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CRONACA | 28 settembre 2026, 10:00

Esercito, conclusa l’esercitazione delle Truppe Alpine “Extreme Patrol 2026”

Oltre 300 alpini schierati per la principale esercitazione di movimento e combattimento in ambiente montano estivo dell’anno. 72 ore continuative di addestramento continuativo per 9 pattuglie delle Truppe Alpine dell’Esercito e 8 provenienti da Paesi alleati

Si è conclusa la “Extreme Patrol 2026”, la principale attività addestrativa estiva delle Truppe Alpine dell’Esercito, che dal 19 al 25 settembre ha visto impegnati oltre 300 uomini e donne tra le province di Bolzano e Belluno. L'esercitazione continuativa a carattere multinazionale, svolta sia in orario diurno sia notturno, ha avuto l'obiettivo di testare la preparazione fisica, mentale e tattica del personale per la condotta di operazioni in ambiente montano.

La cerimonia di premiazione si è tenuta alla presenza del Generale di Corpo d'Armata Francesco Bruno, Vice Comandante per le Forze da Combattimento dell'Esercito, del Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Divisione Alberto Vezzoli, e del Sindaco di San Candido, Klaus Rainer. Alla prima pattuglia classificata, appartenente al 7° Reggimento Alpini, è stato consegnato il trofeo intitolato al Maresciallo Ordinario Sara Roba, sottufficiale delle Truppe Alpine recentemente scomparsa in un incidente stradale, alla presenza dei suoi familiari.

Interoperabilità multinazionale e addestramento sul campo

Alla complessa manovra hanno preso parte unità dei reggimenti di fanteria, artiglieria e genio delle Truppe Alpine, affiancate da rappresentative di Paesi alleati quali Francia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Spagna, oltre alla presenza di osservatori militari provenienti da Albania, Belgio, Finlandia, Regno Unito e Stati Uniti.

Le pattuglie, giunte all'appuntamento dopo un ciclo formativo comprendente corsi alpinistici e di combattimento in quota, hanno operato per 72 ore in completa autonomia logistica. Su un terreno impervio e sotto la minaccia di unità nemiche simulate, le squadre hanno coperto un itinerario di oltre 60 chilometri con un dislivello superiore ai 1000 metri, affrontando prove di navigazione, superamento di ostacoli naturali quali pareti rocciose e specchi d'acqua, gestione dei feriti e catena di comando decentrata.

Tecnologia e supporto interforze

L'esercitazione ha visto un rilevante impiego di assetti tecnologici avanzati, tra cui droni da ricognizione, sistemi radio e di geolocalizzazione di ultima generazione, collegamenti satellitari e apparati di simulazione per lo scontro force-on-force. È stata inoltre sperimentata la piattaforma R-Neuroplus per il monitoraggio e l'allenamento della prontezza cognitiva sotto stress.

La riuscita dell'attività è stata garantita anche dalla collaborazione del 7° Reggimento Carabinieri “Trentino Alto-Adige”, che ha fornito il personale per le Opposing Forces (OPFOR) con compiti di interdizione e tracciamento, e dal Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana per il supporto sanitario.

red.

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