All’Angelus di domenica 23 agosto 2026, Papa Leone XIV invita i fedeli a non vivere la fede per abitudine o per convinzioni ricevute, ma a riscoprire un rapporto personale con Cristo. Nel suo intervento anche la preghiera per la Repubblica Democratica del Congo, colpita dall’epidemia di Ebola, per la Repubblica Centrafricana e per le vittime del terremoto che dieci anni fa colpì il Centro Italia.
Nella riflessione prima della preghiera dell’Angelus di domenica 23 agosto, Papa Leone XIV ha posto al centro una domanda semplice e insieme decisiva per ogni credente: chi è davvero Gesù nella propria vita? Un interrogativo che, nelle parole del Pontefice, non può essere liquidato attraverso formule già conosciute, tradizioni ricevute o convinzioni consolidate.
Il Papa ha invitato infatti i fedeli a «non chiuderci nelle nostre convinzioni e sicurezze religiose, per restare aperti alla relazione autentica con Cristo». Il riferimento è al Vangelo del giorno e alla domanda rivolta da Gesù ai suoi discepoli: non soltanto sapere cosa pensa la gente di lui, ma arrivare a una risposta personale.
Leone XIV ha quindi distinto tra la conoscenza indiretta della fede e quella che nasce da un incontro autentico. Gesù, ha spiegato, non è semplicemente «un grande personaggio», ma «il Cristo di Dio», colui che è stato inviato per introdurre l’umanità nell’amore del Padre e per trasformare la vita delle persone e il mondo nel quale esse vivono.
È soprattutto un passaggio dell’intervento papale a concentrare l’attenzione: «A volte sulla fede cristiana ci si accontenta del “sentito dire”», ha osservato Leone XIV, riferendosi ai luoghi comuni e a ciò che può essere trasmesso anche con le migliori intenzioni, ma senza necessariamente diventare esperienza personale. Per il Pontefice, invece, il cristianesimo richiede una risposta che coinvolga direttamente la persona, la disponibilità a conoscere Cristo «da vicino» e a lasciarsi trasformare dall’amicizia con lui.
Il tema assume anche una dimensione ecclesiale e pastorale. Leone XIV ha infatti esteso la riflessione alle scelte della Chiesa, mettendo in guardia dal rischio di considerare sufficiente continuare a fare ciò che si è sempre fatto. Anche il cammino delle comunità cristiane, secondo il Papa, deve essere accompagnato da domande capaci di verificare continuamente il senso delle proprie scelte: chi è il Signore per me, lo conosco davvero, cosa chiede oggi il Vangelo e quali passi è necessario compiere?
È un'impostazione che contiene anche una precisa sollecitazione sociale. La fede, nelle parole del Pontefice, non appare come una semplice appartenenza culturale o come un'eredità da conservare, ma come una relazione capace di incidere sulle scelte concrete. In questo senso, interrogarsi sul Vangelo significa anche interrogarsi sul modo in cui le comunità affrontano i cambiamenti, le fragilità e le responsabilità del presente.
Dopo la preghiera dell’Angelus, Leone XIV ha rivolto l’attenzione ad alcune delle emergenze più drammatiche della situazione internazionale. Il Papa ha ricordato anzitutto la Repubblica Democratica del Congo, esprimendo preoccupazione per la diffusione dell’epidemia di Ebola, che sta provocando numerose vittime. Da qui l’appello alla comunità internazionale affinché venga fornita una risposta adeguata e affinché siano coinvolte anche le comunità locali nelle attività di prevenzione e nella protezione della popolazione.
Il richiamo alla responsabilità internazionale non è soltanto sanitario. Le emergenze epidemiche, soprattutto nei contesti più fragili, possono infatti aggravare condizioni economiche e sociali già difficili, mettendo sotto pressione sistemi sanitari, famiglie e comunità. L'insistenza del Papa sul coinvolgimento delle realtà locali richiama quindi una dimensione della cooperazione internazionale nella quale la risposta alle crisi deve essere costruita insieme alle popolazioni interessate.
Il Pontefice ha poi espresso la propria vicinanza alla popolazione della Repubblica Centrafricana, colpita dal crollo di una miniera a Zambouye. Leone XIV ha pregato per le vittime e ha richiamato la necessità di garantire sicurezza e legalità nei siti minerari, un tema che porta con sé questioni economiche e sociali particolarmente rilevanti in territori nei quali l’attività estrattiva rappresenta una fonte importante di reddito, ma può esporre lavoratori e comunità a gravi rischi.
Il messaggio dell’Angelus tiene così insieme la dimensione spirituale e quella concreta della vita contemporanea. Da una parte l’invito a non ridurre la fede al «sentito dire», dall’altra la preghiera per popolazioni alle prese con epidemie, incidenti e condizioni di vulnerabilità. Due aspetti apparentemente distinti che, nella prospettiva proposta da Leone XIV, appartengono invece alla stessa responsabilità cristiana: conoscere Cristo e lasciare che questo incontro abbia conseguenze nel modo di guardare agli altri e al mondo.
Il ricordo del terremoto che colpì il Centro Italia dieci anni fa si inserisce nello stesso orizzonte della memoria e della vicinanza alle popolazioni colpite dalle tragedie. A dieci anni dal sisma del 2016, il richiamo alle ferite ancora presenti in quelle comunità assume un significato che va oltre la commemorazione. Ricordare significa infatti mantenere l'attenzione sulle persone, sui territori e sui processi di ricostruzione che seguono una catastrofe e che spesso richiedono anni, risorse e capacità di tenere insieme istituzioni e comunità.
L’Angelus di Leone XIV propone dunque una riflessione che parte dalla domanda più personale della fede per arrivare alle grandi questioni del mondo. Non accontentarsi del «sentito dire» significa, in fondo, rifiutare una fede vissuta per inerzia. E significa anche accettare che un incontro autentico con Cristo possa chiedere cambiamenti, responsabilità e scelte nuove. È un messaggio rivolto ai singoli credenti, ma anche alle comunità e alla Chiesa nel suo insieme: la fede non è soltanto ciò che abbiamo ricevuto, ma ciò che scegliamo di vivere nel presente, soprattutto quando il mondo chiede attenzione, solidarietà e responsabilità.









