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FEDE E RELIGIONI | 26 agosto 2026, 08:00

Papa Leone XIV a Castel Gandolfo per la custodia del Creato: una Messa che unisce fede, ambiente e dignità umana

Il 1° settembre, alle 18.30, papa Leone XIV celebrerà la Messa per la Custodia della Creazione nel Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo. L’appuntamento apre il Tempo del Creato e rilancia il legame tra tutela dell’ambiente, responsabilità sociale e attenzione alle persone più vulnerabili

Papa Leone XIV a Castel Gandolfo per la custodia del Creato: una Messa che unisce fede, ambiente e dignità umana

La cura del Creato torna al centro dell’agenda di papa Leone XIV con una celebrazione che, per luogo e significato, intende collegare direttamente la dimensione spirituale a quella ambientale e sociale. In occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato, il prossimo 1° settembre, alle 18.30, il Pontefice celebrerà la Santa Messa per la Custodia della Creazione presso il Giardino della Madonnina del Borgo Laudato si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo.

L’annuncio è arrivato attraverso un comunicato congiunto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e del Centro di Alta Formazione Laudato si’. La scelta di celebrare l’Eucaristia all’interno di un giardino assume un valore tutt’altro che soltanto simbolico. Il rapporto con la natura viene infatti presentato come una questione che riguarda il modo stesso in cui la società concepisce lo sviluppo, l'economia e la responsabilità nei confronti delle generazioni future.

Il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha sottolineato proprio questo aspetto spiegando che celebrare l’Eucaristia «attorno a un altare immerso in un giardino» aiuta a ricordare che la creazione è un dono e che ogni dono comporta una responsabilità. Nel suo intervento, il porporato ha insistito sulla necessità di non considerare la casa comune soltanto come una risorsa da utilizzare, ma come un bene da accogliere con gratitudine e custodire. La riflessione religiosa si traduce così in una precisa dimensione sociale: prendersi cura del Creato significa anche proteggere la vita e le persone, soprattutto quelle più esposte agli effetti della povertà, del degrado ambientale e dei cambiamenti climatici.

Un'impostazione condivisa dal cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’, secondo il quale la custodia della Creazione e la promozione della dignità umana rappresentano «due facce di un’unica missione». Baggio lega esplicitamente la responsabilità ambientale alla solidarietà verso chi subisce maggiormente le conseguenze delle crisi contemporanee, dalla povertà alla crisi climatica, fino ai conflitti. È una prospettiva che amplia il significato della questione ecologica: non si tratta soltanto di proteggere paesaggi, biodiversità e risorse naturali, ma di interrogarsi sulle conseguenze economiche e sociali di un modello di sviluppo che può produrre costi molto diversi a seconda delle condizioni di partenza delle persone e dei territori.

Il tema assume quindi anche una dimensione politica. La tutela dell’ambiente è ormai strettamente intrecciata alle scelte pubbliche sull’energia, sull’agricoltura, sulla gestione del territorio, sulla mobilità e sulla distribuzione delle risorse. La sensibilità espressa dalla Chiesa non coincide necessariamente con una singola ricetta politica, ma pone una questione di fondo: le trasformazioni necessarie per affrontare la crisi climatica devono essere accompagnate da politiche capaci di evitare che il peso economico della transizione ricada soprattutto sulle fasce più deboli della popolazione.

Il 1° settembre rappresenta inoltre una data significativa per il mondo cristiano. Con la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato prende avvio il Tempo del Creato, periodo ecumenico dedicato alla preghiera, alla riflessione e all’impegno per la tutela della casa comune, che si conclude il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi. La ricorrenza mette dunque in relazione diverse confessioni cristiane e propone un percorso che supera i confini della singola celebrazione liturgica.

La Messa di Castel Gandolfo si inserisce così nel solco della riflessione avviata in modo particolarmente forte dalla Chiesa negli ultimi anni, soprattutto con l’enciclica Laudato si’. Ma il suo significato va oltre la continuità di un messaggio ecclesiale ormai consolidato. In un'epoca segnata da eventi climatici estremi, tensioni sulle risorse, disuguaglianze economiche e conflitti, la custodia del Creato diventa una questione che riguarda contemporaneamente ambiente, economia, pace e giustizia sociale.

La celebrazione presieduta da Leone XIV potrà quindi essere letta non soltanto come un appuntamento religioso, ma come un ulteriore richiamo alla responsabilità collettiva. La prospettiva proposta dalla Chiesa è quella di una relazione diversa con il territorio e con le risorse naturali: non un patrimonio da consumare senza limiti, ma una realtà da amministrare pensando anche a chi verrà dopo di noi. È una sfida che riguarda le istituzioni, le imprese, le comunità e i singoli cittadini e che, inevitabilmente, porta la questione ambientale dentro il cuore delle scelte politiche e sociali del nostro tempo.

je.fe.

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