Chez Nous | lunedì 22 luglio 2019 12:57

Chez Nous | 26 gennaio 2019, 12:32

Verginità in saldo

Verginità in saldo

Si possono contare su un dito di una mano quelli che possono chiamarsi fuori dalla Geenna. E solo quelli avrebbero diritto di parlare e solo loro stanno commentando i fatti portati alla luce della Direzione distrettuale antimafia di Torino con distacco e consapevolezza. Tutti gli altri sono verginelle a prezzo di saldo.

Per valorizzare la verginità perduta i tanti che di voti poco trasparenti ne hanno raccolti a piene mani favorendo così i loro successi politici, fanno a gara a chi la spara più grossa parlando senza alcuna conoscenza di base.

Forse le verginelle sfiorite non sanno che nelle 930 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti, anche, del consigliere regionale Marco Sorbara, del consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico, dell’assessora del Comune di Saint Pierre, Monica Carcea, figura a vario titolo anche il loro nome.

Di più, alcuni dei verginelli sono stati persino oggetto di sostegno nelle campagne elettorali postate su fb da personaggi di primo piano nell’inchiesta Geenna. E ancora, che ci sia chi vuole ricrearsi la verginità facendo roboanti dichiarazioni di legalità e onestà elettorale quando ancora sono sotto processo davanti alla giustizia contabile o penale o hanno pendenze con il fisco è davvero avvilente.

Oggi nessuno può proferire parola né giudizi. E tantomeno può esprimere commenti perché i loro dire sono conditi con abbondanti dosi di ipocrisia. Perché la richiesta di tutela dell’immagine della Regione non è stata fatta quando in tanti sono finiti davanti alla Corte dei Conti? Perché nessuno si è preoccupato dell’immagine della Regione al tempo degli arresti per gli appalti pilotati, secondo l’accusa, dal dirigente del Comune di Valtournenche? Perché l’Uv non sospende quei segretari comunali che hanno avvallato con la loro firma l’affido di appalti irregolari?

Altro che Commissariamento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. In tanti prima di parlare, accusare, commentare, ergersi a paladini dell’onestà e della legalità dovrebbero commissariare la propria coscienza.

Oggi pochi hanno il diritto di indicare la strada per ridare dignità alla politica valdostana. Tutti gli altri dovrebbero avere il buon gusto di tacere o lasciare il campo a nuove energie pulite. Se avessero un po' di onestà intellettuale, dovrebbero dimettersi o tacere.

L’onestà intellettuale è una virtù nobile ma in estinzione, quotidianamente sopraffatta dalla comune e banale idea di onestà. Qualcuno ha detto che pretendere dall’altro onestà è poca cosa, dobbiamo pretendere onestà intellettuale. Nelle scuole, all’università, al lavoro, a casa, in parlamento. Ecco, sarebbe proprio il caso che ad amministrare la cosa pubblica ci andasse una classe dirigente onesta intellettualmente, ammesso che esista, perché farebbe tanto bene alla nostra Petite Patrie; ma tutti sono troppo impegnati a a mantenere o conquistare la poltrona.

I nostri citati a vario titolo nell'ordinanza Geenna devono capire che la verginità in saldo è disposto a comperarla solo chi è al pari di chi la mette in vendita.

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore