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EVENTI E APPUNTAMENTI | 21 agosto 2026, 19:52

A Moretta il teatro dà voce all’altra metà del cielo: i racconti del Gruppo Teatro Angrogna

Sabato 29 agosto, a Moretta, il Gruppo Teatro Angrogna porta nel Giardino Comunale del Santuario della Beata Vergine del Pilone «Racconti dell’altra metà del cielo», uno spettacolo dedicato all’universo femminile. Appuntamento alle 21, con ingresso libero, per l’ultimo evento estivo della compagnia prima della ripresa autunnale

A Moretta il teatro dà voce all’altra metà del cielo: i racconti del Gruppo Teatro Angrogna

Il teatro come luogo d’incontro, memoria e riflessione. E una serata estiva può diventare l’occasione per raccontare storie che appartengono a tutti, ma che troppo spesso sono rimaste ai margini della narrazione pubblica. È questa la prospettiva con cui il Gruppo Teatro Angrogna chiude la propria stagione estiva portando in pianura, a Moretta, un lavoro dedicato alle donne e alle molteplici forme attraverso cui la loro esperienza ha attraversato la società.

L’appuntamento è per sabato 29 agosto, alle 21, nel Giardino Comunale presso il Santuario della Beata Vergine del Pilone. L’ingresso è libero e l’invito della compagnia è rivolto a tutti, donne e uomini, in uno spirito dichiaratamente festoso e partecipativo. Il consiglio è quello di arrivare con qualche minuto di anticipo, così da vivere pienamente una serata pensata non soltanto come spettacolo, ma anche come momento di comunità.

Al centro della serata ci saranno i «Racconti dell’altra metà del cielo», dedicati all’«Universo Donna». Una definizione volutamente ampia, che consente di raccogliere storie, personaggi e sensibilità differenti, mettendo in primo piano la complessità dell’esperienza femminile. Il teatro, in questo caso, diventa uno strumento per riportare al centro della scena persone e vicende attraverso cui leggere anche i cambiamenti della società.

La scelta di Moretta non è casuale nella dimensione territoriale dell’iniziativa. Dopo gli appuntamenti estivi, il Gruppo Teatro Angrogna si prepara infatti a riprendere la propria attività in autunno, con una prima tappa già annunciata a Venezia in collaborazione con Emergency. La serata piemontese rappresenta dunque una sorta di passaggio tra due momenti dell’attività della compagnia: da una parte il teatro all’aperto e il rapporto diretto con le comunità locali, dall’altra un autunno che porterà lo spettacolo e l’impegno del gruppo verso nuove realtà.

Il valore dell’iniziativa sta anche nella scelta dell’ingresso libero. In un momento in cui la partecipazione culturale può essere condizionata dal costo degli eventi, mantenere aperto l’accesso significa considerare il teatro come un bene condiviso e non soltanto come un prodotto destinato a chi può permetterselo. È una scelta che rafforza il rapporto tra cultura e territorio e che permette a una compagnia teatrale di incontrare pubblici diversi, comprese famiglie, giovani e persone che normalmente frequentano meno i luoghi dello spettacolo.

Il riferimento all’«altra metà del cielo» porta inoltre con sé una riflessione che supera la dimensione strettamente artistica. Raccontare le donne significa interrogarsi sul ruolo che esse hanno avuto e continuano ad avere nella famiglia, nel lavoro, nella cultura, nella politica e nella vita delle comunità. Significa anche ricordare come molte conquiste sociali siano state il risultato di percorsi lunghi e spesso difficili, e come il tema della parità rimanga legato a questioni concrete: opportunità professionali, autonomia economica, riconoscimento del lavoro di cura, accesso alle responsabilità e contrasto alla violenza.

Il teatro può affrontare questi temi senza trasformarsi necessariamente in una lezione. La forza della rappresentazione sta proprio nella capacità di raccontare attraverso persone e vicende, lasciando allo spettatore lo spazio per riconoscersi, interrogarsi o semplicemente ascoltare. Ed è probabilmente questa la dimensione più interessante di una serata come quella di Moretta: trasformare un appuntamento culturale in un’occasione di confronto informale, nel cuore di una comunità.

Per il Gruppo Teatro Angrogna si tratta anche della conferma di una precisa idea di teatro, legata alla presenza sul territorio e alla possibilità di utilizzare la scena per costruire relazioni. Una scelta che acquista ancora più significato in un'epoca nella quale molte forme di intrattenimento tendono a spostarsi sugli schermi e nelle piattaforme digitali. Ritrovarsi fisicamente davanti a un palcoscenico, condividere emozioni con altre persone e ascoltare storie raccontate dal vivo rimane un'esperienza difficilmente sostituibile.

Il 29 agosto, quindi, Moretta si prepara a ospitare una serata nella quale cultura, impegno civile e convivialità potranno incontrarsi. L’appuntamento alle 21, nel Giardino Comunale presso il Santuario della Beata Vergine del Pilone, sarà a ingresso libero e aperto a «tante e tanti», come sottolinea con semplicità il Gruppo Teatro Angrogna, che presenta l’iniziativa come una «bella festa».

Il teatro è come uno specchio acceso nella piazza: riflette ciò che una comunità è stata, ma permette anche di intravedere ciò che potrebbe diventare. E raccontare «l’altra metà del cielo» significa, in fondo, ricordare che non esiste una società compiuta se metà delle sue esperienze, delle sue voci e delle sue storie rimane fuori campo. A Moretta la scena diventerà così uno spazio semplice e aperto nel quale incontrarsi, ascoltare e riconoscere, attraverso il linguaggio del teatro, una parte essenziale della storia collettiva.

red/edmo

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