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ECONOMIA | 11 maggio 2018, 22:28

Cva chiude il 2017 con un utile netto di oltre 41,5 milioni

L’Assemblea degli azionisti approva il bilancio dell’esercizio 2017 A livello di consolidato il Gruppo CVA aumenta gli standard di efficienza ed eleva la marginalità caratteristica con ricavi netti consolidati a 858,8 milioni di euro

Cva chiude il 2017 con un utile netto di oltre 41,5 milioni

In un anno caratterizzato da una delle maggiori siccità degli ultimi decenni, che ha causato una contrazione della produzione idroelettrica su scala nazionale del 14,3%, il Gruppo CVA ha contenuto la flessione all’8,6%, grazie alle risorse idriche sottese agli impianti del Gruppo, e ha mantenuto un importante livello di produzione di energia elettrica anche grazie alla positiva performance degli impianti eolici e fotovoltaici.

“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti – ha affermato Enrico De Girolamo, Amministratore Delegato di CVA (nella foto) – considerando il contesto di mercato dell’energia in cui sono stati conseguiti, le avverse condizioni meteo che hanno influenzato nel 2017 la produzione idroelettrica e il fatto che il risultato risente dello stanziamento di un fondo rischi, in assenza del quale l’utile netto del Gruppo CVA sarebbe stato superiore a quello del 2016”.

Nel 2017 è proseguito il processo di crescita e diversificazione nella produzione di energia rinnovabile giunta, grazie a una serie di acquisizioni, a una capacità installata pari a 934 MW idroelettrici, 112 MW eolici e 12 MW fotovoltaici.

Nonostante le condizioni climatiche sfavorevoli, il margine operativo lordo del Gruppo (EBITDA) al 31 dicembre 2017 è risultato pari a 120,9 milioni di Euro, quasi invariato rispetto ai 121,9 milioni di Euro dell’esercizio 2016, con una marginalità operativa in termini di incidenza sui ricavi in netto aumento (circa tre punti percentuali) e passata dall’11,7% del 2016 al 14,1%.

Questo miglioramento – si legge in una nota della società - è connesso sia a una nuova modalità di gestione dell’attività di trading di energia - che ha fatto minor uso di compravendita fisica di energia e un maggior ricorso a strumenti finanziari – sia all’incremento del volume di vendita di energia elettrica ai consumatori finali sul territorio nazionale, passato dai 4,7 miliardi di kilowattora del 2016 ai 4,8 miliardi di kilowattora del 2017.

Nel corso del 2017 CVA ha continuato a lavorare nella direzione dell’aumento dell’efficienza, con un contenimento dei costi operativi, che sono scesi del 19,9%, passando dai 921 milioni di Euro del 2016 ai 737,9 milioni di Euro del 2017.

Il margine operativo netto (EBIT) è risultato pari a 63 milioni di Euro, rispetto ai 73,9 milioni di Euro dell’esercizio 2016, principalmente per effetto dell’aumento degli ammortamenti in conseguenza del consolidamento delle più recenti acquisizioni.

Al 31 dicembre 2017, l’utile netto consolidato è pari a 41,6 milioni di Euro (48,3 milioni di Euro nel 2016), dopo uno stanziamento straordinario di un fondo rischi per contenziosi, relativi ad esercizi precedenti, per 10,8 milioni di Euro. A seguito dei dividendi e delle riserve distribuiti nel 2017 e agli investimenti effettuati durante l’esercizio, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2017 si è attestato a 139,7 milioni di Euro, rispetto ai 26,1 milioni di Euro a fine 2016, mentre il patrimonio netto di Gruppo è stato pari a 806,7 milioni di Euro rispetto ai 896 milioni di Euro a fine 2016.

La situazione finanziaria della Società – si legge nella nota - rimane molto solida, come certificato dai rating Baa1 di Moody’s e A- di Fitch, entrambi superiori al merito creditizio riconosciuto alla Repubblica Italiana. Tra le operazioni che hanno caratterizzato il 2017, in esecuzione del nuovo Piano Industriale CVA ha avviato un importante Programma di Innovazione denominato “CVA2022”, finalizzato a rendere il Gruppo un operatore di riferimento nella comprensione, adozione e implementazione di nuove tecnologie.

 “Guardiamo al futuro con ottimismo - ha concluso Marco Cantamessa, Presidente di CVA (nella foto) - e crediamo che il Gruppo CVA, grazie al processo di crescita e di innovazione intrapreso con decisione, possa rispondere in maniera tempestiva alle sfide del mercato e cogliere le opportunità legate alla profonda trasformazione in atto nel settore energetico. Non solo, CVA potrà avere un impatto significativo e virtuoso su tutto il territorio, facendo da volano per attirare in Valle d’Aosta nuove attività di sviluppo e produzione e ponendo le basi per la creazione di un distretto dell’energia pulita”.

CVA (Compagnia Valdostana delle Acque – Compagnie Valdôtaine des Eaux S.p.A.), rappresenta un unicum nel panorama delle utility italiane con una produzione 100% green da fonte idroelettrica, eolica e solare. Il Gruppo, di cui fanno parte oltre 500 dipendenti, possiede 32 centrali idroelettriche, 6 parchi eolici distribuiti tra Valle d’Aosta, Lazio e Puglia e 3 impianti fotovoltaici situati in Valle d’Aosta e Piemonte, per un totale di oltre 1.000 MW di potenza e una produzione che, nel 2017, si è attestata intorno ai 2,7 miliardi di kWh.

 Nel settore idroelettrico, in particolare, CVA si colloca ai primi posti tra i produttori nazionali, portando la Valle d’Aosta a posizionarsi tra le prime regioni d’Italia nell’ambito della generazione di energia da fonte rinnovabile.

red. eco.

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