Il secondo semestre 2012, secondo i dati Istat, ha segnato il record negativo della disoccupazione dei giovani italiani dai 15 ai 24 anni. Dal 27,45, dato del 2° semestre 2011, siamo arrivati al 33,9% del 2012. La Segreteria del SAVT ha, in questi ultimi anni, evidenziato la criticità della situazione occupazionale giovanile, anche valdostana, frutto di una situazione recessiva che continua a imperversare, strangolando l'economia e come diretta conseguenza produce la perdita continua di posti di lavoro , sia nella grande azienda che nella piccola impresa. Anche il dato della disoccupazione complessiva é drammatico, in un anno è aumentato del 2,7%, toccando il 10,5%. La Segreteria del SAVT, apprezzando gli sforzi messi in atto dalla Giunta Regionale con il piano triennale delle politiche del lavoro, ritiene necessario un ulteriore sforzo da parte di tutti gli attori regionali coinvolti per disegnare un nuovo patto per lo sviluppo sociale ed il lavoro nella nostra regione. È necessario e non più procrastinabile ampliare le misure oggi in atto per aggredire la dispersione scolastica, rendere operative le nuove misure sull'apprendistato come strumento per creare formazione qualificata e nuovi accessi al mondo del lavoro, incentivare l'alta formazione e l'inserimento lavorativo per i giovani laureati, implementare la formazione continua per garantire ai lavoratori espulsi dal mercato di potersi ricollocare in modo rapido nei settori produttivi più dinamici, dove sono richieste maggiori conoscenze professionali. La Segreteria del Savt ritiene necessario un accordo quadro regionale sul lavoro e l’occupazione che consenta di definire le risorse pubbliche disponibili nel bilancio regionale per l'anno 2013, visti anche i continui tagli da parte del Governo centrale, operati in un ottica di semplice riduzione della spesa pubblica. Solo con nuovi investimenti, sia pubblici che privati (vedi la possibilità di ridurre i tassi per l'acceso al credito per le imprese valdostane) , mirati ad espandere la competitività di tutti i nostri settori produttivi, potremo vincere la sfida della recessione e rilanciare un nuovo modello di sviluppo sostenibile e duraturo per la nostra comunità. La flessibilità del lavoro, oggi assolutamente necessaria per competere sui mercati internazionali, deve produrre in prospettiva la possibilità di stabilizzare il mercato del lavoro per affrontare la grave situazione della precarietà del lavoro, che ha portato ad avere in Italia oltre tre milioni di lavoratori precari, con contratti a termine, sottopagati e privi di speranze per costruire un futuro di progresso per l'intero paese. Con una concreta politica di investimenti sarà possibile uscire dal tunnel di questa crisi senza fine, la semplice riduzione della spesa pubblica, porterà l'Italia in una spirale recessiva senza vie d'uscita.
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