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Chez Nous | 25 maggio 2019, 12:00

Al voto al voto

Al voto al voto

“Chiediamo a tutti di superare riserve e sfiducia e di partecipare al voto. Siamo consapevoli che questo rimane solo il primo passo, ma è un passo che non ci è dato di disertare”. Si è conclusa con questo appello, in vista delle elezioni di domenica, l’introduzione del cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, all’Assemblea generale dei vescovi italiani.

“È vero che oggi l’Europa è sentita come distante e autoreferenziale, fino al punto da far parlare di una ‘decomposizione della famiglia comunitaria’, su cui soffiano populismi e sovranismi”, ha aggiunto il cardinale soffermandosi sul futuro dell’Unione europea.

I due punti espressi dall’alto prelato ribadiscono che mai come in questa occasione il voto per il rinnovo del Parlamento europeo è di fondamentale importanza.

Un’importanza che riassume un diritto-dovere dei cittadini che devono avere la consapevolezza che solo recandosi alle urne si possono dare messaggi chiari alla politica.

Disertare le urne serve solo a lasciare spazio ai mediocri, agli arroganti ed ai presuntuosi. In una situazione come quella che stiamo vivendo il voto è un obbligo.

La scelta di non andare a votare ha delle conseguenze politiche dirette. Se diventa una scelta diffusa finisce per colpire la legittimazione delle istituzioni democratiche e dei partiti politici e favorire una loro evoluzione in direzione non sempre liberale.

Le elezioni le vince chi riesce a mobilitare il maggior numero dei propri elettori potenziali, non tanto chi riesce a strappare più elettori agli avversari.

Le elezioni europee devono essere per il Popolo valdostano l’occasione per far vedere il volto migliore della nostra comunità. Non andare votare significa fa vedere la parte peggiore dei nostri politichini. Bisogna evitare il rischio dei rigurgiti nazionalisti troverà spazi deleteri, generosi, solidali.

Quello del voto è un appuntamento fondamentale con la democrazia che si rinnova ad ogni nuova elezione. Deporre la nostra scheda nell’urna non sia un gesto rituale o scontato. Deve essere un atto responsabile e consapevole che può dare gambe al progetto autonomista che Alpe, Uv, Uvp, Stella alpina e Epav stanno elaborando.

L' astensione non serve; meglio scheda bianca.

piero.minuzzo@gmail.com

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