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CRONACA | 16 marzo 2019, 05:00

Discusse in Consiglio Valle cinque anni fa, le lettere 'segrete' di Rollandin alle banche creditrici del Casino

Un'assemblea del Consiglio Valle nella primavera del 2014

Un'assemblea del Consiglio Valle nella primavera del 2014

"Nell'ipotesi di perdita del controllo, ci impegniamo sin d'ora a procurarvi adeguate garanzie sostitutive".

Lo scrisse il 9 maggio del 2014 l'allora presidente della Giunta, Augusto Rollandin, alla rispettive direzioni di tre banche che all'epoca erano creditrici complessivamente di 19 milioni erogati precedentemente al Casino di Saint-Vincent: 10 milioni erano la sofferenza patita dalla Banca Popolare di Sondrio, cinque da Banca Passadore e quattro dalla Bccv.

Quella missiva ne seguiva altre due, del 29 aprile e del 5 marzo e a distanza di cinque anno tutte e tre - dopo essere state scoperte e sequestrate dalla Guardia di finanza nell'ambito di una più vasta indagine su appalti e servizi esternalizzati alla Casa da gioco di St-Vincent - sono ora nelle mani della procura di Aosta che contesta a Rollandin l'abuso di ufficio continuato perchè le avrebbe scritte quale 'patronage' ovvero garanzia economica, scrive il pm Ceccanti titolare dell'inchiesta, “in piena autonomia e in totale violazione di ogni disposizione normativa, con modi e forme eccentrici rispetto all’incarico istituzionale al tempo rivestito” ovvero senza darne contezza a Giunta e Consiglio e quindi senza alcuna deliberazione da parte dei due organismi.

Per gli inquirenti l'intento di Rollandin era chiaro: far credere alle banche che se il Casino non pagava i debiti ci avrebbe pensato la Regione: quel 'ci impegniamo' non sarebbe certo un plurale majestatis bensì vorrebbe far credere che la lettera di 'garanzia' sarebbe stata sì firmata dal Presidente ma in nome e per conto del Consiglio Valle tutto, o quantomeno della Giunta regionale.

Scrisse ancora Rollandin agli istituti di credito quel 9 maggio 2014 nella lettera di 'patronage' maggiormente sotto accusa: "Si dichiara di impegnarci altresì nei vostri confronti, qualora dovessero verificarsi eventuali future diminuzioni della nostra partecipazione diretta nel capitale della società Casino de la Vallée, a darvi di ciò comunicazione scritta con trenta giorni di preavviso". Altra ottima dichiarazione di intenti ma, secondo Fiamme Gialle e magistrato, pensata e scritta dal solo Rollandin, che non ne avrebbe messo a conoscenza il Consiglio Valle.

Così facendo, avrebbe posto in essere scrive Ceccanti "una strumentalizzazione della sua qualità e dei suoi poteri”, contro la legge regionale che dispone le modalità di indebitamento pubblico e “in palese contrasto con i precetti di legalità ed imparzialità al fine di realizzare interessi propri”. Di fatto Rollandin avrebbe così "cagionato alla Casino de la Vallée ingiusto vantaggio patrimoniale" nella "copertura a 'garanzia' di ingenti debiti e, in tal modo, nella prosecuzione dell'attività della medesima società contribuendo in modo determinante al decisamente consistente incremento del dissesto delle casse erariali”, comportando "alla Regione Autonoma Valle d'Aosta, un danno consistito nell'assunzione di una garanzia patrimoniale complessiva di 19 milioni di euro".

Accuse non dissimili da quelle formulate contro Rollandin e gli ex assessori al Bilancio Ego Perron e Mauro Baccega dal pm Eugenia Menichetti nell'ambito del procedimento su una presunta truffa e falso in bilancio per i 140 milioni di euro, tanto che la stessa Menichetti ha allegato, tramite trasmissione al tribunale di Torino, copia delle tre lettere al suo atto di Appello contro la sentenza di primo grado che ha assolto tutti gli imputati.

Le lettere di Rollandin non erano 'segrete', il Consiglio Valle sapeva

Durante l'adunanza del Consiglio Valle del 9 ottobre 2014, le tre lettere scritte da Rollandin alle banche furono oggetto di un lungo e serrato confronto tra l'allora consigliere dell'Uvp Elso Gerandin (oggi Mouv') e l'allora assessore regionale alle Finanze, Ego Perron.

Gerandin era stato infatti il primo firmatario di un'interpellanza (sottoscritta anche dal collega Andrea Rosset) che a leggerla sembra di leggere l'invito a comparire inviato dal pm Ceccanti all'ex Presidente della Giunta. 

Testuale: "Vista la corrispondenza formale - scriveva Gerandin - intercorsa tra la Regione Valle d'Aosta, a firma del Presidente della Giunta, dott. Augusto Rollandin, con la Banca di Credito Cooperativo Valdostano (in data 5 marzo 2014, prot.1732), con la Banca Passadore & C. (in data 29 aprile 2014, prot. 3384) e con la Banca Popolare di Sondrio (in data 9 maggio 2014, prot. 3640), per l'apertura di linee di credito a garanzia della società Casino de la Vallée S.p.A."

Il consigliere di minoranza ricordava che la legge regionale "prevede che la Regione possa intervenire per il finanziamento dei soli investimenti previsti dal Piano di sviluppo della Casino de la Vallée Spa, la cui entità è determinata annualmente con la legge finanziaria, tenuto conto della programmazione finanziaria approvata dal Consiglio regionale".

Pertanto Gerandin chiedeva alla Giunta se fosse "a conoscenza dei contenuti di detta corrispondenza; quale atto, o presupposto giuridico, autorizzava la predisposizione e la trasmissione di detta corrispondenza a garanzia di linee di credito nei confronti della società Casino de la Vallée Spa;quali fossero le "adeguate garanzie sostitutive" che il Presidente della Giunta si impegnava a procurare e infine se fosse "intenzione del Governo regionale prendere le distanze dai contenuti di detta corrispondenza, con un atto ufficiale nel quale venga comunicato alle Banche che, nella Pubblica Amministrazione, quando non sussistono atti o presupposti giuridici autorizzativi, le garanzie che gli sono state comunicate, non impegnano l'Amministrazione regionale, ma solo ed esclusivamente chi le ha sottoscritte".

Questo il sunto della risposta dell'assessore alle Finanze Perron: "L'operato del Presidente, risulta assolutamente legittimo nell'ambito di quelle che sono le sue competenze. È certamente utile in quello che è il quadro delle strategie a sostegno del rilancio della Casa da gioco, politicamente direi opportuno, anche in assenza eventualmente di uno specifico confronto con l'Esecutivo. Penso di poter dire la verità dicendo che l'Esecutivo era assolutamente a conoscenza dell'atto in questione".

Poi dopo un lungo intervento tecnico in cui si palesava la mano dei tecnici economici della Regione, Perron concluse: "Le lettere di patronage non impegnano né l'Amministrazione regionale, né chi le ha sottoscritte e ciò non nell'errata convinzione che siano state emesse in assenza di un presupposto giuridico autorizzativo, cioè un atto come lei diceva, ma piuttosto perché il testo formulato nelle stesse non rappresenta un impegno vincolante per l'Amministrazione e le banche interessate di questo hanno pienamente conoscenza". 

Dura replica di Gerandin: "Non esiste un Amministratore che prende carta intestata della Presidenza del Consiglio, o Presidenza della Giunta, o Presidenza del Comune, o carta intestata dell'assessore e scriva a titolo personale... ma chi l'ha mai vista una cosa del genere? Chi ha mai visto scrivere a titolo personale? Uno, quando rappresenta l'Amministrazione, rappresenta l'Amministrazione per il ruolo che gli compete, noi come consiglieri, voi come assessori, il Presidente come Presidente...". Pensiero, evidentemente, condiviso dal pm Ceccanti.

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patrizio gabetti

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