L’acqua, in questi giorni, è diventata quasi una cartina di tornasole: quando manca, quando non può essere utilizzata o quando la sua qualità impone prudenza, rende immediatamente visibile quanto siano delicate le infrastrutture sulle quali si regge la vita quotidiana di una comunità. È da qui che, in qualche modo, è passato anche il Consiglio comunale di Saint-Christophe di giovedì 10 settembre 2026, una seduta che ha attraversato lavori pubblici, bilancio, cultura, inclusione sociale, comunicazione e pianificazione urbanistica, mettendo in fila problemi molto concreti e scelte destinate a incidere sul futuro del territorio.
La seduta si è aperta con l’approvazione dei verbali della precedente riunione del 30 luglio e con le comunicazioni del sindaco e della Giunta. Il vicesindaco Corrado Giachino ha aggiornato il Consiglio sull’avanzamento di alcuni interventi pubblici, spiegando che sono già stati effettuati sopralluoghi con le imprese incaricate dei lavori sulla strada di Pallin e nelle aree di Meysattaz e Nicolin. «Abbiamo effettuato dei sopralluoghi con le aziende appaltatrici e nel giro di poco i lavori saranno terminati», ha riferito, dando conto di interventi ormai vicini alla conclusione.
Il tema più delicato è però stato quello dell’acqua potabile. Il sindaco Paolo Cheney ha ricostruito le difficoltà affrontate nelle ultime settimane, collegandole non soltanto alla gestione tecnica dell’acquedotto, ma anche a un problema più generale che riguarda la capacità del territorio di adattarsi a condizioni climatiche sempre meno prevedibili. «La problematica principale sta nella struttura dell’acquedotto e nella difficoltà di fare ordinanze precise», ha spiegato Cheney, ricordando come in passato la gestione fosse più immediata e direttamente affrontata dal Comune. Oggi, invece, la complessità del sistema richiede un approccio diverso e un maggiore coordinamento.
La SEV è intervenuta per cercare di individuare le soluzioni possibili, ma per il sindaco il problema non può essere affrontato soltanto come un'emergenza episodica. «Il cambiamento climatico impone un cambio culturale e dovremo adattarci», ha sottolineato, indicando nella riduzione dei consumi di acqua potabile una delle direzioni obbligate per il futuro. È un tema che ha una dimensione ambientale evidente, ma anche economica e sociale: garantire l’acqua significa infatti intervenire sulle infrastrutture, investire nella manutenzione e, nello stesso tempo, responsabilizzare cittadini e attività sull’uso di una risorsa che non può più essere considerata inesauribile.
Sempre sul fronte dei lavori pubblici, Cheney ha comunicato che la ristrutturazione della cappella di Senin procede secondo il cronoprogramma e dovrebbe concludersi nel mese di ottobre. Il sindaco ha inoltre annunciato per venerdì 11 settembre un incontro con l’assessore regionale Carlo Marzi dedicato ai possibili lavori di ampliamento della struttura che ospita il Banco Alimentare, intervento finanziato dalla Regione. Un progetto che incrocia quindi edilizia e servizi sociali e che assume un significato particolare in una fase nella quale il sostegno alle persone più fragili rappresenta una componente sempre più importante delle politiche locali.
Sul piano finanziario, il Consiglio ha approvato la quarta variazione al bilancio di previsione 2026/28, insieme alla conseguente variazione del DUPS, per complessivi 57.500 euro. A illustrare il provvedimento è stato l’assessore Davide Casola. La parte più consistente, pari a 50.000 euro provenienti dall’avanzo di amministrazione, sarà utilizzata per il rifacimento dell’impianto termico dell’area sportiva, con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza energetica.
È un investimento che va oltre la semplice manutenzione di una struttura: ridurre i consumi significa infatti intervenire sui costi di gestione nel medio periodo, mentre mantenere efficienti gli impianti sportivi significa preservare servizi che hanno una ricaduta diretta sulla qualità della vita e sulla socialità della comunità.
Il Consiglio ha poi rinnovato il patto di gemellaggio con il Comune francese di Valserhône, la cui amministrazione è cambiata dopo le elezioni del 2025. Un passaggio formale, ma anche un'occasione per mantenere vivo un rapporto istituzionale che può avere un valore culturale e sociale, soprattutto per realtà territoriali che condividono una dimensione alpina e una particolare attenzione ai rapporti transfrontalieri.
Successivamente l’assemblea ha preso atto delle dimissioni di Paolo Cotrone dall’incarico di componente della Commissione di gestione della Biblioteca comunale e del gemellaggio.
Spazio anche alle politiche sociali, con l’approvazione della proroga della convenzione per i progetti di inclusione attiva nei Comuni dell’Unité des Communes valdôtaines Mont-Émilius. L’obiettivo è proseguire attività rivolte a favorire l’inclusione e la partecipazione, mantenendo una rete sovracomunale che consenta di affrontare problematiche sociali che difficilmente possono essere gestite efficacemente guardando ai confini amministrativi del singolo Comune.
Sul versante culturale è stata invece approvata la bozza della convenzione di collaborazione tra il Comune di Saint-Christophe e le associazioni di categoria A.L.I. Associazione Librai Italiani – Sezione Valle d’Aosta e S.I.L. Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai – Sezione Valle d’Aosta, con l’obiettivo di promuovere il libro e la lettura.
L’assessora alla Cultura Cristina Viglino ha spiegato che l’accordo consentirà, tra le altre cose, di creare uno spazio temporaneo di vendita all’interno della Biblioteca in occasione delle presentazioni di libri. La vendita sarà limitata al volume presentato o ad altre opere dello stesso autore. «Questo aiuta ad abbattere le barriere tra pubblico e autore», ha osservato Viglino. L’iniziativa punta dunque a trasformare la presentazione di un libro da semplice appuntamento culturale a occasione di incontro e partecipazione, mettendo in relazione biblioteca, lettori, autori e librerie.
Un altro tassello riguarda il modo con cui il Comune intende parlare ai propri cittadini. Il Consiglio ha approvato la bozza del nuovo regolamento per la gestione e l’utilizzo del sito istituzionale e degli account del Comune sui social network e social media, un testo composto da 37 articoli.
L’obiettivo dichiarato dalla maggioranza è ampliare i canali di comunicazione oltre la pagina Facebook già esistente. Viglino ha spiegato che il Comune vuole da una parte informare i cittadini sull’attività istituzionale e dall’altra raggiungere un pubblico più giovane, utilizzando strumenti e linguaggi più immediati per raccontare sia l’attività amministrativa sia le iniziative culturali. Il sindaco Paolo Cheney ha definito il regolamento «un ulteriore passo avanti nella comunicazione con i cittadini».
È un passaggio che può sembrare secondario rispetto ai lavori pubblici o alle questioni urbanistiche, ma che in realtà tocca un aspetto sempre più importante dell’amministrazione locale: non basta fare, occorre anche riuscire a raccontare ciò che viene fatto. E per un Comune significa rendere più facilmente accessibili informazioni, iniziative e decisioni, soprattutto a quelle fasce di popolazione che difficilmente seguono i tradizionali strumenti istituzionali.
Il punto più articolato della seduta è arrivato in chiusura, con l’approvazione all’unanimità della variante non sostanziale n. 41 al Piano regolatore. L’intervento riguarda alcune norme di attuazione relative alle costruzioni delle aziende agricole e alle loro pertinenze e nasce dalla necessità di rendere più chiare regole che avevano dato luogo a interpretazioni differenti.
Dietro una definizione apparentemente tecnica c’è una questione molto concreta: dare maggiore certezza a chi deve investire nel settore agricolo, evitando che norme interpretabili in modi diversi possano trasformarsi in ostacoli, ritardi o contenziosi. L’agricoltura, infatti, non è soltanto una componente produttiva, ma rappresenta anche un presidio ambientale e territoriale. Rendere più leggibili le regole significa quindi cercare un equilibrio tra sviluppo delle aziende, tutela del territorio e qualità degli insediamenti.
La variante interviene in particolare sulle distanze dalle abitazioni, sulle zone edificabili e sulle strade con funzioni prettamente rurali. Viene inoltre ribadita la centralità del parere di razionalità degli uffici regionali competenti e la necessità di garantire la salubrità delle strutture aziendali nei confronti delle abitazioni e delle aree limitrofe.
Un ulteriore chiarimento riguarda la cessione al Comune delle aree interessate dalle costruzioni nelle zone BC commerciali.
Il provvedimento ha recepito alcune osservazioni formulate dai servizi della Regione Valle d’Aosta, mentre non è stata accolta un’osservazione presentata da privati cittadini. La ragione, illustrata dal sindaco, è legata alla natura stessa della variante: non una modifica dell’impostazione generale del Piano regolatore, ma un intervento finalizzato a rendere più chiare le disposizioni esistenti.
Cheney ha parlato di un intervento che risponde a «un interesse pubblico generale: rendere più chiare le regole, tutelare la salubrità ambientale e prevenire futuri contenziosi». Un chiarimento importante riguarda anche gli effetti nel tempo della nuova disciplina: le disposizioni si applicheranno ai procedimenti futuri e, come ha precisato il sindaco, «non sanano opere realizzate sulla base di titoli edilizi annullati e non incidono sugli obblighi di ripristino stabiliti dalle sentenze».
Il Consiglio di Saint-Christophe chiude così una seduta apparentemente molto diversa nei contenuti, ma attraversata da un filo comune: governare un territorio significa oggi occuparsi contemporaneamente di infrastrutture, risorse naturali, conti pubblici, servizi sociali, cultura, comunicazione e regole urbanistiche. Dall’acqua agli impianti sportivi, dalle biblioteche alle aziende agricole, le decisioni comunali finiscono per toccare direttamente la vita quotidiana e, soprattutto, la capacità di una comunità di prepararsi ai cambiamenti.
In questo senso, la questione dell’acqua emersa in apertura e quella delle regole urbanistiche affrontata in chiusura raccontano due facce dello stesso problema: Saint-Christophe è chiamata a gestire l’oggi senza perdere di vista il territorio che sarà domani.













