L'Obolo di San Pietro continua a rappresentare uno dei principali strumenti attraverso i quali il Papa sostiene la propria missione universale e interviene concretamente nelle emergenze umanitarie e nelle necessità delle Chiese più povere del mondo. Il rapporto annuale relativo al 2025, pubblicato oggi dalla Santa Sede, fotografa un anno caratterizzato da una raccolta complessiva di 57,6 milioni di euro, a fronte di uscite pari a 59,8 milioni, differenza attribuita principalmente alle oscillazioni dei tassi di cambio delle valute estere.
Nel corso dell'anno sono stati erogati 54,5 milioni di euro: 41,2 milioni hanno finanziato le attività della Santa Sede a sostegno della missione apostolica del Papa, mentre 13,3 milioni sono stati destinati direttamente a opere di assistenza umanitaria e progetti di solidarietà nei confronti delle popolazioni più vulnerabili.
La maggior parte delle risorse, pari al 63,6%, proviene dalle diocesi di tutto il mondo attraverso la tradizionale colletta celebrata in occasione della solennità dei Santi Pietro e Paolo. Il restante contributo arriva da donatori privati, fondazioni, istituti religiosi, offerte online, bonifici bancari e lasciti testamentari.
La geografia della solidarietà conferma ancora una volta gli Stati Uniti come primo Paese donatore, responsabile del 26,1% delle offerte complessive. Seguono Italia, Brasile, Repubblica di Corea, Germania, Francia e Spagna, a testimonianza di una partecipazione diffusa della comunità cattolica internazionale.
Grazie a queste risorse, nel 2025 sono stati finanziati 252 progetti distribuiti in 74 Paesi, con particolare attenzione all'Africa, all'Asia e all'Europa. Tra gli interventi figurano aiuti umanitari alla popolazione ucraina, borse di studio per sacerdoti, seminaristi e religiosi provenienti dai Paesi in via di sviluppo e numerose opere destinate a rafforzare la presenza della Chiesa nei territori di missione.
Tra i progetti più significativi rientrano la costruzione di un convento a Mannar, nello Sri Lanka, di una nuova chiesa parrocchiale a Hagaza, in Egitto, e di un centro pastorale a Kaya, in Burkina Faso, iniziative che mirano a consolidare la presenza evangelizzatrice nelle giovani Chiese locali.
Accanto agli edifici religiosi, il Fondo sostiene anche interventi di carattere sociale. Nel corso del 2025 sono stati finanziati aiuti destinati alla popolazione di Gaza, la realizzazione di aule scolastiche per ragazze Dalit ad Ambikapur, in India, una scuola secondaria a Bentiu, nel Sud Sudan, oltre alla costruzione di una casa per sacerdoti anziani in Myanmar, alla ristrutturazione del presbiterio della chiesa di San Girolamo a Gonaïves, ad Haiti, e al Seminario Maggiore di Sant'Agostino di Kabwe, nello Zambia.
L'Obolo di San Pietro continua inoltre a sostenere il funzionamento degli organismi della Santa Sede. Nel 2025 le spese complessive delle istituzioni vaticane impegnate al servizio della missione del Pontefice hanno raggiunto 404,5 milioni di euro. Di questi, circa 41,2 milioni, pari a poco più del 10%, sono stati coperti proprio attraverso il Fondo dell'Obolo. Una parte significativa delle risorse, 148,7 milioni di euro, è stata destinata al sostegno delle Chiese locali in difficoltà e ai contesti di evangelizzazione più delicati.
I dati confermano così come l'Obolo di San Pietro non rappresenti soltanto una tradizionale raccolta di offerte, ma uno strumento attraverso il quale la solidarietà dei fedeli contribuisce concretamente all'azione pastorale del Papa e al sostegno di migliaia di persone che vivono situazioni di guerra, povertà ed emarginazione in ogni parte del mondo.










