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Salute in Valle d'Aosta | 26 dicembre 2018, 13:10

Savt ‘Essenziali i servizi ambulatoriali sul territorio’

A pochi giorni dal rinnovo del proprio Direttivo e da quanto sentitamente esposto al Congresso, il SAVT-SANTÉ ritiene di dover intervenire sulla vicenda che vede coinvolti, in questi giorni, gli abitanti della zona del Grand-Combin cui potrebbe venire a mancare, dal prossimo primo gennaio, il servizio svolto dall’ambulatorio di Sanità Pubblica (patenti, licenze, vaccini, ecc. ecc.).

Savt ‘Essenziali i servizi ambulatoriali sul territorio’

Quello che più preoccupa il Savt-Santé è il metodo adottato dall’Azienda. Non sono purtroppo stati coinvolti, in questo “progetto di riduzione dei servizi territoriali”, né gli amministratori locali, né le organizzazioni sindacali. E questo non è un bel segnale.

Da più parti e sempre più sovente si sentono dichiarazioni, anche provenienti dalla politica regionale, rispetto all’esigenza di avvicinare i servizi all’utenza e prestare più attenzione al territorio. Politica che come Savt-Santé condividiamo pienamente. Ci pare che questo tipo di decisioni non siano in linea con quelle affermazioni. Riconosciamo, contemporaneamente, l’attenzione subito dedicata dal nuovo Assessore regionale alla Sanità e dal Consiglio Regionale intero rispetto al tema, convocando l’Azienda Sanitaria per avere maggiori delucidazioni.

Come detto nel corso del Congresso a Saint-Vincent, la sanità e l’assistenza sociale non dovrebbero essere misurati con il “pallottoliere” riducendo la gestione dei servizi a mero calcolo matematico. Sanità, salute e servizi socio-assistenziali meritano valutazioni diverse perché coinvolgono la sfera più delicata della popolazione.

(nella foto Umberto Nigra segretario Savt Santé)

Con la Riforma Sanitaria del 1978 si volevano garantire servizi gratuiti ed uguali per tutti. Con il tempo questo concetto è stato lentamente stravolto e, nonostante i tagli degli ultimi anni, la spesa sanitaria è sempre in crescita con un calo dei servizi erogati.

Nel corso del 2017, in Italia (ma da noi le cose non è che vadano meglio), quasi 11 milioni di cittadini hanno rinunciato a curarsi per problemi economici. Perché non riescono a pagarsi le medicine o perché le liste di attesa sono troppo lunghe e non possono permettersi un medico privato.

Non mettiamo oggi i cittadini della “Coumba Freida” in ulteriore difficoltà facendoli spostare dal territorio verso la città dopo che, per anni, si è predicato che bisognerebbe portare i servizi più vicino alla gente? Parliamone, il Savt-Santé è a disposizione. Ma soprattutto facciamo in modo che l’Azienda Sanitaria non diventi una torre d’avorio dove si decide solo in base al risparmio economico conseguito.

Il Savt-Santè chiede, come primo passo, un incontro urgente all’Azienda per capire  quali siano le possibili soluzioni, non traumatiche, per continuare ad erogare i servizi oggi offerti.                                                                                  

info savt

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