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Chez Nous | 04 maggio 2019, 12:00

Buconerosky

Buconerosky

Non contenti di come ha ridotto il casino la politichetta dei politichini tenta di mettere in ginocchio anche la Monterosa Sky, la società di proprietà regionale  con bilanci in utile, che occupa in estate circa 250 lavoratori, che genera positive ricadute sul comprensorio della Val d’Ayas e di Gressoney visto che fattura circa 15 milioni all'anno.

Nonostante tutto questo c’è chi vorrebbe far passare la Monterosa Sky, presieduta da Giorgio Munari, in un buconeroski dove clientelismo, favoritismi, appalti pilotati, assunzioni opache sono la consuetudine. Insomma una geenna attiva nell’importante industria del turismo.

E’ vero che tutto quel che luccica non è oro ma è altrettanto vero che dall’oro alla tolla ce ne passa.

E’ invece vero che la Monterosa Sky fu e rischia tornare ad essere il buconerosky come lo è stata negli anni passati per le intromissione della politichetta da orto di zucche più favorevole a chi teneva sottoscacco la società per via delle servitù di passaggio delle piste da sci che avere una partecipata sana anche se con una tantino arrogante gestione societaria.

Pare, il condizionale è d’obbligo fino a che non interverrà la magistratura quando verrà a conoscenza della notitia criminis, che i proprietari dei terreni sui quali sono tracciate le piste chiedessero affitti esorbitanti. Ma questo è il libero mercato.

La notitia criminis è che c’era chi riceveva in pagamento anche degli ski pass che rivendeva in nero. E di questo parrebbe ci sia, tra chi alla Monterrosa Sky spa preferisce la buconerosky,  ben conoscesse la situazione degli skypass venduti in nero (evasione fiscale, ndr.) e delle richieste di affitto esose. C’è chi sapeva ma ha sempre taciuto e continua a tacere.

Tra i proprietari di prati e boschi, ben conosciuti da potenti politici,  c’è chi – come ha detto Munari  - per un terreno di 100 metri quadrati ha abvuto 18mila euro una tantum e 8 sky-pass stagionali ogni anno. E ancora nella sua narrazione Munari ha detto che nel 2009 è stato firmato un contratto che prevede la fornitura di 24 abbonamenti stagionali e 200 chili di Fontina all’anno, per una servitù di passaggio che i parametri regionali fissano in 858 euro. Da sottolineare che uno skipass stagionale costa 600-700 euro.

E si potrebbe continuare a lungo per dire come la Monterosa Ski SpA fosse un buconerosky che piaceva ad una certa politica. Quella politica che aveva le mani sul casino e oggi, persa la casa da gioco, non vuole perdere anche l’orticello clientelare della MonterosaSky.

Ma prima o poi verranno alla luce i motivi per i quali ci sono politici difendono fino alla morte i privilegi dei proprietari terrieri e perché tanto si occupano delle recenti assunzioni e non di quelle tra le quali emergono parentele di illustri personaggi, ben più potenti di un semplice sindaco.

La politica voli alto e la smetta di voler trasformare la Monterosa Sky spa in un buconerosky.

piero.minuzzo@gmail.com

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