La situazione del ghiacciaio di Planpincieux continua a essere seguita con la massima attenzione, ma senza elementi che facciano pensare, al momento, a un aggravamento dello scenario. È quanto emerso dall'incontro che si è svolto nella mattinata di oggi tra gli assessori regionali Davide Sapinet e Giulio Grosjacques, i tecnici del Dipartimento Ambiente e Territorio, la Giunta comunale di Courmayeur, il responsabile comunale della Protezione civile e gli esperti della Fondazione Montagna Sicura, chiamati a fare il punto sugli ultimi dati raccolti attraverso il sistema di sorveglianza permanente del ghiacciaio.
Le rilevazioni effettuate con monitoraggio 24 ore su 24 confermano che il ghiacciaio continua a muoversi a una velocità media superiore a 800 millimetri al giorno, un valore elevato ma sostanzialmente stabile rispetto ai giorni precedenti. Gli esperti hanno infatti evidenziato che non sono state registrate ulteriori accelerazioni significative, elemento che consente di mantenere invariata la valutazione del rischio.
Resta quindi confermata la condizione MONIGLAC rossa sullo scenario S4, il livello che prevede l'attivazione delle misure di protezione civile già adottate dal Comune di Courmayeur. Di conseguenza, rimangono valide le disposizioni contenute nell'ordinanza n. 6137 del 23 luglio 2026, che disciplinano le modalità di accesso in sicurezza alla Val Ferret, cercando di conciliare la tutela dell'incolumità pubblica con la fruizione di uno dei luoghi più frequentati della montagna valdostana durante la stagione estiva.
Nel corso della riunione i tecnici della Fondazione Montagna Sicura hanno illustrato nel dettaglio il funzionamento del complesso sistema di monitoraggio installato sul ghiacciaio, soffermandosi sulle procedure utilizzate per stimare le volumetrie di ghiaccio in movimento e sui diversi scenari evolutivi che vengono costantemente comunicati al Comune e agli organismi della Protezione civile. Si tratta di un'attività scientifica e tecnica fondamentale, che permette di aggiornare in tempo reale le valutazioni del rischio e di modulare tempestivamente eventuali interventi a tutela della popolazione e dei frequentatori della valle.
Particolare attenzione viene riservata anche all'evoluzione delle condizioni meteorologiche. Le previsioni indicano infatti la possibilità di temporali nella serata di sabato, mentre lo zero termico dovrebbe abbassarsi fino a una quota compresa tra 3.400 e 3.600 metri. Si tratta di elementi che vengono costantemente integrati nelle valutazioni degli specialisti, poiché temperatura e precipitazioni possono influenzare il comportamento delle masse glaciali e rappresentano quindi fattori determinanti nell'analisi dell'evoluzione del fenomeno.
Sul piano politico e amministrativo, la gestione del ghiacciaio di Planpincieux rappresenta ormai un modello consolidato di collaborazione tra Regione, Comune, Protezione civile e comunità scientifica. La capacità di coniugare monitoraggio tecnologico, pianificazione dell'emergenza e informazione tempestiva consente di limitare gli impatti sulla sicurezza dei residenti e dei numerosi turisti che frequentano la Val Ferret, salvaguardando al tempo stesso un settore strategico come quello turistico, particolarmente rilevante per l'economia di Courmayeur e dell'intera Valle d'Aosta.
La vicenda del Planpincieux continua inoltre a ricordare come il cambiamento climatico stia trasformando profondamente l'ambiente alpino. L'osservazione costante dei ghiacciai non è più soltanto uno strumento di gestione delle emergenze, ma rappresenta anche un indicatore concreto delle trasformazioni in atto sulle montagne. In questo contesto, investire nella ricerca, nel monitoraggio e nella prevenzione significa non solo garantire la sicurezza delle persone, ma anche preparare il territorio ad affrontare con maggiore consapevolezza le sfide ambientali che interesseranno sempre più da vicino le Alpi nei prossimi anni.












