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Chez Nous | 13 luglio 2019, 12:56

Equazioni politiche

Equazioni politiche

Jan Tinbergen ipotizzava il mondo delle relazioni tra fenomeni con un insieme di variabili legate tra loro da un sistema di equazioni lineari. Una teoria che trova completa applicazione nella politichetta valdostana.

Tutto comincia con l’ingresso in maggioranza di Rete Civica che dall’esterno è il supervisore delle politiche della Giunta Fosson. Una sorta di commissariamento che ha in Elio Riccarand il coordinatore.

Rete Civica è uno dei propugnatori dei diritti Civili, tanté che nelle sue recenti origini hanno succhiato linfa dal movimento Impegno Civico che dopo le regionali si è scisso in Rete Civica e Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d'Aosta.

Rete Civica che sventola a ragione la bandiera dei diritti civili, l'eguaglianza tra i popoli, il sociale si allea con Front Valdotaine che a sua volta progetta un movimento con Fratelli d’Italia, della Giorgia Meloni che propugna l’affondamento delle navi delle Ong che salvano i migranti che rischiano di essere inghiottiti dai tonni del Mediterraneo.

Con Front Valdotaine collabora anche, avendo fatto un gruppo consiliare regionale PnV-Fv Antonio Fosson, portabandiera in Valle d’Aosta di comunione e liberazione. Cl è un movimento cattolico che predica la carità e la solidarietà umana  ma in terra rossonera fa comunella tramite Front Valdotain con Fratelli d’Italia che a ben vedere, se possibile, per discriminazione razziale fa i cappotti a Salvini.

Il risultato dell’equazione politica è che anche la Valle d’Aosta piega  deriva a destra nonostante l’ingresso di Rete Civica nella maggioranza regionale.

Deriva per deriva, se Fv di Rini e Fosson guardano con simpatia al totismo pensato dal Governatore della Liguria imbarazzato nella scelta tra Salvini e Forza Italia, anche le altre forze politiche come Uv, Uvp e Alpe non disprezzano la deriva. O meglio, più che le forze politiche i consiglieri espressi da quei movimenti, pur di mantenere salda la poltrona, si adeguano senza colpo ferire alla corrente.

Tutto lecito; ma la politica passione e la politica bellezza sono un’altra cosa.

Politica passione e politica bellezza non prendono in giro gli elettori come in campioni del salto della quaglia che cambiano più casacche politiche che un brocco nell’ippica.

Politica passione è voglia di lavorare per i cittadini; politica bellezza è lavorare per rendere bella la capitale, i paesi la Petite Patrie imbruttiti dalla noncuranza, dal menefreghismo dall’insipienza e dallo scollamento della politichetta con il territorio.

E' quindi tempo di un'equazione politica il cui risultato sia un movimento di opinione in grado di trasformarsi in una lista che sia portatrice dei valori della Politica Bellezza e della Politica Passione alle prossime elezioni comunali, soprattutto ad Aosta che ha bisogno di intelligenze, saggezze, sapienze e savoir faire. (ha collaborato Vince Caminiti)

piero.minuzzo@gmail.com

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