai siti archeologico, dall’alpinismo agli sport emergenti, dall’agricoltura al turismo sociale.

Ma siamo masochisti tafazziani; godiamo farci del male facendo ridere i nostri competitori. I sarcofagi centoz ne sono l’emblema.

E’ tempo che la Valle d’Aosta sia ricordata per il bello, il piacere, per il vivere bene, per il savoir faire. Ma servono tanta tanta tanta formazione e grandi professionalità.

Nessuno si può più improvvisare. Se vogliamo smettere di essere masochisti tafazziani.

piero.minuz@gmail.com

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