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POLITICA | domenica 23 dicembre 2012, 22:41

AUTONOMISTI: A Fenis è nato il nuovo movimento di Laurent Vierin. Dal primo gennaio nuovo gruppo in Consiglio Valle

Laurent Viérin spiega ai convenuti all'assemblea di Fenis le ragioni della scissione (Fonte Konrad M.)

Laurent Viérin spiega ai convenuti all'assemblea di Fenis le ragioni della scissione (Fonte Konrad M.)

Un ''nuovo progetto politico progressista'' per la costruzione di ''una casa comune dei valdostani''. L’ex assessore regionale Laurent Vierin, l’ex presidente della Regione Luciano Caveri, il consigliere regionale Andrea Rosset, il presidente del Consorzio degli enti locali Elso Gerandin e il sindaco di Hone Luigi Bertschj hanno ufficializzato oggi a Fenis la spaccatura con l’Union Valdotaine, annunciando la decisione di non rinnovare per il prossimo anno l'adesione al movimento autonomista e l'intenzione di creare un soggetto politico alternativo.

 

IL DOCUMENTO CHE HA SANCITO LA SCISSIONE

En prenant acte, malgré les sollicitations de ces derniers temps, du manque de dialogue et de respect des différentes sensibilités au sein du Mouvement et, notamment, de l'absence de changements concrets dans les méthodes ainsi que du défaut de concertation et de partage des choix politiques et administratifs;

en constatant que cette dérive fait suite à la perte d'identité et de fonction politique du Mouvement ainsi que de l'efficacité d'action de ses organes;

en rappelant toutes les tentatives de recherche de l'unité du Mouvement, dont la gestion est caractérisée par un manque d'autonomie de son Président;

en refusant également l'approche unilatérale et l'imposition de toute activité politique et administrative;

en vérifiant la perte de capacité de répondre aux véritables exigences, aux besoins ainsi qu’aux requêtes de changements de la communauté valdôtaine;

en reconnaissant ainsi que l'U.V. s'est désormais éloignée des gens et n'est plus à même de redonner confiance et crédibilité à son action politique;

en soulignant enfin l'importance et la nécessité d'assurer la liberté d'expression et d'action la plus totale et ample possible;

donne mandat aux élus de formuler des propositions concrètes pour retrouver et relancer identité, principes et valeurs qui étaient á la base de l’UV et de les traduire, aussi par la constitution d’un groupe au sein du Conseil de la Vallée, dans un projet politique renouvelé par une action fondée sur des méthodes et des approches réellement démocratiques;

d'œuvrer pour regrouper les jeunes générations qui ne s’approchent plus à la politique, les anciens unionistes qui se sont éloignés du Mouvement et aussi toutes les personnes qui réclament des méthodes différentes dans la vie politique et qui ont à cœur l'essor et l'épanouissement du peuple valdôtain;

de rechercher le plus ample partage des élus à tous les niveaux, ainsi que de tous ceux qui croient en l'avenir de la Vallée d’Aoste et dans un projet autonomiste et progressiste de renouvellement de la politique en Vallée d’Aoste, afin de redonner espoir á notre communauté tout entière et rebâtir une maison commune de tous les valdôtains, de naissance et d’adoption.  

 

L'ASSEMBLEA RACCONTATA DALL'ANSA

Davanti a una platea di piu' 400 persone, convocata ‘’per riaprire il dialogo e la condivisione con la gente’’, i cinque esponenti hanno illustrato le ragioni di una scelta che ha provocato, ha spiegato Caveri, ''crisi e sofferenza personali'', ma rispetto alla quale ''non ci sono al momento alternative perche’ siamo nel cuore di una crisi terribile''.

Tra i presenti anche il presidente dell'Union Valdotaine Ego Perron che, dopo aver ascotato gli interventi, ha detto: ''Prendo atto della scissione''.

Critiche nei confronti dell'attuale gestione dell'Union Valdotaine ''nel quale la nuova generazione di unionisti non si riconosce piu''' sono state formulate dal primo cittadino Luigi Bertschj che ha moderato l'incontro di Fenis. ''La dignita' - ha spiegato - non e' una merce che si puo' vendere''.

Di ''clima di pressioni e di inviti a non partecipare a certe riunioni'' ha parlato Laurent Vierin, che a fine novembre si e' dimesso da assessore regionale all'istruzione e cultura. ''La mia scelta ha una valenza politica'', ha aggiunto Vierin, ripercorrendo diverse situazioni di disaccordo con il movimento e con l'indirizzo del Governo regionale. Tra questi l'alleanza con il Pdl, definita un ''accordo che non condividiamo ancora oggi e che non e' utile alla Valle d'Aosta''. Vierin ha ribadito che il disaccordo non e' motivato da ''questioni di carattere personale, ma riguarda il metodo e i contenuti che non condividiamo, mi hanno chiesto di ritirare le dimissioni e mi hanno domandato che cosa volevo e Rosset ha rifiutato il posto di assessore all'istruzione, a dimostrazione che non siamo in vendita''.

Secondo Elso Gerandin e' ''necessario che ci autoriformiamo oppure siamo senza prospettive, la stagione delle pomesse e delle poltrone e' finita''. Andrea Rosset ha invocato una ''partecipazione responsabile fondata sui principi di dialogo, condivisione, liberta', moralita' ed etica''.

Chiudendo la parte di incontro pubblico (a cui e' seguito un confronto a porte chiuse) Luciano Caveri ha ammesso: ''Essere qui oggi puo' essere anche doloroso, cosi' come scoprire la casa che hai abitato per molti anni non e’ piu’ la casa nella quale ti riconosci''. Ed ha aggiunto: ''In questi momenti grami dobbiamo capire cosa fare: le logiche del piacere, del clientelismo e dei voti, certi metodi sono vecchi sono decotti, non fanno piu’ parte di un mondo moderno al quale vogliamo appartenere''.

Critiche nei confronti dell'attuale gestione dell'Union Valdotaine ''nel quale la nuova generazione di unionisti non si riconosce piu''' sono state formulate dal primo cittadino Luigi Bertschj che ha moderato l'incontro di Fenis. ''La dignita' - ha spiegato - non e' una merce che si puo' vendere''.

Di ''clima di pressioni e di inviti a non partecipare a certe riunioni'' ha parlato Laurent Vierin, che a fine novembre si e' dimesso da assessore regionale all'istruzione e cultura. ''La mia scelta ha una valenza politica'', ha aggiunto Vierin, ripercorrendo diverse situazioni di disaccordo con il movimento e con l'indirizzo del Governo regionale. Tra questi l'alleanza con il Pdl, definita un ''accordo che non condividiamo ancora oggi e che non e' utile alla Valle d'Aosta''. Vierin ha ribadito che il disaccordo non e' motivato da ''questioni di carattere personale, ma riguarda il metodo e i contenuti che non condividiamo, mi hanno chiesto di ritirare le dimissioni e mi hanno domandato che cosa volevo e Rosset ha rifiutato il posto di assessore all'istruzione, a dimostrazione che non siamo in vendita''.

Secondo Elso Gerandin e' ''necessario che ci autoriformiamo oppure siamo senza prospettive, la stagione delle pomesse e delle poltrone e' finita''. Andrea Rosset ha invocato una ''partecipazione responsabile fondata sui principi di dialogo, condivisione, liberta', moralita' ed etica''.

Chiudendo la parte di incontro pubblico (a cui e' seguito un confronto a porte chiuse) Luciano Caveri ha ammesso: ''Essere qui oggi puo' essere anche doloroso, cosi' come scoprire la casa che hai abitato per molti anni non e’ piu’ la casa nella quale ti riconosci''. Ed ha aggiunto: ''In questi momenti grami dobbiamo capire cosa fare: le logiche del piacere, del clientelismo e dei voti, certi metodi sono vecchi sono decotti, non fanno piu’ parte di un mondo moderno al quale vogliamo appartenere''.

 

 

 




Red VdAGlocal ANSA-RAVA

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